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Staff sindaco, la replica di Russo e il chiarimento: “Il taglio alle indennità fa risparmiare 115mila euro in un anno”

"Il costo della struttura, che prevede nomine fiduciarie, non è mai aumentato in questi anni"

L’assessore al Personale Danilo Russo ha replicato al consigliere Antonio Corsi intervenuto in merito allo staff del sindaco Sergio Abramo.

“Sullo staff del sindaco il consigliere Corsi ha sbagliato completamente mira. Tengo a chiarire la vicenda perché mi compete in quanto assessore al personale, le valutazioni politiche le lascio a chi di competenza.  Le repliche alle dichiarazioni di Corsi sono semplici e tutte tecniche. Il costo della struttura dello staff, che prevede nomine fiduciarie, non è mai aumentato in questi anni, né rispetto alle passate legislature.  Le figure professionali – scrive l’assessore – assunte a tempo determinato, che quindi decadono non appena cessa il mandato del primo cittadino, ricevono compensi stabiliti dal Contratto collettivo nazionale in base all’incarico ricoperto – come nel caso del capo di gabinetto – e alla categoria di inquadramento.  Vale la pena sottolineare, per fare chiarezza, che delle otto persone componenti lo staff alcune sono assunte part-time e, pertanto, ricevono un minor corrispettivo economico. Tutte svolgono funzioni di tramite fra il sindaco e l’amministrazione lavorando per la stessa amministrazione a supporto degli uffici. Lo prevede l’articolo 90 del decreto legislativo 267/2000.  Sui costi bisogna anche evidenziare che proprio sui tagli alle spese il sindaco, fin da quando è stato rieletto nel 2012, ha voluto ridurre la sua indennità da primo cittadino rendendola una fra le più basse d’Italia.  La scelta di Abramo ha avuto una conseguenza immediata, perché si tratta di indennità direttamente e proporzionalmente collegate a quella del sindaco, sul vicesindaco (75% di indennità rispetto a quella del primo cittadino), assessori e presidente del Consiglio (60%), consiglieri comunali (monte gettoni pari a un quarto di quella del sindaco”.

“In pratica, i consiglieri che fino al decennio passato avrebbero potuto sommare gettoni di presenza fino a circa 1.200 euro netti al mese, ora raggiungono fra i 700 e i 900 euro netti circa. Se qualcuno volesse quantificare il risparmio medio annuale, con dati consultabili facilmente perché tutti pubblicati sul sito istituzionale del Comune, potrebbe fare un calcolo rapido e per difetto: 300 euro al mese per 32 consiglieri moltiplicato per 12 mesi. Si superano i 115mila euro netti in un anno a cui bisogna aggiungere la cifra risparmiata con il taglio alle indennità del sindaco e degli assessori. E non dimentichiamo – conclude l’assessore – che rispetto a un passato in cui le spese di rappresentanza variavano fra le 70 e le 80mila euro annue ora si superano a malapena i tremila euro all’anno con un sindaco che, oltretutto, non ha mai rendicontato al Comune il costo di un pranzo istituzionale o di una camera d’albergo in un viaggio istituzionale. Per tutti questi motivi provare a creare una polemica sullo staff non ha nessuna ragione di esistere”.