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Election day, vacilla la data del 14 febbraio

Franco Talarico non farebbe un dramma se i seggi s’aprissero ad aprile, mentre Spirlì in una lettera ai consiglieri di opposizione non chiude definitivamente. Lunedì consulto della maggioranza all’intitolazione della Cittadella. Si potrebbe votare una delle due domeniche dopo Pasqua, l’11 o il 18

Mai dire mai. Soprattutto in questo periodo di massima incertezza sulle cose che si davano per scontate, come la tavolate a Natale o il concerto di mezzanotte. Anche le più granitiche certezze possono vacillare, anche la volontà più coriacea può soccombere di fronte all’incresparsi dell’orizzonte spazio temporale. Prendiamo il piglio decisionista con il quale i consiglieri di maggioranza del Consiglio regionale della Calabria pretendono che venga rispettato alla lettera il decreto 135 firmato Spirlì che ha indetto per il 14 febbraio le elezioni regionali, scegliendo la prima data utile nel periodo molto largo indicato dal Governo, comprendente anche aprile. Si direbbe che i consiglieri di Forza Italia Casa delle Libertà Lega Fratelli d’Italia Santelli Presidente Udc abbiano molta fretta non solo di votare ma di essere riconfermati, presupponendo che la due cose non esistano ostacoli degni di considerazione. Per cui pochi giorni fa hanno respinto ogni ipotesi di rinvio, viceversa caldeggiato dai colleghi dell’opposizione.

In una lettera recapitata al facente funzioni, Carlo Guccione, Mimmo Bevacqua e Giuseppe Aieta lo invitavano a sentire in proposito il Comitato Tecnico Scientifico per verificare se e quanto fosse controindicato, nella presente situazione epidemiologica, portare alle urne la popolazione calabrese a metà febbraio. Nino Spirlì sembrava aver fatto spallucce, anche confortato dalla posizione molto neutrale assunta dalla ministra Lamorgese e dalla mancanza di qualsiasi accenno contrario nella stesura del Decreto Calabria. Senonché si intuisce tra le righe che l’uniformità sul voto subito è più di facciata che reale. L’impressione è che anche nella maggioranza le voci che invitano alla cautela di comportamenti e al rinvio delle elezioni siano più diffuse di quanto si ammetta ufficialmente.

Intanto c’è da rilevare che Spirlì ha risposto direttamente ai consiglieri che l’avevano sollecitato in proposito, ovvero a Bevacqua capogruppo Pd, al dem Guccione e al capogruppo di Democratici e Progressisti Aieta. Nella forma il facente funzione sembra irremovibile: dopo avere sottolineato che è suo intendimento garantire il regolare svolgimento delle elezioni regionali, la cui data è stata fissata in ossequio a quanto stabilito dalle norme in vigore e delle diverse disposizioni contenute anche nelle più recenti circolari ministeriali e sulla base di continue interlocuzioni con i Gabinetti dei ministeri degli Interni e degli Affari regionali, Spirlì evidenzia come il CTS nazionale ha esclusivi compiti di fornire consulenza e supporto al Governo nelle attività di coordinamento per il superamento dell’emergenza epidemiologica, e come non rientri nei compiti del CTS fornire indicazioni sulla possibilità o meno di svolgere competizioni elettorali. “Detto ciò – conclude Spirlì – non è mia intenzione eludere il confronto con i Consiglieri regionali che, in quanto eletti dai cittadini calabresi, possono indicare ulteriori misure atte a garantire il corretto svolgimento delle lezioni e, unanimemente, richiedere il rinvio ad altra data della competizione elettorale”. La conclusione di Spirlì è abbastanza sibillina per essere interpretata in vario modo: di sicuro non chiude definitivamente lo spiraglio che ha del resto aperto nel pomeriggio, in una intervista televisiva, l’assessore al Bilancio Franco Talarico, segretario regionale dell’Udc, che ha detto non considerare un dramma spostare a marzo o ad aprile il voto in considerazione della epidemia in atto che consiglia comportamenti prudenti. Sentito in proposito da Czinforma, Talarico si è dichiarato anzi propenso a considerare un rinvio, in modo da consentire un più sereno svolgimento non solo delle operazioni di voto, ma della campagna elettorale che, per le sue caratteristiche, necessita di un rapporto diretto tra i candidati e gli elettori: “Non dimentichiamo – sostiene Talarico – che il voto regionale presuppone la preferenza che deve essere data in modo consapevole e maturo nello scambio reciproco tra elettorato attivo e passivo. Altrimenti si corre il rischio di favorire l’uso sconsiderato e ingannevole dei social come da molti paventato”.

Quella di Franco Talarico non appare un’opinione isolata in seno alla giunta e nemmeno nella maggioranza consiliare di centrodestra. Solo che nessun’altro ha avuto finora il coraggio di esplicitare un pensiero che sa di saggezza e di garanzia per tutti, elettori e candidati, e in ogni ambito, sanitario, politico e di ordine pubblico. Nella stessa Lega, nonostante l’ufficialità della posizione della capogruppo Tilde Minasi, la dirigenza regionale e nazionale non vede di cattivo occhio il rinvio, anche perché lo slittamento garantirebbe il protrarsi della reggenza Spirlì, un accadimento del tutto insperato per la Lega Salvini in terra di Calabria. Spirlì, da parte sua, ha già fatto sapere che non si opporrebbe a una diversa risoluzione da parte del Governo, se soltanto questo ammettesse di avere sbagliato nel formulare l’ampio arco di tempo per la scelta della data elettorale. Prima della fine dell’anno c’è un’occasione importante in cui tutte le voci della maggioranza possono confrontarsi: lunedì 28 dicembre c’è la cerimonia di intitolazione della Cittadella a Jole Santelli. Non è prevista una seduta di giunta, ma niente di più probabile che, accanto ai discorsi ufficiali e agli atti di cerimonia, si instauri un confronto serrato e diretto che potrebbe poi trovare compimento nella seduta di Consiglio convocata per il giorno dopo, martedì 29 dicembre. Mentre sono già segnate in rosso come possibili election day le due domeniche di aprile successive alla Pasqua: l’11 e il 18.