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Corsi: “Abramo e Tallini dal c’eravamo tanto amati al ritorno di fiamma. Cosa c’è sotto?”

Le domande che il consigliere comunale pone soprattutto al primo cittadino

di Antonio Corsi*

Cosa c’è dietro il nuovo “patto segreto” tra Abramo e Tallini? Cosa è cambiato fra i due che fino a poche settimane fa si sono scambiati le accuse più pesanti e velenose?
La città ha diritto di sapere se i due – Abramo e Tallini – si sono riuniti per parlare di vaccini, lotta alla pandemia, ristori al commercio, oppure per spartirsi quel poco che resta di una Catanzaro ormai in coma. Hanno parlato di cosa fare per migliorare i servizi, di centri anti-Covid, di aiuti a bar e ristoranti sull’orlo della chiusura o piuttosto di candidature regionali, assessorati, presidenze e altro? La solita musica della spartizione e della tutela del gregge, le pecore che fanno sempre da contorno, quelle con il “vezzo da statista”. Andreotti diceva: “che a pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina…”

Le domande a cui vorremmo che Abramo e Tallini rispondessero

Ad Abramo vorremmo solo chiedere: perché oggi Tallini non è più l’uomo che lo metteva in difficoltà con i suoi comportamenti discutibili in tema di legalità?
A Tallini vorremmo solo chiedere: perché oggi Abramo non è più lo “zero in politica” che gestiva tutto al comune dai concorsi, ai dirigenti illegittimi ed in ultimo agli appalti?
La città ha diritto di sapere.

Venga in Consiglio comunale il sindaco Abramo e chiarisca quali sono le basi del “patto”.

Se sono basi “nobili”, non ha nulla da vergognarsi. E’ legittimo che un sindaco parli con il capo di un partito della sua maggioranza, sempre che sia ancora a capo di qualcosa, visto che ci risulta abbia rassegnato le dimissioni dagli incarichi di partito. Siamo tutti curiosi di sapere i motivi veri dell’abbraccio fatale e speriamo non mortale per la città di Catanzaro, tra lo “zero in politica” Abramo e “l’uomo dai comportamenti che creano problemi” Tallini…
A noi il tutto sembra un altro tentativo, maldestro, di rimettere in sesto una macchina ormai “a pedali”, che dalle “Officine” – senza alcun riferimento di punti cardinali o morali – dovrebbe passare direttamente allo sfasciacarrozze. Sembra quasi una forzatura scenografica di un film – non d’autore – che passa dal “c’eravamo tanto amati”, al più semplice “il triangolo, no!”.

 

La città di Catanzaro è vittima di questa lunga guerra sotterranea, dove le esplosioni ci sono, ma tutti cercano di attutirne il rimbombo, inconsapevoli però nel capire che siamo ormai ai fuochi d’artificio. Hanno le ore contate politicamente le riconferme di candidature regionali, per i veti dei signor nessuno(?) o per gli agguati interni ad una maggioranza o presunta tale. Rischiano il pugnale politico i vari Baldo Esposito, Filippo Mancuso per il tradimento di quelli che da delfini sono diventati girini.

Nel bailamme generale del “tutti contro tutti” muoiono matrimoni politici come quello fra Forza Italia e l’Udc, perché la sposa è ballerina ed usa il veleno, peccato!

Ma, muore pure la speranza, quella dei “disoccupati” eterni (no-Covid) che stanno dentro le figure geometriche (cerchio, triangolo, ecc.) del leader di turno e che, per mantenere la seggiola in Giunta sono disponibili a giurare che “Cristo non è morto sulla croce, ma di sonno…”, fedifraghi con certificato di garanzia, perché il comune di Catanzaro è posto di lavoro e ufficio di collocamento.
Ecco perché il “patto segreto” è la riscrittura nuova di un accordo matrimoniale, quello dell’ultimo miglio che forse riuscirà a risolvere le tante incompiute cittadine, mentre stanno già partendo gli inviti per il prossimo “ballo delle debuttanti”…Auguri!

*Consigliere Comunale gruppo misto