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Cambiavento: “Intervista di Cotticelli evidenzia come la misura sia colma”

"E ora incapaci, inadeguati e impazziti, tutti insieme appassionatamente, guidano a cento all’ora due milioni di calabresi a schiantarsi contro un muro"

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L’intervista di ieri sera al generale Cotticelli – si legge in una nota del movimento Cambiavento-  ha completato il quadro, dandoci segni evidenti che l’altra metà del cielo non possa colorare la nostra terra con tinte migliori. Niente di nuovo sotto il sole, da sempre la Calabria si barcamena tra una classe locale inadeguata e la noncuranza dei governi centrali, tra gli Spirlì ed i Cotticelli, imponendo a tutti i calabresi i peggiori servizi del Paese.

La misura è colma, però. Urge una presa di posizione netta, dura, senza precedenti da parte del Governo affinché si inverta la tendenza e si faccia cambiare passo ad una regione che ha attorno a sé un baratro. E’ importante, salutare, la decisione immediata di rimuovere Cotticelli, ma non basta, come non basterà sostituirlo con una persona di comprovata esperienza, polso fermo e un curriculum solido. Occorre un intervento-choc che porti subito posti-letto, medici, anestesisti, laboratori, spazi post-covid, ovvero tutto quello che serve per affrontare la tragica situazione che stiamo vivendo.

Intanto, la prematura scomparsa della presidente Jole Santelli ha catapultato al vertice dell’Ente regionale un personaggio grottesco e caratteristico, Antonino Spirlì, che ora si atteggia a primo baluardo a difesa dei calabresi e del loro diritto di non essere in “zona rossa”, ma che disconosce pubblicamente ogni informazione relativa al contesto sanitario, ai dati che hanno determinato le scelte del Governo, alle misure da intraprendere e alle responsabilità a cui è chiamato. È semplicemente inadeguato.

In tutto questo quadro, già di per sé assurdo e complicato, la politica regionale vive fuori dal tempo e dallo spazio. Si spiega solo così la decisione del presidente del Consiglio regionale Tallini e dei consiglieri di maggioranza di convocare una seduta della più alta assemblea regionale con un solo punto all’ordine del giorno: “Calabria Zona Gialla”. Cosa vorrà mai dire è un mistero, mentre è chiaro il significato politico: sono impazziti.

È così, dunque: incapaci, inadeguati e impazziti, tutti insieme appassionatamente, guidano a cento all’ora due milioni di calabresi a schiantarsi contro un muro. Siamo in una “Tempesta Perfetta”, senza neanche uno straccio di ombrello e travolti da proclami demagogici alimentati da una classe dirigente capace di rappresentare sempre una parte della realtà per il tutto, spingendo ad una insana e partigiana divisione il popolo di Calabria. È il tempo di dire basta e chiedere a tutta la deputazione calabrese al Parlamento, non soltanto di assumersi le sue responsabilità, ma di proporre soluzioni condivise.

Per una volta i nostri politici dimostrino di essere migliori degli altri, si riuniscano e indichino subito, insieme al Governo, il nome di un nuovo commissario che si occupi della nostra Salute e della nostra Vita. Se ci possiamo permettere un suggerimento, domandino consiglio a chi della tutela della salute ne ha fatto il suo mestiere, magari a quel primario di origine cosentine, scelto, e forse mai ascoltato, tra gli esperti nominati dalla regione Calabria, qualche nome può darsi lui lo abbia, e magari è la volta giusta.

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