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Piano spiaggia Botricello, consigliere comunale di opposizione Puccio: “Sindaco ribalta la realtà”

"C’è una sola verità confermata dagli atti: qualcuno ha cambiato una tavola del Piano comunale di Spiaggia, tentando di portare le nuove concessioni demaniali da 7 a 21, in palese violazione della normativa esistente"

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    Sul grave annullamento del Piano comunale di spiaggia di Botricello c’è il tentativo maldestro dell’Amministrazione comunale di ribaltare la verità, scaricando ogni responsabilità contro le precedenti amministrazioni di Botricello, contro l’Amministrazione provinciale di Catanzaro e contro il consigliere Simone Puccio, attraverso un documento carico di odio nei confronti di chi ha più volte scoperto le magagne degli amministratori.
    C’è una sola verità confermata dagli atti: qualcuno ha cambiato una tavola del Piano comunale di Spiaggia, tentando di portare le nuove concessioni demaniali da 7 a 21, in palese violazione della normativa esistente.
    In questa direzione, l’amministrazione guidata allora da Giovanni Puccio ha commesso un solo errore: affidare l’incarico di progettista all’arch. Mazzei.
    I carabinieri hanno acquisito gli atti del Piano in Consiglio comunale, in Provincia e in Regione dopo avere assistito alle bugie di un gruppetto di amministratori che avevano provato il gioco delle tre carte. D’altronde, il sindaco, l’assessore all’Ambiente e il suo fido consulente erano stati avvisati, ma hanno deciso di andare avanti, dimostrando di essere ben consapevoli di cosa stesse per accadere.
    Simone Puccio, nella qualità di vicesindaco dell’epoca, è riuscito a fare approvare il Piano spiaggia dalla Regione in soli 6 mesi, mentre in precedenza era stato bocciato per 13 anni consecutivi. Un risultato raggiunto perché sono state rispettate tutte le leggi vigenti. Infatti, sette stabilimenti balneari sono il risultato del calcolo che si deve fare a norma di legge, oltre che un giusto equilibrio dal punto di vista dello sviluppo per i prossimi dieci anni. Il consigliere Puccio non aveva e non ha promesse e favori elettorali da garantire, e questo lo rende un uomo libero.
    Inoltre, non doveva essere l’allora vicesindaco Simone Puccio a trasmettere gli atti del Piano alla Provincia, perché la legge vieta agli amministratori di farlo. Questi atti devono essere compiuti dagli uffici. Chi ha trasmesso documenti all’esterno (tra l’altro falsi) a propria firma, nonostante fosse un amministratore, ha commesso una violazione di legge che, è da augurarsi, possa essere perseguita per rispetto della legalità.
    Infine, un’ultima osservazione. Sarebbe interessante capire il ruolo assunto, negli anni, dall’allora assessore provinciale Michelangelo Ciurleo nell’iter di approvazione del Piano comunale di spiaggia di Botricello.

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