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Jonny Corsi: al mio rientro tutto è come prima. Anzi peggio

Colloquio con il consigliere comunale da poco subentrato a Brutto. Le sue interrogazioni senza risposte. Il sindaco Abramo “solo al comando”. I dirigenti che non ruotano. Le prossime comunali

Di solito i subentri nelle assemblee elettive sono incolori, quasi mesti. Il subentrante porta con sé l’onta di non essere riuscito nell’impresa a furor di popolo in prima battuta e nell’adattarsi alle mutevoli circostanze dell’agire politico abitualmente le asseconda senza troppo clamore. Non è stato così per Antonio “Jonny” Corsi, entrato nel Consiglio comunale di Catanzaro al posto del dimissionario Tommaso Brutto, come primo dei non eletti nella lista Udc nelle amministrative del 2017. L’undici gennaio scorso, alla prima seduta utile del Consiglio, Corsi ha esordito con il botto. Scegliendo il gruppo Misto, proponendosi in netta antitesi all’attuale maggioranza di centrodestra, accentuando la contrapposizione nei confronti dello stesso sindaco Abramo, definito “uomo solo al comando” e assegnando al termine tutti i possibili connotati negativi.

“Dopo tre anni e mezzo sono rientrato in Consiglio – dice Corsi a Catanzaroinforma -. Ho trovato la stessa situazione del 2017, lo stesso andazzo, se mai aggravato dalla persistenza ormai ultra ventennale del sindaco Sergio Abramo che ho definito “Uomo solo al comando”. Accentuando se mai nel frattempo l’aspetto del comando, poiché ritengo decida su tutto e, pertanto, non potendo addurre la scusante di non essere a conoscenza dei problemi che via via si pongono e che sono tanti. Ho ritrovato i soliti dirigenti, i soliti problemi di personale carente come sempre, nonostante Abramo vanti la riapertura dei concorsi che tuttavia non sono stati ben individuati rispetto alle esigenze dei vari settori. Vedo zoppicare fortemente il settore dei Servizi sociali, che ha ricevuto piena delega da parte della Regione e perciò deve dotarsi di personale adeguato. Così come allo sbando sono i Lavori pubblici, perennemente in balia delle emergenze quotidiane. E l’Urbanistica, senza programmazione, da vent’anni priva di piano regolatore, agevolando nei fatti chi ha voluto e voglia approfittare della mancanza dello strumento urbanistico”.

Corsi è da considerare un veterano del Consiglio comunale di Catanzaro. Eletto sempre nel centrodestra fino al 2017, non rinnega le sue passate esperienze. Solo, rivendica due circostanze: l’avere iniziato il distacco critico dalla maggioranza di cui faceva parte già nel 2013, e la coerenza con il mandato degli elettori nel 2017 ottenuto nella lista Udc che in quella tornata era a sostegno del candidato Pd Ciconte. “Al mio rientro – riassume Corsi – ho trovato come componenti della maggioranza molti consiglieri eletti nel centrosinistra. Non giudico nessuno, ognuno fa le scelte che crede. Nell’intervento d’esordio ho specificato subito le mie attuali posizioni: mi riconosco nel consigliere regionale Francesco Pitaro, persona competente, libera, trasparente, attualmente indipendente nel gruppo Misto del Consiglio regionale. Pitaro è molto vicino al ministro Franceschini, ma voglio specificare che non per questo ho aderito al Partito democratico, come qualcuno maliziosamente ha pure detto. La mia presa di distanza da questo centrodestra è iniziata nel 2013, quando mi sono fatto portatore della necessaria rotazione dei dirigenti e quando già montava il chiacchiericcio insistente sulla burocrazia apicale incarnata da persone fiduciarie del sindaco. Io ne chiedevo la rotazione immediata così come imponeva la legge e raccomandava l’Anticorruzione nazionale. Né il sindaco, capo dell’amministrazione, né la segretaria generale Vincenzina Sica, responsabile della prevenzione della corruzione comunale, hanno fatto nulla. A distanza di tre anni e mezzo ho trovato la stessa situazione. Ogni due-tre anni i dirigenti devono ruotare. Se questo non succede, vuol dire che il sindaco vuole gestire il Comune a suo piacimento. E questo non va bene. Le responsabilità politiche sono a suo carico. Se ci sono circostanze o situazioni che gli impediscono di operare secondo norma, dica quali sono”.

Di questa problematica il consigliere Corsi ha investito direttamente sindaco e segretario generale all’atto del suo rientro in Aula, l’undici gennaio scorso. “Ho inoltrato al sindaco diverse interrogazioni – ricorda Corsi -. In una intendo sapere se all’interno dell’amministrazione dirigenti e funzionari con compiti primari, assessori e consiglieri, facciano parte di logge massoniche. Oggi in Calabria recenti inchieste della magistratura insistono nel rilevare intrecci perversi tra logge deviate, politica e imprenditoria. Credo che sia importante introdurre questa regola nell’amministrazione cittadina. Un’altra interrogazione ancora riguarda i procedimenti di affidamento degli incarichi a diversi dirigenti entrati nei ranghi dell’amministrazione nella presenta consiliatura. In un’altra interrogazione desidero sapere se la segretaria generale ha presieduto commissioni di concorso prima che ciò fosse reso possibile dalle nuove norme introdotte solo tre mesi fa dal governo. Qualora ciò fosse riscontrato, i concorsi svolti nel 2018 potrebbero essere passibili di annullamento. A tutt’oggi, a queste interrogazioni nessuno ha risposto. Ho chiesto copia dei fascicoli, non mi sono stai dati. Sono passati i trenta giorni a disposizione del sindaco per rispondere, non lo ha fatto. Mi riservo di presentare istanza al prefetto, anche per difendere dignità e prerogative della figura del consigliere comunale”.

Intanto, si attende che la seduta iniziata l’undici gennaio abbia conclusione. Sembra inverosimile, ma non è bastata la ripetizione del 4 febbraio. Altra sospensione per il venir meno del numero legale. Segno evidente che la maggioranza è perlomeno febbricitante. “La seduta del Consiglio non è stata ancora fissata – ricorda Corsi -. La scusante corrente è che non si trova la quadratura sul revisore dei conti, ma credo che ci siano altri tipi di problemi: settori della maggioranza che chiedono l’azzeramento della giunta e altri aggiustamenti in corso. Ma credo che Abramo tenga fermo tutto fino al 25 febbraio, quando, in considerazione del voto fissato al momento per l’11 aprile, anche il centrodestra regionale dovrà scegliere il candidato presidente. Poiché non penso che Abramo la spunterà, nonostante ci tenga, si concentrerà sul Comune.

L’indicazione di Berlusconi per Roberto Occhiuto è un primo schiaffo per lui che prima si era accordato con la Lega e ora tenta di accreditarsi nuovamente come Forza Italia. E come prima mossa, libero da preoccupazioni di alleanze e appoggi, azzererà la giunta. E governerà, vivacchiando, fino a fine mandato nel 2022. I consiglieri se vorranno potranno sfiduciarlo, ma ritengo che la gran parte dei consiglieri non ha alcuna voglia di lasciare anzitempo l’incarico, e Abramo avrà mano libera. Il problema vero è che la città affonderà sempre di più. Ma vogliamo porci una domanda: in che Città stiamo vivendo? E’ tutta una desolazione e i cittadini soffrono in silenzio”.

Questa è la previsione di Antonio “Jonny” Corsi. Che ritenterà l’elezione: “Per le prossime comunali i giochi sono aperti. Mi candiderò – anticipa – quanto più possibile lontano dalla maggioranza attuale e dalla gestione Abramo. Anche se nel centrosinistra cittadino c’è molto da rivedere e riconsiderare. Innanzitutto deve ritrovare unità e scendere in campo con un solo candidato. Che non deve essere per forza giovane, come si dice. Vale di più la competenza, l’esperienza amministrativa, la capacità di dialogo politico, con le altre forze politiche ma anche con la città nel suo insieme. Finora abbiamo avuto un sindaco tuttofare, che vanta di essere esperto di amministrazione: alla fine si è rivelata essere una falsa immagine, così come la sua capacità politica è sotto lo zero. Abramo non sarà ricordato di nulla. Se Michele Traversa viene spesso nominato per il Parco della Biodiversità, dopo vent’anni Abramo non sarà ricordato per nessuna cosa”.

Ultima notazione, sull’affaire “Gettonopoli”. Anche la posizione di Corsi è stata vagliata dagli inquirenti per l’arco di tempo tra il 2015 e il 2017. “Hanno controllato i miei rapporti con l’Azienda in cui lavoro dal 1992 – rivela – nei riflessi che l’attività di consigliere può avere con il datore di lavoro che poi è il fulcro su cui ruota l’inchiesta. Posso dire che, come è stata aperta, la posizione è stata chiusa, anche con il riconoscimento per via breve della correttezza della mia condotta”.