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Consiglio comunale, Franco Lacava è il revisore dei conti. Ancora una chiusura anticipata della seduta d’aula

Eletto a maggioranza ristretta, assenti i gruppi di Forza Italia, Udc e Fare per Catanzaro. A conclusione dei lavori Forza Italia lascia l’aula, la maggioranza sempre in fibrillazione

Aggiornamento ore 20.09

Rientrano in aula i gruppi che erano usciti (FI, Udc, Fare per Catanzaro). Con l’elezione di Francesco Lacava quale componente dell’organo di revisione, si completa la terna, composta da Lacava che fungerà da presidente, e i due commercialisti indicati dalla prefettura, Olivia Avolio e Salvatore Cavallaro. Nel discutere della pratica relativa al piano finanziario del servizio integrato di gestione dei rifiuti per l’anno 2020 illustrata dall’assessore Domenico Cavallaro, i toni si fanno più distesi. Anche se la sostanza rimane ostica, nello svolgimento e nella comprensione. L’unico ad avere le idee chiare sembra essere il rappresentante di Officine del Sud Lorenzo Costa che in più occasioni chiede di abbreviare i tempi andando velocemente alle dichiarazioni di voto.
Sergio Costanzo (Fare per Catanzaro). Rivolto al sindaco: “Neanche la maggioranza della maggioranza, solo 13 sì. Quattordici consiglieri della maggioranza non hanno votato il suo candidato. Senza considerare che il suo partito si è alzato e se ne è andato. O è il leader oppure dice cose non vere. La città non merita questa agonia. Andiamo tutti a casa. Noi siamo pronti a firmare. Non siamo più legittimati a parlare di nulla. Sindaco, si dimetta e torniamo a votare. Proponiamo alla città gente nuova”. Annuncia di non volersi candidare più.
Giovanni Merante (Udc). Come già fatto in occasione della dichiarazione di voto precedente, il segretario provinciale dell’Udc rimarca il ruolo della politica e invita il sindaco a non comprimere il dibattito. “Abramo – dice -, sarà ricordato come ottimo sindaco per vent’anni. Come amministratore. Ma abolire la politica dal Consiglio le fa perdere punti”.
Filippo Mancuso (Catanzaro per Abramo). “Si nota un improvviso revival dei partiti, con inversione di tendenza rispetto a poco tempo fa, quando si diceva che i partiti non ci sono più”. Personalmente si dice estraneo dalla logica partitica e preferisce compiere azioni concrete a favore dei cittadini, come approvare la prossima pratica sul canone di concessione di esposizione pubblicitaria e occupazione di aree pubbliche.
Lorenzo Costa (Officine del Sud): “Presidente, andiamo alle dichiarazioni di voto”.
Rosario Mancuso (Catanzaro per Abramo). È convinto che questa maggioranza di centrodestra da domani tornerà a compattarsi.
Il sindaco Sergio Abramo: “Non bisogna prendere l’occasione del voto sul revisore per fare un Consiglio politico. Non sono contrario al tema, basta dirlo prima”. Interrotto da Sergio Costanzo che lo invita alle dimissioni, Abramo ricorda che nessuno gli ha prospettato problemi di tenuta o ha fatto proposte. Quando ha convocato riunioni di maggioranza, non è andato nessuno. Come è successo poco prima di questo Consiglio, quando era stata convocata una riunione di maggioranza andata praticamente deserta.
Manuela Costanzo (Obiettivo Comune): “Il sindaco dice di essere leader di Forza Italia, ma allora che senso aveva essere alla riunione se era lui a rappresentarci? Il nostro non voto è dovuto all’avere appreso della diffida e di un atto di indirizzo del ministero”.
Antonio Triffiletti (Udc). Ripercorre la storia delle verifiche mancate e delle riunioni richieste e non svolte per la non partecipazione di chi le ha richieste (riferimento a Filippo Mancuso).
Roberta Gallo (Forza Italia): “Avevamo già anticipato che non avremmo votato la pratica del revisore”. Non comprende lo scalpore suscitato. Non avere votato non significa dare scacco matto alla maggioranza. “Ho sempre elogiato l’operato degli assessori”. “Non di tutti” – scatta di riflesso Alessandra Lobello, assessora al Turismo.
Lorenzo Costa (Officine del Sud): “Presidente, andiamo alle dichiarazioni di voto”.
Fabio Talarico (Catanzaro con Abramo):  Il leader del mio partito è Sergio Abramo. Come sindaco è per statuto componente del coordinamento regionale di Forza Italia, come del resto la capogruppo Roberta Gallo. L’esperienza del civismo è importante, non può essere considerato un fenomeno secondario. Altrimenti significherebbe che il 70 percento degli elettori votanti in questa città non è rappresentato. Felicissimi di partecipare a una verifica di maggioranza che delinei un programma di fine mandato.
Sergio Costanzo (Fare per Catanzaro): Si diverte tanto nel raccontare l’andamento del dibattito politico.
Filippo Mancuso (Catanzaro con Abramo): “Questa seduta di Consiglio è quasi da cabaret”.
Si passa alla votazione della pratica che nessuno ha discusso. Diciannove voti favorevoli, uno contrario.
Il quarto punto prevede l’istituzione del canone di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria e del canone di concessione per l’occupazione delle aree e degli spazi demaniali destinati ai mercati realizzati anche in strutture attrezzate. Si vota per una riduzione delle tariffe. É pratica che interessa numerosi commercianti quali i fiorai negli spazi cimiteriali.
La pratica è approvata.
Il quinto punto tratta della verifica e qualità delle aree e fabbricati da destinare alla residenza e alle attività produttive e terziarie. Non viene approvato per mancanza del numero legale: il gruppo di Forza Italia lascia l’aula.

Aggiornamento ore 18.42

Alle 16 in punto il presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni ha dato l’avvio alla seduta con 26 consiglieri presenti. In apertura un minuto di raccoglimento dell’Aula per onorare l’ambasciatore nella Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci uccisi nella Repubblica democratica del Congo nell’adempimento del dovere e per ricordare Antonio Catricalà tragicamente scomparso stamane a Roma.
Si discute la pratica che consente l’inumazione gratuita della salma dell’ex sindaco Mulè nella parte monumentale del cimitero principale insieme al riconoscimento di cittadino emerito.

Il consigliere di Cambiavento Nunzio Belcaro prende la parola per ricordare la figura di Cesare Mulè. Legge un passo dell’articolo che Franco Cimino ha scritto pochi giorni sostanzialmente rammaricandosi di come sia andata la discussione su un  uomo che ha onorato la città. Legge anche un passo tratto da un’opera di Cesare Mulé, San Vitaliano decollato.
Sergio Costanzo (Fare per Catanzaro). Approva la pratica con riserva, non certo per non riconoscere lo stato di benemerito a Mulé, ma per rimarcare lo stato disastrato dei cimiteri cittadini, in primo luogo per la penuria di loculi, per la mancanza del forno crematorio, della sorveglianza, lo stato dell’ossario. Tutto contribuisce a dare un quadro non decoroso, come più volte segnalato nelle Commissioni competenti.

La pratica è approvata con 25  voti favorevoli, 1 contrario (Manuela Costanzo), 1 astenuto (Eugenio Riccio).

Si discute la pratica sulla nomina del revisione. Il presidente Polimeni ricostruisce l’iter. Non si è raggiunta la maggioranza per la parità di due concorrenti (Petitto e Maellare). Nella pratica in discussione si è aggiunto un parere della direzione per gli enti locali del ministero degli Interni per risolvere il quesito sollevato dalla dottoressa Petitto sulla validità della votazione in suo favore in quanto il competitore al momento non era nell’elenco degli aventi titolo. Ogni primo gennaio il ministero aggiorna l’elenco degli idonei alla funzione di revisore dei conti per i comuni in terza fascia come Catanzaro. Uno dei partecipanti ha avuto un declassamento al primo gennaio 2021. Il parere del ministero è favorevole alla ripetizione perché la prima tornata è stata viziata nella forma inficiando in partenza la possibilità dei pretendenti. La votazione va ripetuta, a scrutinio segreto. Si apre il dibattito.
Filippo Mancuso (Catanzaro con Abramo). Non c’è stato nessun errore da parte del Comune nella indicazione dei partecipanti, perché l’elenco è stato preparato sulla base dei requisiti riferiti all’anno 2020. Nessun errore da parte dell’amministrazione, solo uno slittamento della seduta d’aula nell’anno successivo nel quale non vige più l’elenco dell’anno prima.
Roberta Gallo (Forza Italia). Chiede se possano evidenziarsi eventuali responsabilità dei consiglieri nell’avallare una nuova votazione alla luce della diffida presentata dalla dottoressa Petitto. Pone anche il problema: se all’esito della precedente votazione fosse stato eletto un soggetto risultato ai controlli successivi non idoneo, quale sarebbe stata la responsabilità del Consiglio? Appare molto opportuno al suo gruppo non partecipare al voto odierno: i tre gruppi Forza Italia, Officine del Sud, Obiettivo Comune, usciranno dall’aula.
Fabio Talarico (Catanzaro con Abramo). L’elenco al momento del voto aveva solo problemi di tempi non di dolo eventuale. Come tutte le pratiche i consiglieri si assumono le responsabilità relative. In questo caso ciascun consigliere voti in libertà e doti il Comune di un organo necessario.
Giovanni Merante (Udc). Sperava non si verificasse quanto si è verificato con l’intervento successivo dei gruppi di Forza Italia e Catanzaro con Abramo: la dissoluzione della maggioranza. L’Abc della politica, dice ricolto a Talarico, è un fatto di regole tra i consiglieri e tra i partiti. Dal momento in cui il capogruppo di FI, di maggioranza relativa, solleva una problematica, deve considerare che FI è il partito del sindaco Abramo. Oggi FI solleva una problematica tecnica e politica. È pertanto il caso di approfondire attraverso una breve sospensione dei lavori. Qualora il partito del sindaco esce dall’aula, dovrebbe farlo anche il sindaco. C’è il dubbio che il quesito al ministero non sia stato posto correttamente. C’è già una diffida da parte della professionista. IL segretario comunale ha il dovere di accompagnare l’assemblea tutelando la legittimità delle azioni intraprese. Si aprirà un pesante contenzioso verso la decisione che il Consiglio si appresta a prendere. La lista di Catanzaro con Abramo come fa a rifiutare un confronto con il partito di maggioranza, che è il suo, e andando contro il volere politico del suo stesso partito. Anche i tre consiglieri dell’Udc lasceranno l’aula al momento della votazione. Insieme a FI avevamo richiesto una verifica. Non perché volessimo posti in giunta, ma perché pensiamo che la maggioranza adesso come adesso non c’è più. Opinione che oggi si rinforza e si conferma. Lei si chiama fuori dalla maggioranza dei quattro partiti che reggono Comune, Provincia e Regione. Il problema politico va ormai avanti da troppi mesi. Oggi siamo all’epilogo.
Maurizio Mottola di Amato (Socialisti e Democratici). Chiede ancora lumi sul parere espresso dal ministero. Marco Polimeni ritenta la spiegazione.
Sergio Costanzo (Fare per Catanzaro). Chiede ad Abramo se è sindaco di Forza Italia o della Lega, se ambisce alla presidenza in nome di FI o della Lega. “Oggi credo – dice – che difficilmente raggiungerà la maggioranza dei 17 voti necessari a stabilire la maggioranza effettiva, considerato il pronunciamento negativo dei capigruppo di FI e dell’Udc. La maggioranza si è disgregata definitivamente. Il mio gruppo si allontanerà dall’aula al momento del voto”. Invita a votare l’ex assessore Franco La Cava, nome che circola quale favorito, ”un compagno di lunga data”. La Cava era consigliere di maggioranza durante il mandato Olivo.
Filippo Mancuso (Catanzaro con Abramo).  “Più sto in questa aula, e più sono confuso – dice -. Merante e Costanzo hanno la capacità di trasformare un problema tecnico in uno politico. Avrei preferito che si rivotasse subito dopo la prima votazione, ma di fronte al diniego degli uffici ho accettato di buon grado. Chi ha fatto ricorso non può essere rivotata perché significherebbe subire l’accusa nei confronti dell’amministrazione. Se FI ha un altro candidato si poteva discutere. Così non è stato, per cui il problema non si pone. Franco La Cava, compagno o no, è un professionista valido e competente. L’amministrazione può continuare validamente il suo percorso di mandato”.
Giuseppe Pisano (Catanzaro con Abramo). “La democrazia in città è sotto sopra. Ho scritto al presidente della Repubblica per dire che il consigliere comunale è l’ultima ruota del carro. Devo dire qualcosa su quello che considero mio maestro in politica: Mimo Tallini dopo la sentenza del Tribunale della Libertà. La vicenda mostra come sull’altare del giustizialismo venga sacrificato l’impegno decennale e coerente in politica. Lo dovevo a Tallini e alla mia idea di politica. Manca la sua impronta anche al suo partito. Strumentalmente si mette tecnicismo in tutte le pratiche: sugli impianti pubblicitari, su via Carlo V, sulla pratica Calicolai e così via. Faccio mio quanto detto da Mancuso e Talarico, che non ha bisogno di lezioncine. La città soffre e va amministrata. Mi auguro che ci sia un voto unanime per il presidente dell’organo dei revisori e da domani stringersi intorno al sindaco che è garante di questa maggioranza e della guida della città. Chi verrà dopo di lui dovrà solo inaugurare. Ci vuole unità. Se non eleggiamo i nostri consiglieri regionali, la città sarà povera”.
Nunzio Belcaro (Cambiavento). “Ringrazio Merante perché ha preceduto la mia richiesta di chiarezza. C’è spaccatura insanabile nella maggioranza. Lo stesso Mancuso ha già detto: cosa ci stiamo a fare qui. Nella partita a poker aleggiava il nome di Franco La Cava, spingendo verso una figura di sintesi e di terzietà Non faremo un nome contrario, voteremo scheda bianca, mentre la minoranza della maggioranza prenderà atto che così non si può andare avanti”.
Eugenio Riccio (Misto). “Ci si deve affidare ciecamente alla burocrazia. Anche se prevale alcune volte un tecnicismo esasperato”. Fa l’esempio dei bandi per dirigenti, alcuni che prevedono la mobilità, altri no. Fa l’esempio dei posti barca al porto, 300 diportisti minacciati di sfratto a dispetto delle deroghe concesse in tutte la città.
Agazio Praticò (Catanzaro da Vivere). Non entra nel problema tecnico perché autorevolmente espresso dal ministero. Per il resto il suo gruppo si comporterà responsabilmente nei confronti del sindaco e della maggioranza: “Nelle nostre scelte non prevale l’interesse politico ma quello cittadino. Come sarebbe dimostrato se dalle urne esce il nome citato da Sergio Costanzo”.
Manuela Costanzo (Obiettivo Comune). “La segretaria avrebbe dovuto chiedere un parere preventivo all’avvocatura comunale. A conoscenza della diffida, chiediamo chiarimenti. Anche Maiellare può fare ricorso per lo slittamento della seduta di elezione”.
A questo punto si assiste a un forte alterco tra Pisano e Costanzo in riferimento all’inchiesta detta “Gettonopoli”, placato con difficoltà dal sindaco e dal presidente.
Sergio Abramo, il sindaco: “Non è la prima né sarà l’ultima delle scene che non ci qualificano. Si può parlare pacatamente al microfono. Il problema con Forza Italia è mio e non investe il Consiglio. L’unico voto libero è quello secondo cui ciascun consigliere esprime liberamente la sua preferenza. Non c’entra niente la politica. Non c’è stata nessuna riunione di maggioranza in proposito. (Abbandonano l’aula Udc e Fare per Catanzaro). La politica è così rissosa perché proposte non ci sono. La gente non ci segue più perché non sa di cosa parliamo. Il partito di FI ha voluto che la mia lista partecipasse una lista civica a sostegno del sindaco, così come è successo alla Regione. Se c’è questa richiesta, il gruppo di FI sarà molto più ampio. Questa è una pratica tecnica su cui la politica non c’entra niente. La verifica non l’ha voluta nessuno. Non c’è nessun dramma se manca il revisore per 15 giorni. Non è un terremoto. Se qualcuno ha qualche problema può venire a parlarne quando vuole, la porta è sempre aperta. Da FI non ho avuto nessuna richiesta, e visto che il mio partito è Forza Italia con il mio partito me la vedo io. Sono di Forza Italia e la rappresento anche ai vertici nazionali. Sul revisore non ho chiesto nessun voto, e la votazione deve essere libera”.
All’esito della votazione alle 18,30, risulta essere eletto revisore Franco La Cava con 13 voti. Tre le schede bianche. Un voto a Rosamaria Petitto.

News ore 16.10

Sta per iniziare il Consiglio comunale di Catanzaro, nella seduta destinata a colmare la vacanza dell’organo di revisione. Un passaggio che una maggioranza coesa avrebbe dovuto sbrigare in agilità e scioltezza e invece si è trasformato nell’ennesimo stress-test. Tanto che a sciogliere il nodo ci sono volute tre convocazioni successive e riunioni su riunioni, le ultime in mattinata (i consiglieri di Forza Italia) e nel pomeriggio (Catanzaro con Abramo e Catanzaro da vivere). Conciliaboli fino all’ultimo, per limare gli interventi e smussare le posizioni. L’impressione è che alla fine l’accordo sul nome del revisore di pertinenza comunale sia stato trovato, ma solo per l’impossibilità di fare slittare ulteriormente la decisione. Mentre i motivi di disaccordo politico della maggioranza rimangono tutti, con diversi scricchiolii ma nessuno scossone ultimativo, tale da provocarne il dissolvimento. Vedremo lo svolgimento tattico che sarà adottato dai diversi gruppi, alcuni attraversati da contrasti anche interni, come il gruppo “proprietario” del sindaco.
L’ordine del giorno prevede diversi punti. Si inizia con il riconoscimento di cittadino emerito a Cesare Mulè, sindaco della città, deceduto nel mese scorso. Si prosegue con la votazione del componente dell’organo di revisione e con l’approvazione del piano finanziario del servizio integrato di gestione dei rifiuti. Non manca il solito lungo elenco del riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Sono comunque previste divagazioni di ordine politico.