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Le Sardine, con Cristallo, incontrano il Pd a Roma

Una delegazione del Movimento ricevuta dalla presidente dem Cappi. “Basta con il gioco delle correnti, ripartire da Piazza Grande”

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    Questa mattina, introno alle sei, presumibilmente prima di raggiungere la stazione di Bologna dove già nel 1978 Antonello Venditti in “Bomba o non Bomba” aveva intrapreso la caparbia traversata verso Roma, Mattia Santori, leader del Movimento 6000 Sardine ha postato il programma della giornata: “Ci sono mattine in cui vorresti startene a letto. Giorni in cui ti dici ‘chi me lo fa fare’. Mesi in cui rimpiangi di non essertene stato zitto e buono. Poi ti guardi intorno e vedi ancora schiere di opinionisti, flotte di disillusi, plotoni di culi pesi e tastiere pesanti. Apprezzo i benpensanti ma non è con le penne fini che le cose cambieranno. Stimo gli intellettuali ma credo che quando si tratta di ricostruire serva soprattutto chi si sporca le mani. Pensate quello che vi pare, ma la crisi del PD è la crisi del centro sinistra, una crisi che ci riguarda e che vi riguarda anche se la politica vi fa skifo o vi ha stancato. Datemi del pazzo ma ho visto troppa bellezza quest’anno per riuscire a rassegnarmi. Oggi si va al Nazareno a dire che le assemblee tra pochi non bastano più. Oggi andiamo a chiedere che inizi una nuova fase costituente: aperta, democratica, innovativa. Non per il PD, non per le sardine. Ma per tutti gli apolidi della politica”.

    Cuppi e Zingaretti: L’iniziativa delle Sardine dimostra che il Pd è forza che mobilita

    Così Santori, sfidando le ristrettezze imposte dall’ultimo draconiano dpcm, si è ritrovato al Largo del Nazareno con un’altra ventina di Sardine davanti alla sede nazionale del Partito democratico, improvvisamente e immaturamente orfano di guida politica. Armati di sacco a pelo, a mezzogiorno hanno presidiato l’ingresso fermi nel proposito di incontrare “qualcuno” del Pd, qualcuno che contasse e, soprattutto, non si contasse in termini di tessere, di voti in Direzione e di posizioni preminenti in lista elettorale. Il “qualcuno”, dopo qualche minuto, si è materializzato in “qualcuna”, in una di quelle nemesi che se non si possono definire storiche per obiettiva valutazione della portata, fa sì che il/la più alto/a in grado del Pd sia una donna, Valentina Cuppi, presidente del partito e sindaco/a di Marzabotto. Proprio sulla rappresentanza femminile nel governo Draghi era iniziato lo showdown che ha portato Nicola Zingaretti alle dimissioni, anche se da subito si è capito che la “questione femminile” era più che altro l’incrinatura nel muro in cui insistere per farlo crollare. L’incontro è durato quattro ore, che sono tante, tanto che il deputato pd romano Roberto Morassut, molto gentilmente, ha subito postato: “Le sardine levino le tende da sotto il Nazareno, si rispettino le regole di sicurezza e le limitazioni che stanno condizionando tutti gli italiani e danneggiando moltissime attività. Con inutili operazioni di visibilità non si rinnova né la sinistra né il Partito Democratico. Non siamo ad una ribalta”. Mentre la presidente Cuppi, e lo stesso Zingaretti, hanno mostrato di apprezzare molto l’iniziativa: “L’iniziativa delle Sardine dimostra che il Pd è forza che mobilita”.

    Cristallo: É evidente che ci sia una volontà di favorire un centrismo di cui non sentiamo la necessità. Anzi, serve un fronte progressista, antifascista, ambientalista e femminista. 

    In cinque hanno incontrato la presidente Cuppi, tra cui lo stesso Santori, Jasmine Cristallo e Lorenzo Donnoli. Jasmine Cristallo, pertanto, leader calabrese del movimento, si conferma componente di primo piano nell’ancora precoce organizzazione delle Sardine. Legittimando e rafforzando, per di più, la sua partecipazione ai dialoghi calabresi del centrosinistra, in cui a più volte ribadito la necessità di resettare tutto quanto già proditoriamente attuato in termini di contrapposizione frontale, in tema di candidature regionali, tra Pd e De Magistris. Al termine dell’incontro Jasmine Cristallo ha riassunto il senso dell’iniziativa: “É evidente che ci sia una volontà di favorire un centrismo di cui non sentiamo la necessità. Anzi, serve un fronte progressista, antifascista, ambientalista e femminista. Se questo giochetto di correnti dovesse venire fuori che si continua a portare avanti il progetto politico che ha portato alla distruzione di cui siamo tutti testimoni, noi certamente non resteremo a guardare mentre distruggono l’unica possibilità di costruire un fronte largo. Il banchetto di Conte deve diventare un tavolo massello”.

    Mattia Santori, da parte sua: “Abbiamo chiesto al Pd di proseguire il percorso di Piazza Grande e di certificarlo nell’assemblea del 13-14 marzo. Se così non dovesse essere siamo pronti a chiedere a Zingaretti di proseguire questo percorso fuori dal Pd”.

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