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Tassone, ritroviamoci in un’Assemblea Congressuale della Unione dei democratici cristiani e di centro

L’unità, la convergenza operativa delle nostre idee può essere il fatto nuovo

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Riceviamo e pubblichiamo.

Carissimi, molti di noi sono stati partecipi dei momenti significativi che hanno visto il dissolversi della esperienza dei cristiani democratici. Negli anni 1992-‘93 di tangentopoli fu messo in atto un disegno che riuscì a smantellare i partiti (eccetto il PCI, i suoi derivati sostenuti da attivi centri culturaleggianti) e la politica. Le istituzioni e la rappresentanza democratica eletta furono sequestrati, delegittimati da un gruppo di spericolati procuratori “assistiti” da un clima giustizialista che spazzava via, non solo i corrotti (ben pochi come poi risultò dai processi) ma anche la storia migliore del Paese, con il suo carico di valori, di ideali e di umanità. Partiti che avevano posto le fondamenta dell’Italia, dopo la guerra, furono polverizzati.

La classe dirigente anche della DC cedette. Non seppe opporsi per debolezza di alcuni, connivenza di altri a disegni eversivi per opportunismo e viltà. È noto quello che accadde con le elezioni del ’94 che si tennero con un sistema elettorale che di fatto chiudeva una fase di partecipazione democratica. E poi ancora il Congresso del Ppi con la elezione a segretario di Rocco Buttiglione, la scissione del Ppi, la nascita del CDU che era riuscito a preservare il simbolo dello scudo crociato. Ancora l’accordo, alle elezioni politiche del 1996, tra il Ccd nato dalla scissione da coloro che non avevano condiviso l’operazione Ppi di Martinazzoli e il CDU di Buttiglione. Con il CCD, CDU e Democrazia Europea di D’Antoni, nasceva l’UDC nel Congresso del dicembre del 2002 alla Fiera di Roma che ebbi l’onore di presiedere. Fu quello il suggello di un impegno per garantire una casa comune per tanti amici democratici cristiani. I fatti sono noti. Abbiamo lavorato raggiungendo anche risultati apprezzabili che facevano ben sperare. Poi confusioni e decisioni di imboccare strane scorciatoie con scelte non politiche ma personalistiche, hanno dissolto un sogno costruito con grande volontàPropongo di riprendere quel sogno, di recuperare progetti civili che erano soprattutto la nostra scelta politica e di vita. Non possiamo accettare di stare ai margini, di non avere spazi e ruolo nella geografia politica del Paese. Abbiamo il dovere di arrestare l’oblio di una storia di intensa umanità. Dobbiamo reagire perché venga restituito il primato alla Politica. Allora ritroviamoci in una fase che rifondi e rigeneri quello che avevamo tentato di fare. Si indica una grande Assemblea Congressuale della Unione dei democratici cristiani e di centro. Rimettiamo nel circuito il nome con cui nasceva l’Udc restituendo la dignità di un “titolo” manipolato abusivamente, che era un progetto politico che va oggi riproposto con forza. Si ricorderà che analoga proposta, che fu definita il “lodo Tassone”, la avanzai al Congresso dell’Udc del 2014. Chiedevo allora di riflettere, di eleggere organi provvisori per riavviare un processo di ricomposizione e ritornare alle origini. Non ci sarebbe stata la nascita del NCDU e l’assemblea, organizzata da me e da molti amici, al Parco dei Principi dopo alcuni giorni, avrebbe indicato il percorso della ricomposizione.

Ritroviamoci tutti gli amici di ieri e i tanti che da tempo sono nella Federazione Popolare dei democratici cristiani privilegiando la dialettica in una dimensione inclusiva. L’unità, la convergenza operativa delle nostre idee può essere il fatto nuovo. Il centro, affollato da tanti personaggi, è arido di idee ma ricco di tante autoreferenzialità e fastidiose prosopopee. Riportiamo al centro della politica il popolarismo che è per noi come ieri la conquista di spazi di libertà e di democrazia. E la libertà e la democrazia si difendono attraverso la partecipazione. La partecipazione che è stata sacrificata dai sistemi elettorali senza preferenze che hanno prodotto parlamentari nominati. Ce la possiamo fare. Bisogna avere coraggio e consapevolezza di rappresentare una fase politica che era dominata da Statisti e da Giganti. Questa è la nostra forza, il nostro orgoglio: alzare gli occhi guardare in alto, andare avanti e ritrovare se stessi nell’impegno politico vissuto, finalmente, come servizio!

Mario Tassone

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