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Potere al Popolo Catanzaro: “Ricostruire la sanità pubblica”

"In Calabria difficoltà di accesso al diritto alla salute"

“Oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Salute, vogliamo denunciare ancora una volta la difficoltà dell’accesso al diritto alla salute nella nostra regione” scrive in una nota Potere al Popolo Catanzaro.

“La Calabria si conferma anche oggi, come testimoniano i dati nazionali, ultima per somministrazioni di vaccini. Un dato che non ci sorprende ma che non può lasciarci indifferenti – prosegue la nota – Dopo anni di commissariamento e di tagli vertiginosi che hanno comportato lo smantellamento della sanità pubblica e territoriale a favore del privato – una precisa scelta di campo che ha favorito i profitti delle poche famiglie di imprenditori regionali, a sfavore del diritto alla salute dei e delle calabresi – il sistema sanitario regionale è ai minimi termini, se non fosse per lo strenuo impegno del personale sanitario (peraltro con pessime condizioni lavorative)”.

“Se a questa situazione, di per sé disastrosa, si aggiunge anche l’incapacità di gestire i pochi mezzi messi a disposizione per l’emergenza sanitaria, diventa impensabile poter fronteggiare la pandemia. Incapacità resa nota dai ritardi nella programmazione del piano vaccinale, pubblicato solo qualche giorno fa, svariati mesi dopo l’inizio della vaccinazione a livello europeo e nazionale – sottolineano – oppure dal malfunzionamento del sistema di prenotazione con il conseguente caos davanti i punti vaccinali, con assembramenti di persone, anche anziane, costrette a presentarsi senza prenotazione”.

“È necessario restituire dignità e diritti ai cittadini e alle cittadine calabresi ricostruendo il Sistema Sanitario Nazionale, riaprendo tutti i presidi ospedalieri e territoriali chiusi e gli ambulatori, ricostituire la rete di medicina territoriale – dichiarano gli attivisti – Tanto sul piano locale che globale bisogna seguire questo semplice ma fondamentale principio: porre il diritto alla salute prima del profitto. Eliminare quindi, come nella campagna “No profit on pandemic” che abbiamo sostenuto, i brevetti sui vaccini per permettere un accesso reale per tutti e tutte al vaccino, anche ai paesi più poveri. In tal senso abbiamo ancora impresso negli occhi l’esempio dei medici cubani, del loro strenuo impegno nella costruzione di una società della cura che sia accessibile e garantita, anche oltre i propri confini nazionali. Questa non è utopia, la pandemia ce l’ha insegnato: è necessità – conclude la nota – Diritto alla salute per tutte e tutti”.