Abramo a Monitor: rispetto per Tallini, mie dichiarazioni confluite nella gogna mediatica

Poi l'attacco alla Regione: "Si rischia di perdere fondi e non si fa abbastanza". RIvedi la puntata integrale e alcuni fasi salienti del programma

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Pochi minuti dopo la notizia delle dimissioni di Domenico Tallini dalla presidenza del Consiglio regionale e dopo che è giunta l’accorata nota della figlia Rita diretta proprio a lui, Sergio Abramo nella puntata odierna di Monitor negli studi web di Catanzaroinforma precisa dopo le dichiarazioni in cui si era ravvisata una sua presa di distanza dal politico agli arresti domiciliari: “Voglio essere molto chiaro. Mi si può rimproverare anche di essere un cattivo amministratore, un cattivo politico, un cattivo sindaco, ma da tutti mi è sempre stato riconosciuto che sono una persona per bene, una persona buona, che non ha mai avuto problemi personali con nessuno. Nel momento di un dramma in una famiglia, non mi sarei mai permesso di speculare nei termini che mi si sono attribuiti. Ho subito percepito che sarebbe stata attaccata l’amministrazione comunale e la città, cosa poi successa. Perché la vicenda di carattere regionale è stata riportata sul Comune di Catanzaro.

E infatti Arturo Bova riprende una vicenda regionale e la ribalta su Catanzaro. Così come Fiorita e Scalzo: non si vedono mai, e poi se ne escono che dobbiamo andare a casa su una vicenda di carattere regionale. Preso alla sprovvista da quell’intervista, molto frettolosamente, ho inteso innanzitutto affermare la mia vicinanza morale alla famiglia di Tallini, secondo nell’avere fiducia nella Procura per come ha lavorato in questi ultimi anni a Catanzaro, e, perché capisco la pericolosità del momento, ribadire come al Comune non ho mai avuto un atteggiamento che mi portasse a parlare con questa gente. Ma non riferendomi all’onorevole Tallini, ma riferendomi alla criminalità. Capisco perfettamente Rita Tallini – ha continuato Abramo – una famiglia vive un dramma in queste occasioni, e io, Sergio Abramo, andrei a speculare, ma quando mai, come si fa solo a pensarlo.

Con Tallini c’è sempre stato rispetto. Il problema è che chiedono sempre che il sindaco vada via, con Multopoli e Gettonopoli, e poi non è successo nulla. Dovremmo cambiare sindaco ogni tre mesi. Le dimissioni mi sono state richieste 5 o 6 volte. Non accetto che si speculi su una mia dichiarazione, quando non c’entra nulla l’inchiesta Farmabusiness con il Comune di Catanzaro. So perfettamente cosa si prova in una famiglia quando arriva un provvedimento della magistratura. Ma non voglio passare nella gogna mediatica per una frase detta al microfono”.

Questo il momento centrale del colloquio tra il sindaco e Davide Lamanna e Raffaele Nisticò nella puntata di Monitor che ha voluto innanzitutto fare il punto sulla trasferta romana di Abramo e dei suoi colleghi sindaci calabresi, ricevuti a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con al centro la questione della sanità in Calabria. Rilevanza del debito sanitario, sue dimensioni probabilmente molto più pesanti rispetto a quanto riportato per via dei debiti nascosti ma che vengono alla luce a ogni pignoramento verso le Asp, iniquità delle ripartizioni del fondo sanitario nazionale, necessità di un intervento diretto di risorse governative per ridurre o appianare il pregresso, questione Commissario, suo fallimento dopo l’esperienza pluridecennale.

Il sindaco ha confermato di avere espresso al presidente Conte il suo favore verso la soluzione Luisa Latella, attuale commissario all’Asp di Catanzaro e già prefetto della città. Conte ha raccolto l’indicazione e probabilmente la sta seriamente valutando.

Per il resto, un Abramo a tutto campo. Con un fervore anche inedito, rispetto alla situazione eccezionale di disagio che stiamo attraversando, verso l’indispensabile unione di tutte le forze sane della società e della politica, al di là degli abituali schieramenti di destra e sinistra. Tanto che anche le elezioni regionali passano in secondo piano, non è il momento di pensarci, e in ogni caso non ci pensa Abramo, che non ha né respinto né confermato l’ipotesi di un suo nuovo coinvolgimento nell’agone elettorale attualmente previsto per il 14 febbraio, anche se la data dipende dall’andamento epidemico.

Il sindaco di Catanzaro non è stato tenero con la politica regionale, troppo spesso dedita agli annunci e poco alla loro concreta attuazione, e ancora più duro con la sua burocrazia, spesso inerte, non responsabile, poco performante: “Si rischiano di perdere fondi. In questa situazione dovrebbe lavorare 7 giorni su 7. Invece dal venerdì pomeriggio in Regione non lavora nessuno”. Più in generale, riemerge in tutta la sua portata, secondo il sindaco, l’inadeguatezza della classe dirigente regionale, sia politica che burocratica. Con le dovute eccezioni, dice Abramo, perché esiste la buona politica e la buona burocrazia. Per questo la responsabilità ricade anche sui cittadini, sul buon uso che devono esercitare adoperando l’arma del voto.

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