Ivan Cardamone (Fi): bene rimozione Cotticelli, resta responsabilità di chi l’ha voluto

"Basta a questo assurdo commissariamento che si paga sulle pelle dei cittadini e quanto successo è la dimostrazione limpida che sulla salute non si può scherzare"

Dichiarazione del coordinatore cittadino di Forza Italia, Ivan Cardamone.

“L’autentica “cacciata” del commissario alla sanità Cotticelli, che ha di fatto anticipato le dimissioni annunciate dallo stesso poche ore dopo l’intervista sulle reti Rai, rappresenta un fallimento politico vero e proprio consumato dal Governo nazionale ai danni della Calabria. Quanto successo, con il premier Conte costretto alla rimozione immediata del commissario, non può far passare in secondo piano il fatto che tra coloro che oggi a gran voce hanno richiesto la testa di Cotticelli ci sono anche coloro che si erano resi artefice della sua nomina.

L’allora Ministro alla Salute Grillo, in quota Cinque Stelle, aveva messo la sua firma sull’incarico affidato al Generale per risollevare lo stato della sanità in una regione costretta al commissariamento da oltre un decennio. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, con una massa debitoria che non è in alcun modo diminuita, con una qualità dei servizi in deficit e con il famigerato Piano Covid di cui Cotticelli ha scoperto l’esistenza quasi per caso a seguito delle dimenticanze del Governo centrale. E oggi qualcuno cerca di salvare la faccia, nascondendo o dimenticando le responsabilità che si celano dietro una disfatta politica cercando di giustificare con un comunicato congiunto persino la zona rossa per la Calabria.

I parlamentari calabresi nella maggioranza di Governo giallo-rosso dovrebbero spiegare ai calabresi che la politica dei tagli e dei sacrifici in sanità è stata del tutto vana, dal momento che il commissariamento, da loro voluto, ha prodotto solo lacrime e sangue ed è stato rappresentato da un loro emissario rivelatosi inadeguato e inappropriato per il ruolo ricoperto.

La vicenda Cotticelli è un capro espiatorio per caricare anche altrui responsabilità sul generale in pensione poiché alle sue dimissioni dovrebbero far seguito quelle dei responsabili nazionali che gestiscono la sanità pubblica. Dopo la “cacciata” del commissario ad acta cambierà davvero qualcosa? Così non sembra, perché giusto qualche giorno fa il Consiglio dei Ministri ha approvato un altro Decreto Calabria dando pieni poteri ad un nuovo super-dirigente con indennità e strutture al seguito pronto, come i predecessori, a “occupare” militarmente la nostra regione. Bisogna dire basta a questo assurdo commissariamento che si paga sulle pelle dei cittadini e quanto successo è la dimostrazione limpida che sulla salute non si può scherzare, ma è necessario restituire dignità e autonomia decisionale alla Regione Calabria. La Calabria è dei calabresi”.