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Il Pd ritorna a discutere su alleanze e candidature

Anche nell’assemblea provinciale aperta del Pd, presente Peppe Provenzano, manifestate perplessità sulla tenuta della candidatura di Irto e necessità di allargare il perimetro della coalizione di centrosinistra

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Nel Partito democratico calabrese è tempo di aprire le finestre e fare circolare aria nuova. Immettendo, così, insieme ai frizzanti sentori primaverili anche l’eco di quanto sta succedendo negli spazi della partecipazione politica dell’area di riferimento elettorale. Spazi ancora ristretti per contingenza sanitaruia, ma già significative. Ieri si è svolta in modalità on line un’assemblea provinciale aperta, convocata dal presidente Michele Drosi e dal segretario Gianluca Cuda, presente il vice segretario nazionale PD Giuseppe Provenzano. Dal tema, “Per la Calabria regione d’Europa: legalità, sviluppo, innovazione”, peraltro svolto con diligenza nelle introduzioni di Drosi e Cuda e nei successivi interventi, si è inevitabilmente deragliato verso l’impegno elettorale regionale prossimo venturo. Il PD ha un candidato, Nicola Irto, designato tre mesi fa in una riunione serale da un comitato ristretto per quanto qualificato, che, anche per questo, non è riuscito a decollare.

Tanto che la sua candidatura, sulla quale dal punto di vista personale nessuno ha avuto nulla da ridire, non ha allargato di molto le adesioni. Neanche nel tradizionale bacino di alleanze di partito del centrosinistra. Questo a Roma lo sanno, e da ieri Provenzano potrà confermarlo, inserendo qualche elemento nuovo raccolto sul campo. Come quello della uniforme valutazione negativa dell’operato del commissario regionale Stefano Graziano, tra l’altro di nomina longeva e risalente a Nicola Zingaretti, proprio in un ambito nel quale si sta misurando la nuova leadership di Enrico Letta: l’allargamento del centrosinistra in direzione Movimento 5Stelle, associazionismo giovanile, società civile. Del resto questa era la missione affidata al partito calabrese dal responsabile Enti locali della direzione nazionale, Francesco Boccia, nell’incontro streaming del mese scorso. A oggi non si registra alcun risultato positivo nel senso allora auspicato. E che spiega la freddezza di via del Nazareno verso la candidatura di Irto.

L’alleanza elettorale intorno al Pd perde pezzi, come nel caso di Articolo 1 di Vibo e Catanzaro e come preannunciato dall’ala lametina di Sinistra Italiana, in favore della coalizione arancione De Magistris-Tansi. Per di più, ormai il PD calabrese sembra viaggiare su due binari. Ieri mentre si svolgeva la diretta dell’assemblea provinciale di Catanzaro con Provenzano, in perfetta coincidenza Stefano Graziano e Nicola Irto parlavano di transizione ecologica in altro webinar con esperti, Legambiente e finanche Silvia Braga, responsabile nazionale del Pd per la suddetta transizione. Come coordinamento organizzativo non c’è che dire.
La sensazione è che nel PD si stia riproponendo la guerriglia di logoramento che già tanto gli ha nuociuto nella tornata elettorale dell’anno scorso, di cui l’episodio su riportato è una prima avvisaglia, con la tendenza a ripercorre il circolo vizioso delle divisioni suicide e che alla fine non può che portare a una nuova prevedibile sconfitta.

Da qui l’urgenza manifestata nel dibattito dell’assemblea provinciale di aggiornare la discussione con tutte le forze disponibili al cambiamento, offrendo la disponibilità alla ricerca di una candidatura cosiddetta di superamento, vestendo l’abito più volte sfoggiato della responsabilità, sapendo già di doversi scontrare con l’indisponente sicumera manifestata anche di recente dall’altro candidato De Magistris e ancor di più dal suo alleato Tansi. A dare connotati fisici a questa possibilità hanno pensato gli ospiti “esterni” all’assemblea: Angelo Sposato segretario generale Cgil Calabria, Jasmine Cristallo portavoce delle 6000 Sardine e Francesco Aiello, candidato per i Cinquestelle alle regionali 2000. Può essere poco, rispetto a un compito che può sembrare arduo. Ma è un buon punto di partenza nella considerazione che a perdere in partenza non ci sta nessuno e che il viaggio con destinazione elettorale offre ancora tempo e occasioni per il ripensamento di tutti.

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