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Dietro la rinuncia di Ivan Cardamone al Patrimonio

Pronto il rimescolamento in giunta: ad Alessandra Lobello la delega

Non è un buon momento per Ivan Cardamone. Troppi pensieri in testa, e nubi che gravano sulle persone a lui più vicine, politicamente (Tallini) e burocraticamente (Ottaviano). Oggi ha lasciato una delle deleghe, il Patrimonio, che occupava nella giunta Abramo, quella al momento più onerosa dal punto di vista dell’attenzione mediatica per via dell’inchiesta in corso sui pontili da diporto. I cui sviluppi procedimentali, d’altra parte, segnano un punto in favore dell’amministrazione, con la non accoglienza da parte del gip della misura cautelare interdittiva richiesta dalla procura nei confronti del dirigente di settore architetto Andrea Adelchi Ottaviano, che rimane al suo posto. Quando pochi fa, il consigliere e capogruppo di “Catanzaro con Abramo” Giuseppe Pisano invocava di “Sbloccare lo stallo al settore Patrimonio” certo non immaginava che l’assessore lo avrebbe preso in parola, andando al di là delle sue stesse intenzioni. Confermando, tra l’altro, l’esercizio, di una pratica originale: le dimissioni a metà, con facoltà di scelta tra i piatti del menù à la carte. Gradisce la Cultura e le Partecipate, sul Patrimonio passa.

Una parabola, quella di Cardamone, all’insegna del prosciugamento dell’impegno nel corso del corrente mandato, iniziata addirittura come vice sindaco con molte lodevoli intenzioni e altrettante corpose ambizioni, via via vacillanti sul progredire della corrosione interna alla maggioranza, attaccata dalla ruggine delle insofferenze personali, delle tentazioni politico-elettorali, degli interessamenti giudiziari. Cardamone, coordinatore cittadino di Forza Italia, non è più vicesindaco dal gennaio 2020, dopo le dimissioni in massa, poi rientrate, della rappresentanza del partito nell’esecutivo comunale, forte di ben cinque assessori. Oltre a Cardamone: Domenico Cavallaro, Alessio Sculco, Lea Concolino e Modestina Santacroce, l’unica a ritenere irrevocabile la rinuncia all’Urbanistica, rimasta nella disponibilità di Abramo. Scelta analoga, probabilmente, per l’assegnazione della delega al Patrimonio che avverrà a stretto giro, dirottandola verso un componente di giunta di altro gruppo. Indizi vari convergono sull’assessora al Turismo Alessandra Lobello che pochi giorni fa ha fatto capire di essere parecchio interessata al settore.

Attualmente non è dato sapere se la decisione di Cardamone sia realmente – e soltanto – da addebitare a “problematiche di natura personale e professionale”, come da dichiarazione dello stesso Cardamone, e nemmeno se essa sia stata concordata con il leader cittadino di Forza Italia, Domenico Tallini. Di solito Cardamone e Tallini agiscono in perfetta sintonia e pertanto c’è da ritenere che ne abbiano comunque parlato. Se così è, la rinuncia di una delega importante e il suo dirottamento verso altro gruppo comporta un ulteriore incremento del grado di inclinazione di una maggioranza uscita trionfatrice dalle urne del 2017 e arrivata quasi boccheggiante al traguardo di fine mandato. Al momento, tra l’altro, non si registrano moti di solidarietà verso Cardamone da parte dei componenti del gruppo di Forza Italia e dei satelliti di Obiettivo Comune e Officine del Sud. Non è un segreto che i rapporti reciproci tra il coordinatore cittadino e i consiglieri si fossero parecchio raffreddati anche se mai sono arrivati a una sconfessione esplicita. Questione, assicurano i più informati delle vicende interne a Palazzo De Nobili, più caratteriale che politica: non è sbocciato il feeling tra Cardamone e la capogruppo Roberta Gallo e gli altri componenti. Per non dire dei rapporti sempre più tesi tra l’assessore e il sindaco Abramo, più volte entrati in rotta di collisione, anche molto recentemente. Il sindaco è uomo pratico, poco incline ai voli pindarici.

Più propenso a delineare mondi futuribili Cardamone. Cartina di tornasole di questa reazione chimica non riuscita è stato il lancio da parte dell’assessore alla Cultura del concorso di idee sulla Catanzaro che verrà da parte dei catanzaresi di successo: grandiosa iniziativa per l’uno, una perdita di tempo colossale per l’altro. Punti di vista, sensibilità diverse se non opposte. D’altra parte, è pur vero che non tutti i politici sono tagliati per fare gli amministratori, e viceversa. Nei comuni le due figure spesso si sovrappongono, con esiti a volte positivi, altre volte confliggenti. E questo è il caso di questo finale di partita tra Cardamone e Abramo. Si andrà avanti, stancamente, in attesa che l’arbitro decreti il termine delle ostilità. Forse qualche altro giocatore di giunta raggiungerà gli spogliatoi prima del tempo, come già si inizia a vociferare, per sfinimento o per decisione arbitrale. In ogni modo la partita terminerà nella primavera prossima, stancamente, lentamente, fiaccamente. Dal pubblico né appalusi né fischi. Ha già da tempo abbandonato gli spalti.