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Calabria Lavoro, Felice Iracà nominato nuovo commissario

Prende il posto del direttore generale Giovanni Forciniti, il cui incarico era terminato a marzo 2021

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    La Giunta regionale della Calabria nella seduta odierna, su proposta dell’assessore al Lavoro, Fausto Orsomarso, ha nominato Felice Iracà nuovo commissario dell’azienda in house Calabria lavoro. L’incarico durerà sei mesi, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per la nomina del nuovo direttore. La nomina non prevede alcun esborso aggiuntivo per l’ente, al netto dei rimborsi delle missioni effettuate. Iracà è dirigente di ruolo del dipartimento Programmazione unitaria della Regione Calabria.

    Calabria Lavoro, organismo in house della Regione Calabria, è stata istituita con legge regionale del febbraio 2001 quale Ente pubblico economico, dotato di personalità giuridica e autonomia organizzativa, amministrativa, contabile e patrimoniale. Mission dell’azienda è – si legge nel portale dedicato – “assistere la Regione nelle funzioni di normazione, programmazione, indirizzo, coordinamento, vigilanza, controllo e verifica nelle materie relative alle politiche attive del lavoro con l’obiettivo di incrementare l’occupazione, la nuova imprenditorialità, favorire il reinserimento lavorativo e incrementare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro”. Insomma, occupare uno snodo vitale del destino economico e sociale della Calabria.

    La sede centrale di Calabria Lavoro è a Reggio Calabria. Particolare secondario se non superfluo, si potrebbe obiettare. Non tanto, per dire il vero, poiché da sempre, dalla sua istituzione, Calabria Lavoro è stata considerata “feudo” della politica reggina. Tanto che la provenienza cosentina dell’ultimo direttore generale, Giovanni Forciniti, ex sindaco di Mirto Crosia, nominato nel 2018 da Mario Oliverio, è stato uno delle scintille che hanno alimentato il fuoco di polemiche che ne ha caratterizzato la gestione, oltre che una asserita scarsa esperienza nel campo d’azione di Calabria Lavoro, essendo stato negli anni precedenti a capo dell’Aci di Cosenza prima di essere chiamato come assessore ai Trasporti nella giunta provinciale di Cosenza dal presidente protempore Oliverio. La nomina era di durata triennale ed era scaduta a marzo 2018.

    Ciononostante Forciniti era rimasto al suo posto, in tempo per essere al centro di un’ultima polemica sull’entità dei compensi ricevuti in base al contratto individuale stipulato in seguito alla sua nomina. Tutto regolare, secondo l’ormai ex direttore generale che è tra l’altro imputato nel procedimento “Passepartout” che si sta svolgendo in Corte d’Assise a Catanzaro per il quale Mario Oliverio e Nicola Adamo insieme ad altri devono rispondere di presunte irregolarità in appalti pubblici a Cosenza. Tra gli altri appaiono anche Fortunato Varone, ora dg della Protezione civile ma nel 2019 dirigente generale del dipartimento Sviluppo economico, e Giovanni Forciniti per un filone parallelo al principale, relativo proprio all’incarico ricevuto a Calabria Lavoro dal quale sarebbe derivato un ingiusto vantaggio patrimoniale.

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