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Un Consiglio senza padri in Parlamento

Gli unici partiti nazionali rappresentati in Aula sono Forza Italia e Udc. L’adesione di Sestito a Fratelli d’Italia modifica di poco la situazione. Non viene rappresentato neanche il Pd che convoca – forse - il centrosinistra cittadino

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C’è voluto qualcosa in più di un anno perché Raffaella Sestito, subentrata a Libero Notarangelo quale prima dei non eletti nella lista “Svolta democratica”, aderisse a Fratelli d’Italia.

Quei calci dati al civismo orientato a sinistra e alla teoria della coerenza nei territori

Dando con un solo calcio un colpo niente male a due biglie: la credibilità politica del civismo orientato a sinistra cui si rivolgono ancora le residue speranze di rivincita del Pd, e la teoria della coerenza nei territori più volte santificata dal partito di Meloni. Accolta a braccia aperte, anzi “con gioia” da Wanda Ferro, sposerà “il progetto di una destra che ha i suoi valori fondanti nella difesa dell’identità e della sovranità popolare e nell’affermazione dei valori della legalità, del merito, della giustizia e della solidarietà”. Ma, intanto, divorzierà dalla coalizione per la quale aveva chiesto i voti nel 2017. Niente di scandaloso, ovviamente, e neanche inedito alle nostre latitudini. D’altra parte era già stato il capostipite della lista, Vincenzo Ciconte, a compiere la grande piroetta adoperandosi a sostenere nelle ultime regionali il candidato del centro destra.

In consiglio non esiste alcun consigliere del Pd

C’è da dire che l’adesione a FdI di Sestito contribuisce ad ancorare sulla terra il Consiglio comunale di Catanzaro, che somiglia sempre di più a uno di quei tetri collegi per fanciulli senza padre né madre descritti da Charles Dickens nell’Ottocento londinese: solo che al posto di Oliver Twist ci stanno gli elettori del Pd, che non hanno uno straccio di consigliere neanche a cercarlo con il lanternino, e non lo avevano fino a qualche giorno fa i votanti di FdI, pur in crescita a sentire i sondaggi. Sestito colma questa crepa tra città reale e città rappresentata. In Consiglio, come giustamente fa pesare con orgoglio una nota di Forza Italia cittadina, gli unici partiti con timbro parlamentare sono la stessa FI e Udc. Per il resto il panorama è simile alla steppa prima del Don: qualche arbusto e molti cespugli, una prateria votata al personalismo più spinto e al localismo più esasperato. Se sia un bene o sia un male, dovrebbero sancirlo i risultati. E qui, naturalmente, i giudizi divergono secondo l’angolo visuale.

L’unione del centrodestra non ne ha fatto la sua forza

Intanto, in Consiglio si è andata costituendo una maggioranza di centro destra molto più ampia di quella uscita dalle urne. Con la complicazione che l’unione, nel caso specifico, non ne ha fatto la forza. Una maggioranza divisa, litigiosa, attraversata da egoismi, ipnotizzata da influssi esterni, quasi immobilizzata in attesa di una catarsi tanto salvifica quanto improbabile.
Probabilmente, a essere sottorappresentato in Consiglio – per carità, stiamo svolgendo un’analisi solo quantitativa – è il centro sinistra. Se dovessimo azzardare e rendere esplicita una prima impressione, a sinistra si potrebbero annoverare anche meno di quei sei o sette consiglieri che in aula votano no. I conti non tornano e questo è uno dei motivi, forse il meno impellente, per i quali sarebbe bene ritornare alle urne.

Quegli esponenti della sinistra arroccati sui loro personali Aventini che non rispondono alle solelcitazioni giornalistiche

Centro sinistra cittadino che dà segni di vita, più per gli stimoli esterni che gli inviano gli elettrodi elettorali che per sinapsi proprie. Abbiamo chiesto al coordinatore dei Circoli cittadini del Pd, Salvatore Passafaro, se era confermata la notizia di una conferenza stampa da tenere nella settimana che si apre da parte delle forze di centrosinistra, Pd Italia Viva Articolo Uno e Psi con l’apporto esterno del M5S, per rilanciare la coalizione in vista del superamento dell’era Abramo. Non abbiamo avuto risposta. Ritenteremo sperando essere più fortunati. L’episodio, però, ci porta a consigliare agli esponenti del Pd e della sinistra in genere, di aprirsi maggiormente alla città e anche all’informazione cittadina che umilmente cerchiamo di rappresentare.

Segretari di circolo, questi sconosciuti

Sarebbe il caso, per esempio, di rendere più visibili le facce dei segretari di circolo che, dicono, stanno alacremente lavorando. Ma nessuno li conosce. Tanto che i comunicati del Partito democratico vengono solitamente corredati dalle sventolanti bandiere del partito sullo sfondo di cielo azzurro. Soprattutto in città, le idee camminano sulle spalle degli uomini. E parlano con i loro volti.

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