La denuncia di Zicchinella: ‘La sanità è in stato di abbandono, immobilismo della Regione’

'L'ordinanza 82 del 29 ottobre non una strategia, ma un atto politico figlio della disperazione e della assoluta non conoscenza del territorio'

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    La sanità calabrese è malata: bisogna saper investire le  risorse già stanziate, trovare nuovi mezzi, reclutare  più personale, prima che sia troppo tardi”. Non usa eufemismi il consigliere provinciale Davide Zicchinella  nel criticare senza indugi l’ordinanza regionale  n.82 del 29 ottobre 2020 con la quale si sospendono le prestazioni sanitarie definite non urgenti. Per il primo cittadino di Sellia, la Regione Calabria è tenuta ad aiutare medici e infermieri di nuovo in prima linea nel fronteggiare il nemico invisibile, ma non deve abbandonare neppure i pazienti che hanno bisogno di cure urgenti, anche se non ascrivibili alla pandemia. Il pediatra  con la passione della politica auspica programmazione al posto dell’improvvisazione. Soggiunge  in una nota stampa: “ L’Ordinanza n.82 del 29 ottobre 2020 certifica l’inerzia e l’assoluto immobilismo della Regione Calabria dall’inizio della Pandemia ad oggi. Questa ordinanza avrebbe avuto senso a Marzo non oggi,  a quasi otto mesi dall’inizio della pandemia. Di fatto si interrompono prestazioni definite non urgenti, si dispone il trasferimento di positivi non critici presso gli ospedali periferici per fare posto ai nuovi pazienti Covid19 che stanno aumentando di giorno in giorno. Non una strategia, ma un atto politico figlio della disperazione e della assoluta non conoscenza del territorio. Parlo per la nostra area territoriale che poi è lo specchio della regione. Nessun posto letto per emergenza Covid19 attivato.  Il reparto di Malattie Infettive del “Pugliese” rimasto lo stesso. Nessun nuovo posto di terapia intensiva aggiuntivo. Nessuna nuova dotazione organica e/o strumentale ai laboratori.  A Catanzaro si processano tamponi, eroicamente, anche per le province di Vibo, Crotone e spesso anche Reggio. Il Dipartimento di Prevenzione non ha avuto nessun aumento di dotazione organica . Idem per il servizio di Assistenza Domiciliare Integrato a cui spesso si demanda l’esecuzione dei tamponi. Non c’è nulla da chiudere caro Presidente Facente Funzioni. La sanità in Calabria con l’inizio della pandemia è di fatto morta e sepolta!!! Venite a dare una occhiata se Vi riesce! Certo le responsabilità sono antiche.   Di tutte le parti politiche. Ma oggi non si possono addurre motivazioni economiche e scarsezza di risorse. Le risorse con l’emergenza Covid19 sono arrivate eccome. Solo che non si sono  sapute impiegare per tempo. Servivano uomini sul territorio. Unità Mobili attrezzate per fare tamponi nei comuni e nelle scuole con cluster ora fuori controllo e con i Sindaci abbandonati a se stessi. Neanche una telefonata di conforto. E ancora posti letto dedicati.  Terapie intensive potenziate con uomini e mezzi (che restano nei depositi!!!). Gli ospedali territoriali sono allo sfascio. Non erogano da tempo prestazioni sanitarie degne di questo nome. E non per mancanza di volontà dei pochi operatori sanitari rimasti in servizio.  Ma per una politica di smantellamento avviata sciaguratamente da oltre 15 anni. Decine di servizi e prestazioni sono un lontano ricordo.  Pensare ora di utilizzarli per ricoverare pazienti positivi non critico è pura follia. Faccio degli esempi essendo medico prima che politico. Già oggi una persona che deve fare un intervento per calcolosi della colecisti in elezione ( quindi non  per urgenza) aspettava già mesi e mesi. Ma il rischio di avere come conseguenza una pancreatiche resta. Ed oggi dopo l’ordinanza tutto si aggrava.  Come per un ernia inguinale in attesa di essere riposizionata in addome.  Il rischio che strozzandosi possa procurare più serie conseguenze, prima era fondato , oggi quasi matematico. In una regione con la “Sanità Malata” come la  nostra, già prima della pandemia bisognava agire per tempo.  Programmare. Investire risorse. Altro che un infermiere per ogni scuola!!!! Non è polemica o speculazione politica la mia. Ma da operatore sanitario che lavora sul territorio probabilmente ho una visuale diversa che dalla Cittadella. Temo che da ieri le persone che hanno un serio bisogno di salute non legato al Covid19 (a maggior ragione quest’ultimi) saranno ancora più sole di prima. Abbandonate. Aspettando che “passi la nottata” pur  avendo spesso, molto spesso, poco tempo per attendere.”

    Diritto alla salute: parole facili da pronunciare, difficili da mettere in pratica.

     

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