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Letta e Conte alla ricerca del candidato condiviso e inclusivo

I due ex premier saranno in Calabria insieme, mentre spuntano altri nomi dalle cronache nazionali

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Se chiedete a chiunque faccia sfoggio della frase attribuita a Corrado Alvaro ”I calabresi vogliono essere parlati” – esiste anche la versione singolare “Il calabrese vuol essere parlato”, e anche la versione traslata dal dialetto “I calabresi vogliono parlati – da quale opera, scritto o discorso dello scrittore sia tratta, pochi – o nessuno – sanno rispondere. Tanto da far dubitare dell’attribuzione. Anche se, effettivamente, calza bene nelle frequenti occasioni quando si affronti l’apparente difficile problema relazionale della Calabria con il resto del mondo. Apparente perché nella realtà ci sono calabresi dovunque e per la maggior parte integrati perfettamente, e anche in posizione di preminenza nelle professioni, nei mestieri, nelle arti. Costoro che citano Alvaro sono solitamente nella postura argomentativa di chi distribuisce equamente tra le parti il carico di responsabilità sull’asserita incomunicabilità e successiva incomprensione dei fenomeni calabresi, siano essi di pertinenza del carattere, della società, della sanità, della politica. Insomma, se la non comprensione è colpa di chi spiega e non trova le parole giuste o di chi ascolta e non presta la dovuta partecipazione.
Costoro, pertanto, dovrebbero essere particolarmente contenti dell’attenzione che la Calabria sta ricevendo sui media in riferimento alla scelta del candidato alla presidenza della Regione da parte dello schieramento che per comodità di esposizione diciamo di centrosinistra. L’ultima occasione è venuta da Mezz’ora in più, il domenicale Rai di Lucia Annunziata, durante il quale Giuseppe Conte, nella veste di leader del M5s, ha risposto sulle questioni elettorali calabresi: “Sulla Calabria stiamo facendo un gran lavoro insieme al Partito democratico, abbiamo costruito le premesse per avere un candidato comune, espressione della società civile”, ha detto e, ancora “per battere il centrodestra dobbiamo offrire qualcosa di più, in Calabria dobbiamo offrire qualcosa per il risveglio e il riscatto. Dobbiamo valorizzare le energie della Calabria in un campo ampio di centrosinistra dove ci sarà anche il M5s come pilastro”.

Ma anche altri media stanno dedicando finalmente il giusto spazio alle vicende politiche calabresi: quasi tutti i giornali nazionali, sia di carta che su web, parlano dei calabresi impegnati in politica, una fattispecie antropologica che indubbiamente ha le sue peculiarità. Molti hanno seguito con partecipazione la vicenda umana e politica che ha interessato Nicola Irto, il suo essere giovane e competente e, nonostante ciò, o proprio per ciò secondo i perfidi, invitato a farsi per il momento da parte. In nome di una più ampia condivisione nel campo grande del centrosinistra. Anche Repubblica di oggi, in un articolo di Giovanna Vitale, giornalista lametina da molti anni colonna del giornale diretto da Molinari, dedica ampio spazio alla vicenda, avventurandosi nel terreno insidioso dei nomi che spuntano dietro la selva degli incontri riservati e delle trattative che certamente esistono. Per la cronaca Vitale, in ordine di probabilità ma non assegnando a nessuno vere e proprie indicazioni, fa i nomi del “re” delle cravatte Maurizio Talarico della serie “a volte ritornano”, e dei due editori Florindo Rubbettino, anch’egli già indiziato nelle trattative delle passate elezioni, e il catanzarese Carmine Donzelli.

Intanto c’è da registrare la mezza apertura che viene da Anna Falcone, fondatrice di “Primavera della Calabria” fresca dell’apparentamento con Luigi De Magistris. Falcone ha già inviato una lettera aperta a Enrico Letta, segretario Pd, e, prendendo spunto dall’intervento di Conte, oggi scrive: “Non si può lasciare la Regione in mano alla destra, ma neppure a chi ha blindato i partiti di centrosinistra facendone roccaforti di potere personale, che bloccano il futuro dei calabresi e lo sviluppo sano della Regione”. E, ancora: “Giuseppe Conte, Enrico Letta, lo dico con il massimo rispetto istituzionale e politico, ma con altrettanta nettezza e sincerità: è il momento di dimostrare coerenza e coraggio, è il momento di dire da che parte si sta, per chi si parteggia: per noi calabresi, o per chi pensa di poterci ancora ‘ricattare’?”, facendo riferimento al laboratorio politico da lei avviato il 21 marzo con il motto #dalricattoalriscatto, per la costruzione di “un futuro di diritti e dignità uguali per tutti i calabresi”.

Di tutto questo lavorio è frutto l’annunciata visita congiunta di Enrico Letta e Giuseppe Conte in Calabria, prevista per la settimana in entrata. Alla ricerca del candidato condiviso, inclusivo, espressione della società civile.

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