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Da Why Not alla guida di Napoli: ora la sfida è la Regione Calabria. Ma chi saranno gli alleati?

I democratici hanno subito escluso la possibilità  di un accordo con de Magistris

 Luigi de Magistris ha rotto gli indugi. Il sindaco di Napoli, il cui mandato scadrà in primavera, lascerà anzitempo la guida del Comune partenopeo per candidarsi alle elezioni regionali dell’11 aprile prossimo alla carica di governatore della Calabria. A Catanzaro, capoluogo di quella che egli considera la sua seconda terra e città di sua moglie Mariateresa, ha svolto gran pare della sua carriera di magistrato come pm.

E’ stato protagonista di inchieste clamorose che hanno scosso il mondo politico nazionale, prima fra tutte la controversa “Why Not” avviata nel 2007 con un centinaio di indagati fra cui nomi eccellenti. Da lì partì lo scontro interno alla magistratura che lo portò a lasciare la toga e ad entrare in politica, prima come eurodeputato, poi come sindaco della sua città. Oggi de Magistris ha ufficializzato la decisione, “ma già ieri sera – ha detto all’Agi – avevo sciolto la riserva”.

Un brevissimo comunicato diffuso in mattinata, giusto un flash per un titolo d’agenzia (“Mi candido a Presidente della Regione Calabria“), poi un documento più articolato per spiegare le ragioni della scelta e nei fatti annunciata quando, sul finire della scorsa settimana, aveva detto di aver bisogno di week-end di giorni di riflessione.

“Mi candido per amore della Calabria – ha spiegato oggi – e ringrazio le calabresi e i calabresi che in questi giorni mi hanno mostrato affetto e stima esortandomi ad affrontare una sfida tanto difficile quanto straordinariamente affascinante”.

Il sindaco di Napoli si dice “indissolubilmente legato” alla Calabria “sin da bambino. Le estati dal 1975 al 1992 – ricorda – la prima sede da pubblico ministero (per scelta) dal 1995 al 1998; il ritorno (per scelta) dal 2003 al 2008 (cacciato dal Sistema per aver investigato il Sistema criminale); le estati dal 1995 ad oggi”.

Moglie calabrese, un figlio nato in Calabria, de Magistris si sente soprattutto uomo del Mezzogiorno: “Sono napoletano doc, genitori napoletani, nonni paterni di origini lucane, nonno materno di origini siciliane. Insomma orgogliosamente un uomo del Sud. Da magistrato – dice – in Calabria ho dimostrato fedeltà alla Costituzione applicando l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Ho pagato un prezzo altissimo perché non sono scappato e non mi sono girato dall’altra parte anche quando ero consapevole che mi avrebbero fatto fuori. Sono autonomo e libero, senza prezzo. Mi hanno fermato (scippandomi indagini su fatti gravissimi, strappandomi le funzioni di PM e trasferendomi per incompatibilità  ambientale) per aver individuato un sistema criminale – composto da politici, affaristi, magistrati, professionisti ed uomini delle istituzioni – che gestiva in modo illecito fiumi di denaro pubblico che erano destinati allo sviluppo della Calabria.   Al parlamento europeo era stato eletto con circa 500.000 voti”.

“Poi – ricorda – ho accettato la sfida, inizialmente folle, di candidarmi a Sindaco di Napoli, con una coalizione civica. Ho vinto al ballottaggio con circa il 70% dei voti. Poi confermato, al ballottaggio e sempre con circa il 70% del consenso, nel 2016, con una coalizione prettamente civica. Unica esperienza in Italia di una grande città con un’amministrazione autonoma che ha vinto contro tutto il ceto politico dominante”.

Vuole ripetere l’esperienza in Calabria: “Mi rivolgerò, con umiltà e rispetto – dice – a tutte le donne e a tutti gli uomini di questa Regione. So quanto sia profonda la sete di giustizia. Migrazioni di migliaia di giovani che vanno via, ambiente spesso violentato, servizi non sempre all’altezza di un popolo che ha una grande umanità e dignità, una criminalità non di rado oppressiva, una borghesia mafiosa alquanto dominante in settori della politica e delle istituzioni. Non sono un candidato calato dall’alto, ho sempre affrontato le sfide con la gente e tra la gente. Il popolo è  la forza di quella rivoluzione che deve coniugare rottura del sistema e capacità di governo”. Primo nodo da sciogliere, le alleanze. “E’ ancora presto per parlarne – dice – ma lo schema è quello che mi ha portato ad essere eletto sindaco di Napoli”. Difficile, se non impossibile, il dialogo con i partiti, a cominciare dal Pd. I democratici hanno subito escluso la possibilità  di un accordo con de Magistris. Lo hanno detto chiaramente il componente della segreteria nazionale Nicola Oddati e il capogruppo alla Regione, Domenico Bevacqua. Ma non è scontato neanche l’appoggio del M5S. Fra i grillini non mancano i sostenitori, anche autorevoli, della sua candidatura, come il presidente della commissione parlamentare antimafia Nicola Morra, che in Calabria e’ stato eletto senatore. Potrebbe, però, pesare sulle vicende calabresi il patto di governo nazionale, che proprio in queste ore si sta tentando di rinnovare con il Pd. Non resta che parlare alla base e coinvolgere e aggregare movimenti, associazioni e forze civiche slegati dai partiti. Un percorso che il sindaco di Napoli ha già intrapreso. Con lui sono già associazioni e movimenti, come “DemA”, che porta il suo nome, e “La Strada”, che ha partecipato alle ultime amministrative di Reggio Calabria. Da ultimo si è schierato il movimento per la rinascita del Pci e l’unità dei comunisti che proprio oggi ha ufficializzato di voler sostenere de Magistris (“Siamo con lui per il cambiamento”)”.  Un potenziale alleato è il leader di “Tesoro Calabria“, Carlo Tansi, ex capo della Protezione Civile regionale entrato in rotta di collisione con i politici, che da tempo ha annunciato la candidatura alla presidenza della Regione con tre liste. Già alle regionali del 2020 (la legislatura si e’ interrotta anzitempo per la scomparsa del presidente Jole Santelli) aveva sfiorato un clamoroso ingresso in Consiglio avvicinandosi alla soglia minima dell’8% dei suffragi necessari.

Nei giorni scorsi Tansi ha riunito i candidati delle sue liste, che si sono espressi favorevolmente all’ipotesi di un’alleanza con de Magistris, ma a patto che il candidato governatore resti sempre il leader di “Tesoro Calabria”. Guardano con estremo interesse a de Magistris forze di sinistra come Si e Rifondazione comunista, e forze civiche molto attive in queste settimane, come il Movimento 24 Agosto di Pino Aprile e “Calabria Aperta”. Con centrosinistra e centrodestra ancora alla ricerca di assetti e candidati alla presidenza, quella dell’ex pm e quella di Tansi sono le uniche candidature avanzate ufficialmente. De Magistris è già in Calabria. “Sto incontrando e sentendo molti amici – dice – riallacciando rapporti che ho costruito negli anni. Sicuramente non mi rivolgo ai partiti, ma a quelle forze civiche che possono accompagnarmi in un processo di cambiamento, secondo lo schema che mi ha portato alla vittoria come sindaco di Napoli”. (AGI)