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Pericoli sulla Ss 19, preoccupazioni anche dall’Msi Fiamma Tricolore

Il segretario provinciale Scarfone: "Perplessità anche sulla durata dell'intervento"

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La Segreteria Provinciale del MSI-Fiamma Tricolore, assieme al Nucleo Militante Missino della Valle dell’Amato e del Monte Reventino scrive in una nota Lorenzo  Scarfone  segretario provinciale della Fiamma, esprime tutta quella che è la preoccupazione delle popolazioni del vasto comprensorio che abbraccia i comuni che vanno da Colosimi a Miglierina, che quotidianamente in diverse migliaia utilizza(va)no per i loro spostamenti di lavoro, studio od altri importanti, urgenti e necessari motivi, tutti rientranti nel fondamentale diritto costituzionale dei Cittadini alla Mobilità,  la strada statale 19, in atto chiusa a causa della frana verificatesi la sera di giorno 13 febbraio nei pressi della rete paramessi predisposta circa due anni fa in occasione di evento analogo, seppure con la caduta di materiale di dimensioni infinitamente più ridotte rispetto a quello caduto nei giorni scorsi.

Preoccupazione, soprattutto, per quelli che saranno i tempi di intervento per la effettiva messa in sicurezza di questo tratto di strada, che comunque dall’Anas assicurano saranno di massimo tre settimane. Una scadenza che però lascia perplessi soprattutto alla luce di quanto accaduto in precedenza, laddove rispetto ad un intervento che doveva risolversi in 15 giorni di chiusura al traffico di quelle poche decine di metri di strada e siamo a circa due anni di chiusura parziale della circolazione con il solo concreto risultato di un ulteriore e ben più grave evento, potenzialmente mortale, con cui ci troviamo a doverci confrontare.

Il Msi Ft chiede all’Anas di avere una sua rappresentanza inserita, per il tramite del Nucleo Militante di Zona, in quello che risulta sarà il costituendo gruppo di ascolto dei Cittadini interessati richiesto dal Sindaco di Tiriolo, onde poter essere informati, ed informare a sua volta i cittadini, di quanto si andrà a decidere in merito agli interventi da attuare nonché per fungere da pungolo a tutte le istituzioni preposte – in primis l’Anas, ma poi anche i Sindaci dei Comuni interessati e dell’Amministrazione Provinciale nonché della Prefettura di Catanzaro ed eventualmente della stessa Protezione Civile, tutte interessate a vario titolo alla soluzione dell’ormai annoso problema – acchè si raggiunga un condiviso e risolutivo intervento atto a finalmente sanare questa importante criticità che, per come facilmente comprensibile, oltre a rappresentare un problema per la necessaria mobilità dei cittadini a causa di una mancata presenza sul territorio di una valida e concreta alternativa viaria – tra l’altro attualmente dimenticata anche in sede di allocazione governativa dei fondi necessari al completamento della cosiddetta “strada che non c’è” –  contribuisce fortemente a frenare lo sviluppo economico e sociale dell’intero territorio interessato, cosa che ormai nessuna Comunità e nessuna parte di esso può ulteriormente permettersi in Calabria.

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