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Si dimette l’assessore Sculco, giornata difficile per la giunta Abramo e per Forza Italia

In mattinata il consigliere Gironda lascia il gruppo del sindaco, nel pomeriggio giungono le dimissioni dell’assessore Alessio Sculco dalle Attività economiche. Forza Italia alla ricerca di un sostituto interno, ma Rosario Lostumbo avrebbe rifiutato

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In mattinata era arrivato il cambio di sedia di Francesco Gironda: dal gruppo di “Catanzaro con Abramo” al Misto. Un comunicato secco, senza spiegazioni. Né, a dire il vero, nessuno ha pensato di chiederle al consigliere eletto con la lista di Officine del Sud, per la quale era stato anche in predicato di diventare capogruppo dopo che per dissapori interni il posto era stato lasciato libero da Giuseppe Pisano.

Sennonché a febbraio 2020 nel gruppo è entrato Lorenzo Costa proveniente dal Pd e Gironda si è fatto gentilmente da parte, per poi passare dopo due mesi nel Misto accolto dall’allora presidente Antonio Triffiletti qui proveniente da Forza Italia e poi transitato bagagli senza armi nel gruppo Udc. Questo a inizio mese, perché a fine maggio Gironda entrava a fare parte del gruppo “proprietario” del sindaco Abramo, accolto questa volta dal capogruppo Pisano che nel frattempo lo aveva colà preceduto. Sì, c’è da far girare la testa, e in questo senso il nome aiuta.

Fatto sta che la fuoriuscita di Gironda dal gruppo di Abramo è l’ennesima della serie, e se continua così il gruppo “Catanzaro con Abramo” corre il rischio di variare in “Abramo senza gruppo”.

Questa di Gironda che in tempi normali poteva essere considerata già una tegola in testa per la tranquillità delle sorti di giunta e maggioranza, in realtà aveva le dimensioni e l’impatto un dicotiledone di fagiolo rispetto a quanto si preparava nel pomeriggio, quando giungevano improvvise le dimissioni dalla giunta di Alessio Sculco, delegato con onore alle Attività economiche, per le quali aveva dedicato tempo e capacità per tutto la durata del mandato, ampiamente riconoscendogli proficuo impegno, ultimo lo sforzo ben calibrato nel rendere in poco tempo operativo l’hub vaccinale all’Ente Fiera.

Sculco, di professione avvocato, ha comunicato di suo pugno le dimissioni, da intendere non solo dalla giunta ma dall’attività politica in toto per soverchianti impegni professionali, ovviamente ringraziando tutti coloro che erano da ringraziare: oltre ai collaboratori del Settore, il sindaco Abramo e i colleghi di giunta, i dirigenti di Forza Italia nella cui lista era stato eletto nel 2017, ovvero il coordinatore provinciale Domenico Tallini e il coordinatore cittadino Ivan Cardamone.

Il messaggio, che pubblichiamo a parte in integrale, (leggi qui la nota diramata da Sculco) è molto articolato e contiene, nella parte finale, accenti di convinta partecipazione quando, rivolto a operatori economici e concittadini, li ringrazia per avergli “fatto sentire sempre il loro sostegno, specie nei momenti più difficili. É stata la forza grazie alla quale sono riuscito ad andare avanti, ed è a loro e alla mia Catanzaro che va il mio abbraccio più forte e ricco d’affetto”.
La prima reazione è venuta dagli esponenti di punta di Catanzaro da Vivere, Marco Polimeni e Alessandra Lobello. Con belle parole il presidente del Consiglio e l’assessore al Patrimonio si dicono dispiaciuti per la decisione del collega, di cui rimarcano lo spessore conferito in giunta: “Una figura giovane come quella di Sculco ha portato idee, competenza, professionalità e anche un modo di fare sempre improntato alla lealtà e alla correttezza. Su uomini come lui abbiamo impostato, e avremmo voluto continuare a farlo, un discorso incentrato sullo sviluppo della classe dirigente del futuro e ci saremmo aspettati che anche i partiti condividessero questa nostra idea”.

Fin qui l’ufficialità. Che è importante. Ma non basta. Alla scadenza del mandato manca ancor meno di un anno, e, pertanto, anche difronte alle necessità professionali, è plausibile pensare che un sacrificio in tal senso lo si sarebbe potuto richiedere, ottenendolo, al giovane e valente assessore.

L’accenno finale, poi, del commento di Polimeni e Lobello, quel loro aspettarsi dai partiti la condivisione di un’idea incentrata su una nuova classe dirigente del futuro, fa pensare che i partiti, appunto, abbiano avuto la loro parte nella sofferta ma ferma decisione di Sculco.

Da qui parte il lavoro del cronista che deve riferire di quanto si dice sulla vicenda al di fuori, prima e dopo l’ufficialità. Alessio Sculco è giovane serio. Lo si ricorda già nella passata consiliatura, quando era assessore con delega all’Avvocatura e agli Affari Generali, difendere a gran voce e con argomentazioni vere la linearità di quanto a lui affidato anche di fronte alle contestazioni che gli provenivano da un’opposizione allora ben più granitica e performante dell’attuale.

Non aveva gettato la spugna allora, e occorre chiedersi perché lo abbia fatto adesso, nonostante “la forza con la quale sono riuscito ad andare avanti”. Non abbiamo certezze, se non una sensazione e un indizio. La sensazione è che in qualche modo le dimissioni di Sculco siano state forzate, ovvero rese inevitabili e improcrastinabili non da una esplicita richiesta da parte del sindaco o del partito di Forza Italia, ovvero delle due figure istituzionali che in tal senso avrebbero potuto esercitare tale volontà, del resto, ripetiamo, non esercitata.

Una conferma implicita, d’altra parte, viene dalla stessa nota diramata da Forza Italia in seguito alle dimissioni: “Prendendo atto della sua scelta – hanno commentato il capogruppo di Forza Italia, Giulia Procopi, e il Coordinatore Provinciale, Domenico Tallini, il quale ha apprezzato il garbo e lo stile che ha avuto nel rimettere l’incarico nelle mani del partito – raccogliendo le istanze di tutto il gruppo consiliare e assessori ecc…”.

Forse un’asserzione tra le righe, forse un lapsus freudiano, non si sa. Sappiamo, anche, che fino a due settimane fa soltanto, un colloquio diretto con Sculco non aveva in nessun modo lasciato trapelare nessuna intenzione di lasciare il lavoro amministrativo a metà. Anzi. L’assessore si dimostrava contento di come andavano le cose, vedeva le attività economiche in ripresa, guardava con fiducia al prossimo ampliamento della capacità vaccinatoria all’hub, spendeva parole di lode incondizionata per i collaboratori del settore.

L’indizio è che da subito si è cercato di trovare un sostituto a Sculco. Il che equivale a dire che le dimissioni di Sculco non siano giunte come fulmine a ciel sereno, ma in qualche modo previste o prevedibili. Frutto maturato al sole sempre più rovente delle elezioni regionali imminenti che condizionano fortemente tutte le amministrazioni locali calabresi, e quella di Catanzaro più di ogni altra.

Per sostituire Sculco è stato contattato Rosario Lostumbo, attualmente consigliere nel gruppo di Forza Italia anche se in posizione non sempre ortodossa e critica in diversi passaggi d’aula. Lostumbo è passato nel gruppo azzurro dopo essere stato eletto in Consiglio con 875 voti nella lista Catanzaro in Rete, che correva nel 2017 accanto a Ciconte candidato sindaco.

Qualora Lostumbo andasse in giunta, salirebbe in Consiglio il primo dei non eletti nella lista con 711 voti, ovvero Emanuele Ciciarello, che non è ancora assurto alle cronache ma è l’ultimo rampollo politico della dinastia omonima. Per le prossime regionali Forza Italia cittadina qualora le cose andassero nel verso descritto al posto di uno Sculco defilato e non più convinto sostenitore dell’idea, potrebbe contare su due importanti riserve di voti che tradizionalmente seguono i candidati Lostumbo e Ciciarello.

L’indizio riportato non è voce isolata, ma è stato riscontrato in modo autonomo da più fonti. L’inghippo è che, da quanto si apprende, Rosario Lostumbo avrebbe rifiutato l’offerta. Forse perché non convinto della delega, forse perché attratto da altre sirene politiche regionali. Un problema in più per Tallini e Forza Italia, un problema in più per Abramo e la sua giunta, in dirittura d’arrivo.

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