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Perso finanziamento per ferrovia Catanzaro-Lamezia, Pitaro: “Ripristinare stazione Sala”

Interrogazione del consigliere regionale al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore ai Trasporti: "Non esistono impedimenti di carattere tecnico"

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«Non esistono impedimenti di carattere tecnico ai fini del ripristino del funzionamento della stazione ferroviaria di Catanzaro Sala che, dismessa nel 2008, continua a essere inattiva. Non si capisce quale sia la logica di scelte il cui esito – mentre si è drammaticamente perso il finanziamento europeo di 180 milioni per il potenziamento della tratta ferroviaria Catanzaro-Lamezia Terme – porta a immobilizzare una città, impedendo crescita e sviluppo».

Il consigliere regionale Francesco Pitaro, in un’interrogazione a risposta scritta al Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore ai Trasporti, spiega che «fino a quando è stata funzionante, la stazione di Catanzaro Sala ha costituito un punto di riferimento importante per gli spostamenti dei cittadini, che hanno potuto accedere ai treni direttamente da ogni parte della città che ha, di conseguenza, beneficiato della “movimentazione” determinata dalla presenza della stazione. Poi, nel 2008, è calato il buio e la dismissione della stazione ha acuito le inefficienze dei servizi per una città già in sofferenza per squilibrio urbanistico e crisi economica e sociale. E a poco è servita la realizzazione della stazione di Germaneto che, pur essendo funzionante, di fatto non è congruamente utilizzata».

Nell’interrogazione Pitaro ha poi espresso il suo supporto alle «trenta associazioni che da anni si battono per ottenere il ripristino del funzionamento della Stazione di Catanzaro Sala, la cui riattivazione permetterebbe a un grosso bacino di persone e utenti di fruire di questa importante infrastruttura. A tale scopo, nell’interrogazione il consigliere regionale chiede al Presidente della Regione e all’Assessore ai Trasporti
di chiarire quali atti e iniziative intendano porre in essere affinché la stazione ripristini le sue tipiche funzioni e torni a svolgere un servizio indispensabile per la comunità».

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