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Giuseppe Pisano alla maggioranza: “Con coraggio e competenza, uniti intorno al sindaco fino al termine del mandato”

Il capogruppo di “Catanzaro con Abramo” chiede passaggi istituzionali a Udc e FI, ribadisce la compattezza del suo gruppo e rimanda eventuali rimodulazioni di giunta a dopo le elezioni regionali

Dal di fuori la stabilità di maggioranza non sembra essere delle migliori: malumori diffusi mezzo stampa, cambio di gruppo, assunzioni di sfumature diverse nell’ambito dello schieramento, prese di distanza da parte di esponenti importanti sotto lo stesso ombrello consiliare del sindaco, a parare il portato piovigginoso di nubi che si sono via via addensate nel cielo del quarto mandato Abramo. Eppure il capogruppo di “Catanzaro con Sergio Abramo”, Giuseppe Pisano, è fiducioso sul futuro prossimo e a medio termine della consiliatura, destinata secondo lui, a meno di interferenze esterne e allo stato non previste né desiderabili, alla scadenza naturale del 2022. A patto di rispettare tre condizioni che scandisce più volte: “Unità, coraggio e competenza”.

Ora, poiché il coraggio, come per don Abbondio, o ce l’hai o è inutile andare a cercarlo; e la competenza, secondo il manuale del giovane amministratore, è un prerequisito senza il quale la partita è persa in partenza, rimane da ricercare, riconoscere, costruire e mantenere la prima condizione: l’unità. Del gruppo e della maggioranza. Del gruppo “proprietario” del sindaco e della maggioranza di centrodestra. Per quanto riguarda “Catanzaro con Abramo” c’è da registrare l’uscita di Enrico Consolante che, dopo aver tergiversato un po’, ha deciso di transitare nel rimpolpato gruppo consiliare dell’Udc che, nel giro di poche settimane è passato dallo smilzo profilo del monogruppo a quello più vitaminico di tre componenti, e dalla quasi invisibilità mediatica alla rilevanza tattica e, chissà, strutturale. Con la serafica accondiscendenza di chi non può scagliare la prima pietra dell’innocenza Giuseppe Pisano non fa smorfie nel riportare la vicenda: “Scelta personale che non ho condiviso, che ho cercato per quanto possibile di evitare, ma che comprendo.

Quando non ci si trova più a stare in un gruppo, per motivi che possono essere i più vari, meglio cambiare spazio, soprattutto se si condividono le scelte di fondo. D’altra parte, quando a settembre si è saputo dell’ingresso di Giovanni Merante in Udc, personalmente sono stato contento, perché gli riconosciamo tutti grande esperienza con il vantaggio di poter condividere responsabilità e progetti. Adesso c’è questo posizionamento insieme a Forza Italia. Che dire, se non che è un tentativo di ritorno alla politica? L’importante è che si riconosca il valore dell’unità. E che le cose da discutere si portino nelle sedi adatte, istituzionali. E non per mezzo stampa o sulla base di indiscrezioni. Una delle sedi adatte, per esempio, è la conferenza dei capigruppo che terremo a breve. Si vuol chiedere una verifica di maggioranza, lo si faccia li, alla luce del sole. O anche alla prossima seduta di Consiglio, nella quale, tra l’altro, dobbiamo portare a termine la nomina del revisore e adottare il piano finanziario dei rifiuti.

Un passaggio importante, questo. Ha ragione Filippo Mancuso”.  Già Filippo Mancuso. Come la mettiamo con le sue esternazioni a fine seduta, con il richiamo al dissolvimento della maggioranza rispetto a scelte di sua pertinenza e responsabilità, con il suo sconsolato accenno all’ “andare tutti a casa”? “Posso assicurare – dice Pisano – che ho più volte sentito Filippo, da solo e insieme al sindaco. Non c’è assolutamente rottura né fraintendimenti. C’è necessità di un maggiore coordinamento, va bene. Ma sia il sindaco che il consigliere regionale e segretario questore riconoscono che occorre mantenere i nervi saldi e la barra diritta con l’obiettivo di portare a compimento i progetti in itinere che sono importanti e decisivi per il futuro della città. C’è massima condivisione su questo e tutti, nel gruppo, siamo convinti della necessità, finanche della fortuna, di avere due leader prestigiosi e competenti come Sergio e Filippo”. I quali, però, per un motivo o per l’altro, tra poco saranno impegnati in una campagna elettorale per le regionali e, non dimentichiamo, anche se fanno meno glamour, per le provinciali. Non sarà occsasione di ulteriori scostamenti?.

“Restiamo ai fatti – suggerisce il capogruppo Pisano -. La candidatura di Abramo alla presidenza della Regione, che secondo me sarà decisa a Roma nell’ambito della contemporanea scelta dei candidati alle municipali delle grandi città, viene fuori spontaneamente quando si pensa a un candidato adatto alla Regione Calabria. Probabilmente oggi non c’è nessun altro amministratore calabrese in grado di vantare gli stessi risultati del nostro sindaco e la sua grande riconosciuta esperienza. Ma allo stato non c’è. Per cui, rimanendo ai fatti, direi che ogni discorso che si riferisce alla rivisitazione della giunta, al quale non ci sottraiamo, è bene rinviarlo a dopo le elezioni regionali, quando è quasi scontato che, in conseguenza dei risultati, per quanto ci suggerisce anche l’esperienza, ci sarà un riposizionamento nei gruppi e nell’appartenenza. Ecco, allora sarà il momento opportuno di avanzare proposte e cercare soluzioni, con l’obiettivo di giungere a un patto di fine legislatura che comprenda una decina di obiettivi essenziali per lo sviluppo della città, e, anche, perché no, una rimodulazione della giunta se questo sarà ritenuto da tutti un passaggio necessario. Al momento penso che la cosa più saggia, e costruttiva, da parte della maggioranza tutta, sia quella di stringersi intorno al sindaco quale massimo rappresentante istituzionale della comunità, dare conforto e sostegno ai giovani e valenti amministratori che abbiamo in giunta, e difendere tutti insieme il buon nome della città, in questi mesi oggetto di delegittimazione, come ho avuto modo di specificare nel mio ultimo intervento in Aula e come ho anche scritto al Presidente della Repubblica, invocando maggiore rispetto per la figura dei consiglieri comunali, ultima ruota del carro, ma primi a essere riconosciuti, attaccati e vituperati”.

In quell’intervento, e anche nella lettera, Pisano ha fatto riferimento diretto alle inchieste che hanno coinvolto i consiglieri comunali e lui in prima persona, invocando il principio costituzionale del garantismo fino a prova contraria. E anche sulla spada di Damocle che pende sull’intero consesso cittadino, per una possibile commissione di accesso agli atti e conseguente scioglimento del Consiglio in conseguenza dell’inchiesta “Farmabusiness”, Pisano si dice fiducioso: “Allo stato, e anche sulla base di ben più corposi atti di accusa che vedono coinvolte altre amministrazioni cittadine – Vibo Valentia, ndr – ritengo molto improbabile uno scioglimento per opera della Prefettura, verso la quale nutriamo il massimo rispetto insieme alla nostra consapevolezza di avere sempre agito in buona fede e per il bene comune. È, piuttosto, questo dello scioglimento, uno spauracchio che viene agitato con eccessiva disinvoltura da parte di esponenti dell’opposizione cittadina – Nicola Fiorita ed Eugenio Occhini, ndr – senza che avvertano la benché minima ritrosia davanti a un comportamento che danneggia l’immagine e gli obiettivi della città”.