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Dalla promessa rivoluzione Lega per la Calabria e il Sud alle moine di Spirlì

"Un governo facente funzioni dovrebbe avere la compostezza istituzionale e la saggezza politica di essere quasi del tutto invisibile"

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Salvatore Gaetano, editore Video Calabria:

Dalla promessa rivoluzione Lega per la Calabria e il Sud alle moine di Spirlì: ora è il centrodestra che rischia! Ma veramente Nino Spirlì pensa che generare consenso popolare significhi produrre e postare video, presumibilmente da un’automobile pagata dai contribuenti e presumibilmente scarrozzato da un autista pagato dai contribuenti, per vestire i panni di una sorta di deprimente e decadente uomo di spettacolo? Diamo per scontato che Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti non abbiano il tempo di occuparsi delle moine di Spirlì.

Ma c’è qualcuno nella Lega, primo partito italiano, che sta puntualmente analizzando la situazione politica calabrese e la catastrofe d’immagine prodotta dal facente funzioni Nino Spirlì? Il tema, però, non è quello dei destini della Lega in Calabria e al Sud: sono affari di Salvini e ne avrà verifica puntualissima alle urne, se proprio un consiglio lo accetta.

La questione rilevante, oggi, è che la totale inadeguatezza politica di Nino Spirlì sta rischiando fortemente di mandare il centrodestra allo sbaraglio, di farlo schiantare contro un centrosinistra che si sta rianimando dietro la spinta di Enrico Letta. Lo stesso scontro di queste ore su Fincalabra tra il consigliere regionale della Lega Pietro Molinaro e i vertici di Fratelli d’Italia in Calabria la dice lunga su un modo di vivere la politica in questa fase fatto tutto di posizionamenti, di discussioni su nomine e incarichi, di lotte di potere. È questa la rivoluzione promessa dalla Lega in Calabria? Verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere lacrime amare.

Un governo facente funzioni dovrebbe avere la compostezza istituzionale e la saggezza politica di essere quasi del tutto invisibile, di svolgere un compito notarile, di dare spazio a un progetto politico deciso dall’alleanza di riferimento e, soprattutto, a un candidato presidente dotato della massima credibilità e autorevolezza. Il centrodestra calabrese è sull’orlo del baratro, peraltro prigioniero com’è anche di una condizione politico-amministrativa in cui una delle principali priorità sembra essere quella del destino degli eletti. Da un lato la tragedia economica di una Calabria senza presente e futuro, dall’altra le insopportabili moine di Spirlì. Si alzi qualcuno per dire che è una cosa seria e accettabile, lo voglio vedere in faccia.

Matteo Salvini sappia che si è allarmato anche il Codacons! La Calabria potrebbe presto diventare la tomba politica del progetto nazionale di Matteo Salvini che, lo si capisce, non può platealmente “scaricare” il facente funzioni. Ma tra non scaricarlo e lasciargli demolire il progetto politico della Lega e del centrodestra in Calabria ce ne corre!

Auspico che Matteo Salvini prenda al più presto le distanze da Nino Spirlì e che le menti e i politici più attrezzati del centrodestra (ma anche del centrosinistra) vogliano dare immediatamente un segnale di speranza alla Calabria, alle sue imprese, ai lavoratori, ai disoccupati, a quanti non riescono neanche più a emigrare. Con Spirlì abbiamo raggiunto il punto più basso e buio della storia del regionalismo calabrese. E se un candidato presidente autorevole del centrodestra non prenderà subito la palla in mano, per parlare ai Calabresi ben altro linguaggio, mi sa che la partita elettorale si complicherà molto.