Riccio: ‘Prestiti usurai, lavoro nero, epidemia dilagante: chi pagherà il costo sociale delle incapacità politiche?’

Il consigliere comunale: 'Il Governo regionale si è livellato al punto più basso rispetto al Governo nazionale. Nessun investimento in sanità, trasporti, sostegno a famiglie indigenti e molto altro'

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“Abbiamo sempre pensato che forze dell’ordine e magistratura dovessero occuparsi di cose serie.
Non abbiamo invocato interventi a caso, come fanno molti, per alimentare derive populiste.
Ma oggi crediamo che i Servitori dello Stato, magistrati e forze dell’ordine, ridotti dallo Stato stesso in “Servi” debbano iniziare seriamente a pensare, cercando nelle pieghe del diritto, il modo per punire severamente “una banda di pseudo governanti” riconoscendo in capo ad essi “l’associazione a delinquere” “l’istigazione a commettere reati” e “l’istigazione al suicidio”. Non sono facili battute, non è ironia.
E’ la previsione di quanto è già accaduto, e nessuno ancora lo ha raccontato e di quanto accadrà”.
E’ quanto afferma tramite una nota stampa il consigliere comunale Eugenio Riccio.

“Condanniamo gli episodi di violenza di Napoli – prosegue – ma lo facciamo perché come sempre di mezzo ci sono andate le incolpevoli forze dell’ordine chiamate ad arginare i danni non dei manifestanti ma di chi in piazza li ha costretti ad andare. In questi mesi di lockdown il danno sociale è stato altissimo.
Sono aumentate le dipendenze da gioco on line, sono cresciuti i  maltrattamenti in famiglia ed i casi di ricorso a specialisti per patologie riguardanti la psiche che spesso sono diventate croniche.
E’ aumentato il ricorso al lavoro nero e ai prestiti concessi da gente che di mestiere fa l’usuraio.

E’ aumentata la paura di denunciare. Il tutto, mentre l’ignoranza regna l’incapacità governa.
E la gente, letteralmente, muore (e non di Covid). Il Governo regionale si è livellato al punto più basso rispetto al Governo nazionale. Non uno scatto di orgoglio, una presa di posizione.
Ma ancor peggio, non un provvedimento utile e funzionale per rimettere in circolo un minimo di risorse buone”. “Nessun investimento nella sanità, nei trasporti, nell’informatica – è il j’accuse di Riccio – per la didattica a distanza, nei servizi sociali per il sostegno delle famiglie indigenti in questo particolare periodo. Il nulla. E ciò che dobbiamo constatare è che per questo nulla pagheranno tutti gli italiani. Smettiamola di parlare a giorni alterni di cosa capita negli altri Paesi d’Europa, ma smettiamola anche di considerare le Regioni tutte uguali.

I calabresi sono stati disciplinati, ma stanno pagando un prezzo altissimo e purtroppo le tragedie sono avvenute laddove impunemente si è permesso (ieri e non oggi) di non seguire le regole (Vedi Rsa gestite da amici degli amici degli amici), le forze dell’ordine hanno fatto ciò che dovevano con scrupolosità (ma anche in questo caso molti locali, gestiti sempre dagli amici degli amici degli amici, sarebbero dovuti rimanere chiusi per inottemperanza alle regole minime di sicurezza, non per inosservanza di quelle dettate per l’emergenza Covid).
La politica del “me la vedo io”, del “chiudiamo un occhio”, del “non decidere”, ha mostrato con l’emergenza Covid tutti i suoi limiti.
La gestione della Sanità Pubblica come un feudo si sta ritorcendo contro tutti. Ma a questo punto è necessario che la “Legge” sia rapida e risolutiva. Oggi e non domani. Perchè ogni giorno che passa  – conclude il consigliere catanzarese – è una croce in più nel grande cimitero le cui fosse sono state scavate da chi avrebbe dovuto aiutare”.

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