Marco risponde all’appello di Scalzo e Fiorita

"È tempo di mettersi in moto, di darsi da fare per trasformare l’imbarazzo di questi giorni in momento di svolta"

Riceviamo e pubblichiamo la risposta di  un cittadino della comunità civile all’appello lanciato da Salvatore Scalzo e Nicola Fiorita:

È innegabile che quanto accaduto ha picchiato nel profondo ognuno di noi. La rilevanza nazionale delle ultime vicende ci disorienta, non siamo abituati. Siamo soliti pensarci così distanti dall’epicentro mediatico che a volte dimentichiamo di far parte di una comunità nazionale. Assorbiti da abitudini, impegni e circostanze, ci sentiamo immersi in un mondo tutto nostro che nulla ha a che vedere con ciò che ci circonda, con i paesi e le città a noi vicine, con la realtà nazionale, europea e figuriamoci mondiale. E invece, il momento storico è così eccezionale che Catanzaro è diventata “Centro”. Una città abbandonata da sempre a sé stessa, è oggi il tema nevralgico di ogni dibattito giornalistico.

Ogni giorno una notizia nuova che, a ben vedere, è nuova soltanto per chi non è nato in città. Dopo una prima fase di smarrimento, però, è giusto iniziare a riflettere. È opportuno riflettere sul fatto che forse questa è l’occasione per scardinare il “sistema”.

L’unica vera opportunità per far capire che il “sistema” – assecondato per decenni – non ha fatto altro che impoverirci. Abbiamo venduto i nostri diritti sociali. Abbiamo barattato il diritto alla salute, il diritto al lavoro, il diritto alla libertà per qualche piccolo favore che ci è parso chissà che cosa.

“È tempo che la comunità civile democratica e sana si rimetta in cammino” scrivono Salvatore Scalzo e Nicola Fiorita. È tempo di farlo con gioia, aggiungerei. È tempo di crederci perché è innegabile che quel sistema ha fallito.

Oggi le istanze portate avanti dalla comunità civile e democratica sono le richieste di chiunque.

Oggi è il tempo di creare un “movimento culturale” che sia espressione di una classe generazionale diversa. Un movimento formato da gente diversa, da donne e uomini, da chi è emigrato e chi vive in città. L’obiettivo deve essere quello di alimentare un costante scambio di idee che abbia ad oggetto temi di carattere sociale. Ognuno dovrà portare un contributo condividendo la propria esperienza e il proprio pensiero. È tempo di mettersi in moto, di darsi da fare per trasformare l’imbarazzo di questi giorni in momento di svolta.

Marco Conforto

Dottore di Ricerca in Diritto Commerciale

Dottore Commercialista e Revisore Legale