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Nessuna indennità covid, il Psi accanto ai dipendenti dell’azienda Pugliese-Ciaccio

Hanno fronteggiato la prima, la seconda e la terza ondata, sono sempre stati accanto ai pazienti e, in ragione dello spirito di abnegazione dimostrato, giustamente considerati i nostri angeli custodi

Hanno fronteggiato la prima, la seconda e la terza ondata, sono sempre stati accanto ai pazienti e, in ragione dello spirito di abnegazione dimostrato, giustamente considerati i nostri angeli custodi. Come tali hanno vegliato sui malati, confortato i nostri cari che in solitudine, lontani (spesso migliaia di chilometri) dai propri affetti combattevano contro questo mostro, hanno affrontato turni massacranti sacrificando anche le proprie famiglie.

Motivazioni più che ragionevoli per sostenerne la candidatura al Premio Nobel per la pace. Parliamo degli operatori sanitari italiani, che a mani nude e senza alcuna tutela si sono trovati in prima linea a combattere il Covid. Ovviamente da tale non si sono sottratti neanche i dipendenti dell’A.O. Pugliese- Ciaccio. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del Psi Catanzaro a firma di Gregorio Buccolieri. Eppure, ad oggi, queste professionalità sono state ulteriormente mortificate da una direzione aziendale che non è riuscita a provvedere al pagamento di alcuna indennità Covid, aggravando ulteriormente le conseguenze che la  pandemia, anche nella nostra città, comporterà su categorie di lavoratori  già particolarmente provate quali, appunto, gli ospedalieri.

A che servono dunque, i continui avvicendamenti (peraltro ruotando sempre le stesse persone) in seno al  management delle aziende regionali, se i problemi sul tappeto sono sempre i medesimi senza alcuna risoluzione? Cosa osta, a distanza di mesi, al pagamento di quanto dovuto in loro favore? Anche a questi ultimi semplici interrogativi i lavoratori dell’Azienda Pugliese-Ciaccio, e le rispettive famiglie, attendono una risposta.