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Futuro della maggioranza in Comune, Pisano e Praticò replicano a Pd Catanzaro

"Poche opere realizzate quando hanno amministrato. I democrat siano arrivati alla frutta senza nemmeno cominciare l’antipasto"

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    I capigruppo Giuseppe Pisano ed Ezio Praticò hanno replicato al Pd Catanzaro: 

    “Pur ritenendo da sempre che la politica sia scontro e confronto, abbiamo difficoltà a confrontarci con questo Pd, completamente assente dalla vita della città, perché non abbiamo proprio idea con chi dovremmo dialogare, discutere, confrontarci e scontrarci se non con una sigla.  

    Una volta la sinistra stava nelle strade, nelle piazze, nelle fabbriche, era viva e concreta. Oggi, invece, c’è un Pd che non solo non ha più alcun esponente istituzionale in città, ma è anche sparito dal territorio, abdicando a quel ruolo sociale che ritenevamo senz’altro più utile degli starnazzanti comunicati scritti solo perché si avvicina la campagna elettorale e bisogna dare prova di esistere. L’ultima epistola dei democrat catanzaresi non fa eccezione: vacuità allo stato puro. 

    Se qualcuno volesse materializzarsi, comunque, siamo pronti a confrontarci su tutto, anche e soprattutto sulla questione dei conti in ordine del Comune di cui, questi signori, fanno finta di essere conoscitori. Scelgano loro il protagonista, la sede del dibattito e la testata giornalistica sulla quale chiedere ospitalità. Nel frattempo, però, possiamo ricordare le opere realizzate grazie all’esperienza governativa del centrosinistra: una pensilina, una sola, in cinque anni. Poi si chiedono perché, appena possibile, la città li ha mandati a casa. 

    Ma vale la pena sottolineare altre mirabolanti azioni del centrosinistra nostrano: l’Ente fiera che doveva nascere all’interno di un immobile, Parco Romani, con vani da 2,7 metri di altezza, quelli di un normale appartamento; l’acquisizione dall’Anas della strada da Santa Maria al Benny hotel voluta per realizzare una rotatoria in cemento armato, cioè quella stessa strada che è costata un milione di euro della collettività nonostante non si trattasse di una arteria interna né esistesse, in questo territorio, una popolazione tale da giustificare l’operazione; i disastri consumati con lo spostamento della stazione Fs dal quartiere Sala a Germaneto; con il teatro Masciari, per il quale si era ipotizzato un acquisto mai concretizzato e che si era, addirittura, tradotto in un contenzioso poi risolto dal sindaco Abramo; i debiti accumulati da tutte le società partecipate, per le quali abbiamo dovuto faticare il doppio per riportarle in equilibrio: un esempio su tutti è quello del Politeama, dove una sola opera lirica era costata 700mila euro; erba incolta, spese pazze, strade piene di buchi e di spazzatura. Se nel nostro caso facciamo l’elenco delle opere realizzate, in quello del centrosinistra dovremmo limitarci alla lista degli scempi compiuti. 

    È legittimo che il Pd tenti con furbizia di accreditarsi nei confronti di una città che l’ha sbattuto fuori, ma provarci affiancando chi ha conquistato il suo tesoretto elettorale parlando male dello stesso Pd, denota quanto i democrat siano arrivati alla frutta senza nemmeno cominciare l’antipasto”.

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