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Cse Filai: “Ristori e contratti a tempo per i 7mila tirocinanti calabresi”

E’ la richiesta che il segretario Generale del sindacato, Antonino Nasone

Una petizione con linee guida concrete per possibili ed immediate soluzioni di ristoro economico per tutti i tirocinanti calabresi dei vari bacini, nonché urgenti misure occupazionali, con la messa in campo di contratti a tempo determinato per almeno 36 mesi, finalizzati anche alla futura stabilizzazione nella PA nazionale e calabrese.

E’ la richiesta che il Segretario Generale CSE-FILAI, Antonino Nasone, ha inviato alla Giunta e al Consiglio regionale a seguito delle recenti disposizioni governative sull’emergenza covid che hanno individuato la Calabria come zona rossa.

“Bisogna cambiare la rotta e reagire ed agire tempestivamente – afferma Nasone – con provvedimenti mirati e consistenti che vadano ad incidere concretamente e sensibilmente nel sostegno al reddito familiare come primo impatto immediato e nel contempo e parallelamente mettendo in campo iniziative robuste ed efficaci, trasformando il lavoro precario o il non lavoro in lavoro stabile e duraturo, con tutti i diritti, nell’attesa della definitiva stabilizzazione nella PA per tutti i 7mila tirocinanti calabresi che hanno operato nei diversi bacini ( Giustizia, Beni Culturali, Scuola, Enti Locali, etc..).

In questa direzione vanno utilizzate tutte le risorse economiche possibili, regionali, nazionali ed europee, ordinarie e straordinarie, nei vari settori ed ai vari livelli, ma soprattutto bisogna organizzarsi e prepararsi per essere pronti ad utilizzare le “potenti cifre economiche” del Recovery Fund.

Risorse che competono all’Italia e che devono essere utilizzate bene e in buona misura anche nella Regione Calabria che non solo ha il più alto tasso di disoccupazione, ma che è anche la Regione più povera d’Europa. Questa è una grande occasione per rilasciare il lavoro vero e la legalità effettiva, per sconfiggere ogni tipo di fenomeno criminale”. (foto archivio)