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Corsi: ‘L’Anas offende la città di Catanzaro e depaupera i suoi beni, il sindaco intervenga’

Il consigliere comunale: "Risolvere ogni questione facendo capo alla Procura della Repubblica appare una soluzione ultima, ma l’unica al momento percorribile"

Il rapporto fra l’Anas e la città di Catanzaro sta diventando ormai una commedia, dove la sceneggiatura è ormai a totale svantaggio della città e dei cittadini.

E’ ormai da tempo che sollecitiamo l’Anas rispetto ad alcune evidenze che hanno una valenza di sicurezza e ci riferiamo in particolare alla bretella che collega la tangenziale al Pronto Soccorso del presidio ospedaliero Pugliese-Ciaccio, quella che sembra essere una materia irrisolvibile”. Lo afferma in una nota il consigliere comunale Antonio J. Corsi.

“Le responsabilità dell’Anas – prosegue –  sono evidenti e le interlocuzioni avute nel tempo, non ultima quella che chiedeva una sopralluogo non hanno sortito effetti, mentre il tema della sicurezza dell’arteria stradale resta intatto con tutte le sue possibili conflittualità.

Risolvere ogni questione facendo capo alla Procura della Repubblica appare una soluzione ultima, ma l’unica che al momento è percorribile di fronte alla sordità, dettata forse da una non volontà di attendere ad un compito che è specifico e che resta nelle evidenze dell’Anas.

Chiedere una verifica ed una risoluzione di un problema di sicurezza non è una argomentazione accademica e non può essere derubricata in modo assoluto.

C’è tuttavia da richiamare l’attenzione della stessa Anas – aggiunge Corsi –  anche per quanto riguarda la sicurezza, con verifica anche della stabilità dei viadotti che costituiscono l’arteria definita tangenziale, anche su questo le risposte si fanno attendere.

Così come appare legittimo chiedere una maggiore attenzione anche sulla qualità della segnaletica stradale, quella che all’ingresso della città di Catanzaro, la qualifica come una città quasi anonima senza specificare che trattasi del capoluogo di regione, una rivendicazione che resta legittima e che definisce anche un ruolo amministrativo riconosciuto.

La stessa Anas dovrebbe essere più attenta nei confronti della città di Catanzaro non solo in termini di sicurezza e di riconoscibilità della natura amministrativa in quanto capoluogo di regione della Calabria, ma in particolare anche nella conservazione e nella valorizzazione dei beni aziendali che risiedono nella città.

Ci riferiamo nello specifico agli impianti sportivi di proprietà dell’Anas ricadenti su Viale Crotone, un campo di tennis e di calcetto che ormai sono ridotti, per mancata manutenzione, a residuati bellici, non si capisce perché e soprattutto a chi giova, forse un domani, svalutarne lo stesso valore e le potenzialità, forse per essere acquisiti a patrimonio personale di qualcuno.

Sia il sindaco Abramo – conclude il consigliere comunale – a questo punto a rivendicare e difendere il valore della città di Catanzaro e la sicurezza delle arterie di proprietà dell’Anas che ricadono nel territorio di Catanzaro”.