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Dibattito in Aula sul Sant’Anna. Abramo lancia strali (con aggiornamenti e video) foto

Atto di indirizzo dei consiglieri e comunicazioni del presidente del Cda Parisi. Jonny Corsi, in surroga di Tommaso Brutto, si insedia al gruppo Misto

Solo quattro punti all’ordine del giorno, in una seduta, iniziata poco dopo le 11, dominata dal dibattito e dalle comunicazioni che il presidente del Consiglio d’amministrazione del Sant’Anna hospital, Gianni Parisi, svolgerà su invito del presidente Marco Polimeni e dal relativo atto di indirizzo del Consiglio.

Non prima che l’Aula onori con un minuto di silenzio la morte di Pietro Putame, già amministratore della Provincia e sindaco di San Pietro a Maida, e la tragica scomparsa del medico dell’Asp di Cosenza Lucio Marrocco. E non prima che il Consiglio approvi l’ammissione del consigliere Jonny Corsi in surroga del dimissionario Tommaso Brutto, pervenute alla presidenza il 23 dicembre scorso. Corsi, già consigliere comunale per due mandati, ha già annunciato la sua adesione al gruppo Misto, pur essendo stato il primo dei non eletti nella lista dell’Udc che, in ogni caso, sarà rappresentato in Consiglio dai nuovi arrivi di Antonio Triffiletti e Giovanni Merante.

ATTO DI INDIRIZZO:

Il Consiglio Comunale di Catanzaro, con la presente risoluzione, propone un intervento immediato, perentorio, incisivo ed efficace – coinvolgendo anche la classe dirigente, quella medica, quella politica-parlamentare e quella accademica del territorio – affinché si trovi una soluzione urgente ed immediata che garantisca la continuità delle prestazioni al Sant’Anna Hospital, salvaguardando sia la salute dei pazienti sia l’ubicazione a Catanzaro di tale indispensabile centro cardochirurgico.

La presente risoluzione viene inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e al ministro della Salute Roberto Speranza perché assumano ogni iniziativa utile a salvaguardare le eccellenze del Sant’Anna Hospital, i suoi livelli occupazionali e le prestazioni erogate sul territorio, anche in considerazione che il commissario ad acta alla Sanità in Calabria e la triade commissariale dell’ASP di Catanzaro sono espressione del Governo nazionale di cui loro stessi sono la più alta rappresentazione.

AGGIORNAMENTO

Sull’atto si è aperto il dibattito al quale hanno già dato contributi i consiglieri Sergio Costanzo, Eugenio Riccio, Enzo Praticò, Giuseppe Pisano, Nunzio Belcaro, Filippo Mancuso, Maurizio Mottola di Amato, Roberta Gallo, Antonio Ursino, Lorenzo Costa, Enrico Consolante, Raffaella Sestito, Giovanni Merante
Sul Sant’Anna tutti i consiglieri chiamano alla responsabilità tutti gli attori istituzionali coinvolti, rimarcando l’eccellenza delle prestazioni in campo cardiochirurgico del Sant’Anna, la sua funzione di contenimento al ricorso massiccio all’emigrazione sanitaria, la sua robusta incidenza occupazionale, la sua ricaduta nel tessuto economico della città e in particolare del quartiere nord dove sorge la struttura. L’auspicio di tutti è che la situazione si sblocchi celermente, in ragione del diritto di salute dei cittadini e di lavoro dei dipendenti medici e amministrativi, anche per non disperdere la riconosciuta valenza professionale degli operatori sanitari della clinica catanzarese, attualmente chiusa per il mancato rinnovo dell’accreditamento giunto in significativa e problematica contemporaneità con l’inchiesta giudiziaria “Cuore matto” che non è correlata con la vicenda amministrativa, come non hanno mancato di rimarcare nei diversi interventi molti dei consiglieri. Non sono mancati i riferimenti critici alla gestione della vicenda da parte della triade commissariale dell’Asp di Catanzaro, del commissario gestore della sanità calabrese Guido Longo, del dipartimento sanità della Regione Calabria in un rimbalzo inconcludente e dannoso di responsabilità la cui eco ha ormai raggiunto i livelli istituzionali e parlamentari nazionali, come d’altra parte si evince dai destinatari dell’atto di indirizzo in discussione ai quali viene demandata l’ultima istanza di accoglimento. Un dibattito al momento contenuto nei tempi e nei modi, che non può essere d’altra parte disgiunto dalla situazione generale di crisi della sanità calabrese aggravata da una gestione commissariale infinita e da una visione giustizialista delle strategie di uscita. Si attendono ora gli interventi del presidente del cda Parisi e del sindaco Abramo.

L’intervento del presidente del Cda del Sant’Anna Gianni Parisi

Di fronte al Consiglio e ai rappresentanti del Sant’Anna seduti in platea, nel rispetto delle normative, ha svolto il suo intervento il presidente del Consiglio di amministrazione del Sant’Anna Hospital, Gianni Parisi, insediato nel ruolo dal 3 ottobre scorso. “Da allora sia io che il sindaco – ha detto in esordio Parisi – abbiamo constatato di trovarci difronte a un muro di gomma. Duecentotrentadue interventi salvavita erano programmati prima che il 23 dicembre ci giungesse la letterina da parte dell’Asp, oltre a più di mille controlli programmati. Abbiamo professionisti che vengono richiesti da tutta Italia. Dobbiamo alla loro cortesia e responsabilità il fatto che non siano già cooptati in altre strutture sanitarie nazionali”.
“Sull’ aspetto giudiziario – ha continuato Parisi – la problematica amministrativa del Sant’Anna non ha alcun riferimento all’ inchiesta giudiziaria condotta dalla procura di Catanzaro, relativa a vicende anche marginali rispetto al cuore delle attività. Fermo restando che se la società ha commesso degli illeciti pagherà per quanto fatto, anche in virtù delle somme già sotto sequestro che il Riesame ha ridotto a tre milioni, importo che è equivalente a un decimo di quanto è l’introito da convenzione del Sant’Anna che si aggira intorno ai 30 milioni annui. Non è vero tra l’altro che il Sant’Anna abbia operato in assenza di accreditamento, rinnovato di tre anni in tre anni fino al 2015, ultima richiesta dell’Azienda che non ha trovato compimento, mentre i contratti annuali, l’ultimo nel 2019, sono stati sempre firmati dall’Azienda erogatrice e dall’ente committente, l’Asp di Catanzaro.
La triade commissariale – ha specificato Parisi – il 28 luglio ultimo ha sollecitato la firma del contratto inviato in precedenza, contraddicendo ex ante quanto poi comunicato a dicembre. I requisiti prescritti hanno validità sia per il privato che il pubblico. Le stesse prescrizioni sono soddisfatte nelle altre strutture?”.
“L’Azienda – ha concluso il presidente del Cda – non è in crisi finanziaria, come dimostra il fatto che in assenza dei rimborsi dell’Asp ha sostenuto i costi di gestione per 22 milioni. Certo se la situazione perdura entrerà in crisi. Il Nucleo operativo di valutazione della Regione ha validato le prestazioni in termini di Drg fino a luglio, il che vuol dire che le prestazioni effettuate, validate, non sono state ancora ristorate. Non ho avuto ancor interlocuzioni con i responsabili istituzionali. L’atto finale è in mano al commissario ad acta Longo”.

Abramo: Se il commissario Longo non firma piantiamo le tende alla Cittadella

Il sindaco Sergio Abramo non fa sconti a nessuno. Non all’Ufficio del commissario, non al governo centrale, non ai parlamentari che non fiatano quando ci sono in gioco interessi vitali per la Calabria. Dopo aver ricordato il dramma dei pazienti costretti a scelte difficili e delle famiglie del personale in pieno dramma, il sindaco è partito da lontano, riandando all’incontro romano con il premier Conte, nel corso del quale aveva denunciato, in accordo con gli altri sindaci, le responsabilità centrali del deficit sanitario: “Abbiamo detto non al commissariamento e abbiamo chiesto il riequilibrio nei criteri di finanziamento che, assoggettati alla spesa storica, hanno fatto perdere alla Calabria 400 milioni. Il debito deve essere assunto dallo Stato in quanto la Regione è stata esautorata da ogni responsabilità gestionale da più di dieci anni. Il prestito con la Cassa Depositi e Prestiti è una presa in giro che è avallata dal Decreto Calabria, sul quale nessun parlamentare ha preso posizione. Il tutto mentre a livello mediatico, ultimo esempio la trasmissione di Giletti di ieri sera, viene tracciato un quadro di delegittimazione totale della Calabria”.
Venendo più direttamente alla problematica del Sant’Anna, il sindaco si è mostrato particolarmente battagliero, arrivando a immaginare una dimissione generale dalle cariche, sia a livello comunale che parlamentare, in caso di mancato accreditamento. “Una cosa è l’indagine in corso della procura – ha detto – un’altra la vicenda dell’accreditamento. Oggi pomeriggio abbiamo un incontro alla Cittadella con il presidente ff Spirlì e il dg Bevere, al quale speriamo partecipi anche il commissario Longo. Se la situazione non si sblocca, se il prefetto Longo non firma, siamo disposti a piantare le tende in Regione, a denunciare in procura la non uniformità alle prescrizioni in tutti gli ospedali calabresi? I parlamentari calabresi ci organizzino un incontro con il governo. Salvaguardiamo con atti concreti il futuro del Sant’Anna”.
Il Consiglio ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo. Subito dopo una sospensione richiesta dal gruppo di Forza Italia.