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Non c’è pace a Palazzo De Nobili, tra un rimpasto di giunta che non lievita e il Mancusexit

Filippo Mancuso lascia il Consiglio comunale, mentre è in stand by il rimpasto che prevede Lostumbo alle politiche sociali, Cavallaro alle Attività economiche e Concolino all’Ambiente

C’è una regola non scritta in politica, ma valida a tutte le latitudini: i rimpasti o si fanno subito oppure vengono male. È una prescrizione mutuata dalla fisica e dalla chimica: le reazioni che consentono alla pagnotta di lievitare per bene non possono durare più di un tot di minuti o di ore. Se si oltrepassa il tempo limite l’impasto perde di consistenza, le bollicine si afflosciano, la tensione superficiale perde di efficacia, tutto si affloscia e non se ne fa più niente.

Il rimpasto della giunta Abramo quater è nella condizione borderline, pericolosamente oscillante tra il pronto per andare in forno o il ritorno sul tavolaccio dell’impastatrice. Perché l’Uomo del Mulino non ha ancora detto sì, non ha ancora detto no. Assodato che Alessio Sculco ha detto basta ed è uscito dalla giunta, ricevendone in buonuscita la possibile ambita candidatura a primo sindaco dell’era post Abramo, si è capito che la tendenza prevalente è cambiare qualcosa per non cambiare niente. È un Gattopardo in chiave minimalista, ma è quello che passa il convento di santa Chiara ai tempi d’oggi. Per cui la soluzione più a portata di mano è sembrata quella di limitare il rimpasto all’interno del perimetro di Forza Italia, che in giunta annovera Ivan Cardamone alla Cultura e alle Partecipate, Lea Concolino alle Politiche sociali, Domenico Cavallaro allo Sport e all’Ambiente. Come si sa, per sostituire Sculco è stato subito contattato Rosario Lostumbo, consigliere nel gruppo di Forza Italia. Ma, poiché le Attività economiche non incontrano il gradimento di Lostumbo, gli si è offerta la delega da lui prediletta, quella delle Politiche sociali. Dando con ciò inizio al balletto del “Fatti più in là”, copyright Sorelle Bandiera in Quelli della Notte: Lostumbo alle Politiche sociali, Concolino allo Sport e Ambiente, Cavallaro alle Attività economiche. Cardamone, no. Su Cardamone non si può, come sulla lattina dei pomodori De Rica. Anche perché ha già restituito un Patrimonio, che è quanto dire.

Senonché capita che questo rimpastino, delineato in fretta e in furia per parare il commiato inatteso di Sculco, rimanga in stand by per giorni e giorni. Evidentemente qualcosa non va nel disegno generale o nelle singole posizioni. Poiché la rotazione è del tutto interna alla delegazione di Forza Italia, è probabile che il sindaco Abramo abbia devoluto ogni decisione a Domenico Tallini, da cui si attende il placet definitivo.
Anche perché Abramo deve parare l’ultima tegola che lo ha sfiorato nella parte terminale del suo tragitto da sindaco, molto accidentata per dire il vero. Arrivano le dimissioni di Filippo Mancuso da consigliere comunale. Mancuso era stato primo eletto nella lista Federazione popolare per Catanzaro ma aveva poi aderito con convinzione al gruppo “proprietario” del sindaco, Catanzaro con Sergio Abramo. Mancuso aveva già scritto in via ufficiale al presidente del Consiglio Polimeni della sua intenzione di dimettersi, quindi nessuna sorpresa. Motivazione: vuole dedicarsi completamente al lavoro di consigliere regionale che lo assorbe in toto. Più plausibile che le divergenze accumulate con il sindaco negli ultimi mesi, sia dal punto di vista amministrativo che politico, siano arrivate a un punto non più aggirabile. Curioso che anche il secondo degli eletti nella stessa lista, Demetrio Battaglia, abbia fatto sapere di volersi dimettere, anche se nulla di ufficiale è ancora giunto alla presidenza. In ogni modo, a viaggiare ad ampie bracciate come Federica Pellegrini, verso l’ambito approdo nel Consiglio comunale, e con l’abbrivio che le deriva dall’ampio preavviso, è la prima dei non eletti, Anna Altomare.

Da notare che le dimissioni da consigliere comunale comportano per Filippo Mancuso la contestuale decadenza da consigliere provinciale. Se i calcoli non sono errati, a prendere il suo posto a Palazzo di Vetro è Andrea Amendola, consigliere comunale di Obiettivo Comune, satellite di Forza Italia. Anche in Consiglio provinciale cambiano quindi leggermente gli equilibri, e non è detto che questo sia estraneo al perdurare dell’incerta definizione del rimpasto di giunta a Palazzo De Nobili.