Quantcast

La maionese impazzita del Consiglio comunale di Catanzaro

Le dimissioni prossime di Filippo Mancuso chiariscono ma complicano il quadro. Prossimi smottamenti nel gruppo di Abramo verso il Misto forse preludio all’entrata in Aula della Lega di Salvini

Al Consiglio comunale di Catanzaro anomalia si aggiunge ad anomalia. Finanche la logistica ha la sua bella dote di ambigua sovrapposizione, con la stessa aula che condivide sindaco della Città e presidente della Provincia, così come diversi consiglieri: Lorenzo Costa, Luigi Levato, Ezio Praticò, Giuseppe Pisano, Filippo Mancuso. Il quale Mancuso, poi, detiene il record calabrese, non sappiamo se italiano, della rappresentanza elettiva: è contemporaneamente consigliere comunale, provinciale e regionale, oltrepassando in tal modo il consunto cliché e riuscendo nell’impresa di stare con due piedi in tre scarpe, tra l’altro confezionate su misura a secondo delle circostanze. Al Comune è arrivato nella lista “Federazione Popolare per Catanzaro” che, appena formata la giunta, si è dissolta confluendo nel gruppo “Catanzaro con Abramo”; in Provincia nel 2018 con la lista “Centrodestra per la Provincia”; in Regione nel 2020 con “Lega Salvini”.

Ieri, in apertura di Consiglio, il presidente Marco Polimeni ha letto una lunga mail di Mancuso nella quale, comunicando di non poter partecipare ai lavori in quanto impegnato in una commissione a Palazzo Campanella, ha cominciato a sbrogliare la matassa che si stava imbrogliando sempre più: “… Sto valutando l’opportunità di dimettermi – ha scritto tra l’altro – in modo da concentrarmi solo sul ruolo di consigliere regionale ed allo stesso tempo togliere ogni dubbio di appartenenza partitica in Consiglio Comunale, visto che faccio parte di Catanzaro con Abramo ormai dichiaratamente Forza Italia, mentre io sono e rimango un consigliere regionale della Lega che si appresta ad affrontare un’impegnativa campagna elettorale”.

Con ciò aprendo a una serie di conseguenze che verranno giù una dopo l’altra, come quando si aprono le cateratte e la corrente scivola verso valle, sommergendo ciò che incontra nel procedere, senza molto discernere. Qualche minuto dopo si è alzato dai banchi Luigi Levato, che nel giro di tre mesi è passato da Forza Italia al Misto a Catanzaro con Abramo, per dichiarare il suo rinnovato spostamento, con la fedele collega Carlotta Celi, nuovamente verso il Misto. Questo Gruppo, che per definizione all’esito delle urne non esiste, si è andato gonfiando a dismisura. Il suo presidente, Eugenio Riccio, è diventato il capogruppo più benestante dell’emiciclo, possedendo ben 7 pedine con i nuovi ingressi, inclusa Roberta Gallo ex FI, quando voci sempre più consistenti danno per imminenti altri ingressi.

Voci e sguardi. Nel senso che ieri in Aula bastava uno sguardo verso i banchi solitamente occupati dai consiglieri “Con Abramo” per constatare la splendida solitudine di Giuseppe Pisano, capogruppo, e Fabio Talarico. Così come d’altra parte era assente lo stesso sindaco, per impegni concomitanti, hanno detto. Pisano ha svolto funzioni profetiche: “So già che Levato non sarà l’ultimo a lasciare il mio gruppo, altri lo seguiranno”. Poi si è rivolto direttamente allusivamente all’assessore ai Lavori pubblici che rappresenta il gruppo in Giunta, Franco Longo, espressione però della lista “Federazione Popolare”, quella portata alle urne da Filippo Mancuso.

L’assessore ha rumoreggiato un po’, ma non ha replicato al microfono. I rumors di corridoio, le dicerie dell’eletto, insomma, che sono sempre da prendere con le molle ma alle quali è bene dare un po’ di corda, sussurrano che sarebbero pronti a passare nel Misto anche Demetrio Battaglia, attualmente in Afghanistan in missione militare, e Rosario Mancuso. Anche questa volta si tratterebbe di un passaggio temporaneo, giusto il tempo di organizzare la creazione di un nuovo gruppo di più chiara derivazione Lega, ispirato dall’esterno da Filippo Mancuso, e composto in Aula dai consiglieri Levato, Celi, R. Mancuso, Battaglia.

E guidato addirittura da Eugenio Riccio che in aula, ieri, ha detto, nel proclamare la sua assoluta indipendenza partitica, “di avere sempre votato per partiti di estrema destra”. Non giureremmo su questo passaggio da capo da un gruppo all’altro, ma perlomeno non sarebbe dissonante dal punto di vista ideologico. Se così è, assorbe luce diversa la piccola schermaglia verbale tra Pisano e Longo: con l’eventuale costituzione di un gruppo Lega in Consiglio, l’assessore dovrebbe chiarire la sua posizione politica, se insomma è più vicino a Filippo Mancuso oppure a Sergio Abramo, e da ciò prendere la decisione binaria: dentro o fuori la giunta.

Perché in fondo questo sta dilaniando il centro destra catanzarese: mentre al momento Fratelli d’Italia di Wanda Ferro sta a guardare, lievita la lotta in vista elezioni regionali tra un fronte Abramo-Tallini-Esposito, tutto dentro al perimetro di Forza Italia, e il fronte Lega. A complicare le cose, c’è il problema legato a Roberta Gallo che è ancora vice presidente del Consiglio, così designata da Forza Italia. Ci sarà da sostituirla, prima o poi, dopo che il gruppo ha risolto il suo organigramma designando al posto prima occupato da Gallo la giovanissima Giulia Procopi, ieri al suo esordio nel nuovo ruolo.

Come ulteriore smottamento causato dalle annunciate dimissioni di Filippo Mancuso da consigliere comunale, c’è da ricordare che nell’Aula Rossa – ogni tanto è bene ricordare i cari estinti – entrerà la prima dei non eletti in Federazione Popolare, ossia Ana Altomare. Mentre in Consiglio provinciale, essendo questo un Consiglio di secondo livello in cui c’è posto soli per gli eletti ed esercitanti nei Consigli comunali, al posto di Filippo Mancuso salirebbe Andrea Amendola, il primo dei non eletti nella lista “Centrodestra per la Provincia”. Un esponente vicino a Mimmo Tallini al posto di Filippo Mancuso. Tutto si tiene, in politica. Ma molto, tanto, si sgancia e si sfa, come maionese impazzita.