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Calabresi, ecco a voi il ticket Occhiuto-Spirlì

Arriva la designazione ufficiale del capogruppo azzurro alla Camera. Qualche sorpresa per l’indicazione anticipata del vice. Soddisfazione del candidato per il centrodestra che nella prima nota “dimentica” di avere già un vice d’ufficio

È finita con un compromesso all’antica. Roberto Occhiuto è il candidato presidente per il centrodestra alle elezioni di ottobre per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria. Mancava l’ufficialità di un annuncio autorevole e, nel giro di poche ore ne sono venuti due.
Un post su Facebok di Silvio Berlusconi: “Roberto Occhiuto, eccellente imprenditore e nostro bravissimo capogruppo alla Camera dei deputati, è il candidato del centrodestra alla guida della Regione Calabria. Sarà capace non solo di vincere le elezioni, ma anche di governare bene una Regione bellissima, che ha molte potenzialità inespresse. Non vedo l’ora di tornare in Calabria per dare il mio contributo. Forza, Roberto! Forza Calabria!”.

E, a ruota, una nota diffusa da Matteo Salvini, al termine dell’ennesimo vertice di centrodestra per lo scioglimento progressivo dei nodi elettorali nelle grandi città: “Ogni settimana ci troviamo e risolviamo con scelte unitarie. In Calabria ci sarà il ticket Occhiuto-Spirlì, valorizzando passato presente e futuro, sono contento e contiamo di avere altri 5 anni di buon governo per dimostrare al mondo quanto è onesta, pulita e laboriosa la Calabria, fortunatamente sempre più lontana da stereotipi di ‘ndrangheta e mala amministrazione”.
Alla fine, Tajani, Salvini e Meloni hanno optato per il ticket Occhiuto-Spirlì. In linea con la tendenza unitaria che anima Berlusconi e Salvini, anche se con accenti diversi l’un l’altro, verso la fusione nel partito unico o più verosimilmente verso una federazione. La vicepresidenza assegnata d’ufficio a Nino Spirlì è un fatto nuovo nella prassi elettorale dei partiti. Di solito si preferisce salvaguardare l’autonomia quantomeno formale del presidente eletto al quale viene devoluto il compito di formare giunta e indicare il suo vice come primo atto ufficiale e politicamente significativo dell’eletto direttamente dal popolo votante. Questa volta si è fatto diversamente, il che vuol dire due cose. La prima, che giustifica il temporeggiare sull’annuncio dato per imminente ormai da un paio di settimane e continuamente rinviato, è che Spirlì, effettivamente, una sua opzione per la candidatura l’ha posta ai vertici della Lega, forse nel corso degli ultimi Stati generali in Calabria.

La seconda, è che Roberto Occhiuto sarà stato certamente coinvolto nella decisione sul ticket, e che alla fine abbia dato il suo consenso. Quanto agevole e convinto non sappiamo ancora. Lo Spirlì vicepresidente di Occhiuto, se mai sarà, non è lo stesso Spirlì vicepresidente di Santelli, assurto agli onori politici da autentico outsider e semmai conosciuto per altre performance in campo giornalistico e di spettacolo, molto in disparte nelle vicende amministrative prima della sua avanzata nell’organigramma nella veste di facente funzioni. Spirlì è in questi mesi diventato onnipresente e quasi onnisciente, straripante nel ruolo, galvanizzato dalle continue attenzioni mediatiche nazionali non sempre commendevoli.

La prima reazione ufficiale di Roberto Occhiuto alla designazione è infarcita di ringraziamenti: a Berlusconi, a Tajani, a Renzulli, a Mangialavori, a Salvini e a Meloni. Nessun accenno al “suo” vicepresidente, con il quale dovrà convivere per cinque anni, se le cose andranno secondo desiderata. Può essere una dimenticanza dettata dall’emozione del momento, anche se certo non inaspettato. Oppure indicare un contenuto distacco, un obbedir tacendo, e poi andando vedendo.