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Consiglio comunale rinviato per mancanza del numero legale

Non votata neppure la pratica di commemorazione di Cesare Mulè

La seduta del Consiglio comunale è iniziata: all’appello letto dal segretario generale Vincenzina Sica hanno risposto in tredici. A norma di regolamento un numero sufficiente alla validità dei lavori che in effetti si sono aperti secondo usanza con la lettura da parte del presidente Polimeni con la lettura dell’ordine del giorno e del verbale della precedente seduta, riportante la mancata elezione del revisore. Polimeni legge le nuove composizioni dei gruppi e delle commissioni, con l’irrobustito gruppo Udc, forte di tre componenti – Triffileti, Merante e Consolante – e l’ingresso di Jonny Corsi nel Misto.

Sono solo cinque i consiglieri di maggioranza presenti in aula – Levato, Angotti, Lostumbo, Talarico e Rosario Mancuso – mentre desolatamente vuoto il banco della giunta, compreso il posto del sindaco. Cosicché si consuma tra pochi intimi il minuto di silenzio che segue alla lettura del terzo punto all’ordine del giorno, dedicato all’assegnazione gratuita nel cimitero urbano del posto destinato all’inumazione della salma del professor Cesare Mulè, già sindaco della città e riconoscimento come cittadino benemerito.

Prende la parola Fabio Talarico, esponente non capigruppo di “Catanzaro con Abramo”, chiedendo la verifica del numero legale. Nunzio Belcaro invoca maggiore dignità per la commemorazione di un grande personaggio cittadino quale Cesare Mulè, ritenendo lo svolgimento in assenza del sindaco e della giunta “una delle più grandi vergogne nella storia del Consiglio comunale”.

Eugenio Riccio compie la sua rilettura della storia cittadina, prendendo come spunto proprio la commemorazione dedicata a Cesare Mulé. Anche se non lo cita direttamente, sferza i cosiddetti “cittadini benemeriti”, colpevoli a suo dire della distruzione del tessuto urbanistico cittadino, negli anni delle mani sulla città, gli anni del miracolo economico in Italia e del miracolo palazzinaro a Catanzaro. La pratica relativa alla commemorazione del sindaco più colto del dopoguerra viene rinviata senza voto: la seduta è sciolta per il venir meno del numero legale.