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Recovery Fund e servizio idrico integrato, l’allarme di Mancuso: “La Calabria rischia di essere esclusa”

"Questi progetti andranno realizzati e collaudati entro il 2026 pena la perdita dei finanziamenti”

“La Calabria rischia di essere esclusa dal Recovery Fund sul Servizio Idrico Integrato”. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale della Lega Filippo Mancuso che prosegue: “Il Recovery Fund sul servizio idrico integrato vale circa 3,5 miliardi di euro, indicativamente così suddivisi: approvvigionamento idrico, grandi invasi e linee di adduzione per circa 2 miliardi; reti idriche di distribuzione per circa 900 milioni e infine fognatura e depurazione per circa 600 milioni”.

“Almeno il 50% di questi fondi dovranno essere destinati al Sud e al superamento di quello che viene definito il ‘water service divide’, cioè – spiega il consigliere Mancuso – per ridurre le differenze dei servizi fra le aree del Paese. La condicio sine qua non per poter accedere a questi fondi è l’esistenza e la certezza della titolarità del soggetto gestore che ha il compito di attuare i progetti eventualmente finanziati dal Recovery Fund”.

Mancuso spiega: “In merito ai 2 miliardi di euro sugli approvvigionamenti, attualmente in Calabria c’è SO.RI.CAL quale soggetto che avrebbe titolarità per poter accedere ai fondi ma purtroppo si trova in stato di liquidazione e in quanto tale impossibilitata a ricevere i fondi. Per i 900 milioni delle reti idriche e per i 600 milioni sulle reti fognarie e impianti di depurazione in Calabria manca il soggetto gestore poiché il Sistema Idrico Integrato viene perlopiù gestito in economia dai comuni”.

“Morale della favola – fa notare il consigliere regionale – la Calabria così come stanno le cose ora, pur essendo la Regione del Sud maggiormente bisognosa di interventi strutturali sulle reti idriche, fognarie e sugli approvvigionamenti rimarrà esclusa da questi fondi. L’accesso alle risorse economiche passa dalla presentazione di progetti all’authority ARERA che, prima della fine dell’anno, provvederà ad approvarli per un ammontare pari al 70-80% dei 3,5 miliardi di euro stanziati. Tali progetti andranno realizzati e collaudati entro il 2026 pena la perdita dei finanziamenti”.

“La Regione Calabria – sostiene ancora Mancuso- è di fronte a un treno che non passerà mai più, un treno che rischia di perdere se non risolverà principalmente definitivamente i seguenti nodi: SO.RI.CAL deve uscire dallo stato di liquidazione, valutando la fuoriuscita del socio privato. L’Autorità Idrica Calabrese deve prendere pienamente possesso delle sue funzioni e quindi procedere alla identificazione del soggetto gestore. Tutto ciò in tempi dannatamente brevi e scanditi dal cronoprogramma Recovery Fund che fissa entro la fine del 2021 il termine per l’assegnazione dei fondi”.

“Risolvere i problemi idrici della Calabria è di fondamentale importanza anzitutto dal punto di vista sanitario.   Ovviamente – conclude il consigliere regionale- non si potrà sostenere la crescita in termini turistici del nostro territorio se non saranno risolti i problemi strutturali come il servizio idrico che la nostra regione si porta dietro fin dalla gestione AGENSUD”.