Quantcast

Pd, i laburisti dem chiedono a Stefano Graziano di partecipare al confronto democratico in Calabria

"Le condizioni politiche che hanno permesso la vittoria della coalizione di centro destra non ci sono più ma si sta facendo di tutto per proiettare lo stesso film"

Dopo l’iniziativa nel quartiere di Lido e le iniziative online di confronto e coinvolgimento i laburisti dem Calabria chiedono a Stefano Graziano di partecipare al confronto democratico in Calabria con  idee, proposte e la loro credibilità. A seguire l’intervento a firma del responsabile Pd Calabria Laburisti Dem Sandro Benincasa 

Dopo diverse iniziative che nei mesi scorsi ed in questi giorni abbiamo promosso online, si è deciso di scrivere come iscritte ed iscritti, e si sta lavorando per trasmettere al Commissario Regionale del Pd Stefano Graziano e al segretario Nazionale Nicola Zingaretti un documento politico aperto con il  contributo di tanti che vogliono cambiare questa terra per rappresentare una Calabria sana e credibile.

“Scriviamo  a nome di tanti iscritte ed iscritti del Pd di Catanzaro e della Calabria perché  ti abbiamo sostenuto convintamente nella fase in cui sei sceso in Calabria per ripristinare un minimo di dialettica politica e di regole democratiche nel partito calabrese.

In questa Regione difficile per poter affrontare e dare risposte ai calabresi, allo spreco di risorse nazionali ed europee, per valorizzare il merito e non le appartenenze occorre cambiamento con la C maiuscola.

Di questo la Calabria ha avuto ed ha ancora estremo bisogno: una politica che metta al primo posto l’etica nel governare nel rispetto dei diritti ed i doveri dei calabresi.

La Calabria però è ancora, per la politica, la cenerentola d’Italia, dove tutto è permesso e diverso, la situazione politica nazionale e/o le appartenenze vengono dopo l’interesse personale, il trasformismo è ancora e sempre la nostra piaga dolorosa ed il Pd calabrese non è esente da questi antichi mali.

Noi vogliamo bene al Pd. Per queste ragioni  la Calabria oggi non può restare fuori dalla situazione politica nazionale, per contrastare fino in fondo la  nuova destra fascista e razzista che dilaga affermandosi in comuni e regioni e alla quale rischiamo di consegnare l’Italia nei prossimi anni.

Se il Pd perde nuovamente le prossime elezioni regionali in Calabria il rischio di una deriva antidemocratica si fa reale e concreta. Mai come in questo momento l’interesse personale e di partito viene dopo il bene comune. Ci sono momenti della storia in cui è richiesto a tutte le forze democratiche di stare insieme, di mettere da parte i distinguo e tessere relazioni e mediazioni. Questo fa una forza di governo, sapendo anche quando è necessario mettersi da parte.

Le condizioni politiche che hanno permesso la vittoria della coalizione di centro destra non ci sono più ma si sta facendo di tutto per proiettare lo stesso film.

Rivediamo un film già visto con la ricandidatura di Agazio Loiero nel 2010 con una sconfitta cocente che consegnò la Calabria alla destra reggina di Scopelliti e abbiamo vissuto analogamente una doppia sconfitta con Pippo Callipo prima abbiamo perso le elezioni e subito dopo le sue dimissioni.

Tutto difficile, tutto ingiusto per il fallimento di un progetto che avrebbe camminato con le sue gambe e improntato verso orizzonti e sogni lontani.

La Calabria è una regione difficile con enormi fasce di disagio e malcontento, di fame di lavoro e di povertà che sfociano in critica feroce a tutta la politica ed i suoi rappresentanti.

Le scelte che abbiamo dovuto sostenere nelle ultime regionali non hanno aiutato per cambiare la Calabria, ma non è stata certamente colpa di chi ha sposato la linea di Zingaretti e come abbiamo fatto noi dal primo momento senza se e senza ma sapendo che i successi ottenuti dalla destra calabrese  ci aspettano al varco per riprendersi la rivincita e la conquista della Regione.

Dopo la morte del presidente Santelli, la situazione della sanità calabrese e gli ultimi avvenimenti di illegalità diffusa e le ruberie frequenti di soldi pubblici, non possiamo permetterci errori ne prese di posizione rigide ed egoistiche che in politica non dovrebbero esistere. Il PD calabrese sta vivendo una grave crisi da molti anni ma la situazione di affrontare le elezioni regionali in Calabria in questo modo è veramente poco credibile, serio e rispettoso verso tanti iscritti, iscritte e simpatizzanti.

In questi poco più di 30 giorni di tempo per la presentazione delle liste, si evidenziano alleanze, strategie e mal gestione della politica e dei nostri politicanti che rispecchiano il vecchio vizio del trasformismo e della conservazione più scellerata che non ha  precedenti e questo provoca in tutti noi sofferenza, indignazione e legittima aspirazione a trovare una soluzione.

Chiediamo, come più volte ribadito dal Segretario Nazionale Zingaretti, la generosità di un passo in avanti, a sostegno di una proposta di forte discontinuità e rinnovamento capace di aggregare le forze migliori dei partiti e del civismo democratico ma cercando di prendere in serie considerazioni proposte serie e credibili nel solco del cambiamento reale e concreto.

Noi laburisti siamo pronti a discutere con i vertici provinciali e regionali in un progetto alternativo e credibile, resta poco tempo e, pertanto anche noi avanzeremo le nostre proposte come candidati spendibili a presidente di questa martoriata Regione e il nostro contributo con proposte di cambiamento nella lista del Pd calabrese. Non è accettabile più di ricandidare le stesse persone o le stesse facce di bronzo per accordi romani poco chiari rispetto al rilancio della Calabria e del Partito.

Il nostro vuole essere solo un appello accorato e determinato al confronto democratico per aiutare questo processo, anche se siamo fortemente dubbiosi sul fatto o meno se può essere credibile un decreto firmato da una persona che si chiama Spirlì e del quale non vorremmo che rida tutta l’Italia? E come si possono trovare candidati in piena pandemia e sistemare tutto in un mese e poi a San Valentino si vota?…..Roba da non crederci……

D’altronde i tempi della politica sono sempre dilatati e i nostri politici sono imbattibili nell’arte del rinvio..

Qualcuno ci potrebbe dire ma che ve lo diciamo a fare se non siamo proprio tenuti in considerazione.

Certo noi ve lo diciamo perché pensiamo che nessuno voglia bene alla Calabria ed ai calabresi e vogliamo essere protagonisti per cambiarla se ci date la possibilità di partecipare e contribuire con le nostre idee e la nostra credibilità al rilancio della nostra terra.

Concludendo semplicemente diciamo che è colpa di noi calabresi se siamo continuamente commissariati.

Non ci illudiamo ma combatteremo sempre il malcostume di chi non è degno di raprresentarci.