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Pd e M5s alla prova del dopo casting

All’indomani delle versioni concordanti di Ciconte e Cristallo c’è attesa per quanto dirà Maria Antonietta Ventura in merito alla sua designazione a candidata per il centrosinistra

L’ultimo velo l’ha squarciato Enzo Ciconte nell’intervista concessa a Domani, raccontando la storia della sua candidatura durata lo spazio di pochi giorni, il tempo sufficiente a Francesco Boccia per venire in Calabria, sondare il terreno del Pd regionale, rendersi conto che poteva farne ciò che più gli aggradava e piazzare il nome della candidata che chissà da quanto tempo aveva in mente. Anzi, avevano in mente. Boccia, Letta e Conte. Solo, prima di esplicitarla, bisognava che il contesto fosse costruito. Perfezionare cioè il disegno strategico del nuovo centrosinistra da qui al 2023, anno delle nuove politiche. Quando Pd e M5s potranno forse affrontare ad armi pari la concorrenza, con qualche speranza in più delle attuali di tenere botta e possibilmente vincere. L’importante è arrivarci senza scossoni. La Calabria la considerano già perduta. E poi, obiettivamente, risulta davvero periferica e senza importanza strategica. Con i suoi pochi abitanti, il suo povero Pil, il sentore che si porta addosso di regione irrimediabile. Persa per persa, meglio non complicare le cose con nuove formule, nuove aperture, addirittura il pensiero di poter addirittura vincere se mai De Magistris deponesse l’arma di guerra e una buona percentuale di disillusi dal voto tornassero ad esercitare il loro diritto dovere di contribuire alla direzione politica della regione in cui sopravvivono.

Sostiene Ciconte che il Pd calabrese, nelle sue espressioni istituzionali, consiglieri e deputati, le sole entità visibili al di là del muro incrollabile del commissario, vuole solo tirare a campare, assicurarsi il massimo che riesce ad arraffare in postazioni al Consiglio regionale e nei collegi parlamentari. Il resto è sistema feudale di potere, come sostenuto d’altra parte da voce insospettabile, quel Nicola Irto parte II che avrebbe dovuto chiedere sostegno e voti ai feudatari che aveva poco prima immedesimato nei di partito. La versione di Ciconte combacia con quella che il giorno prima aveva fornito Jasmine Cristallo, portavoce, unica e sola aggiungono i detrattori, del Movimento delle Sardine. In ogni modo, due testimonianze collimano. Si dirà che vengono dalla cordata perdente e pertanto potrebbero essere dettate dallo sconforto e dalla disillusione. E allora non bisogna fare altro che aspettare la versione dei vincitori, se così si può dire.

La signora Ventura, delegata regionale Unicef, oltre che imprenditrice del ramo costruzioni ferroviarie, si presenterà quanto prima, crediamo, alla stampa e all’opinione pubblica. Ha già anticipato che vuole vedere per primi i sindacati per parlare con loro del principale problema calabrese, che individua nel lavoro. Una mossa apprezzabile, che però dà adito a sospetto opportunismo, considerata la fonte. Nell’occasione si presume sarà accompagnata da qualcuno dei suoi proponenti, o ambedue. Chissà, forse gli stessi Letta e Conte che avevano preannunciato una loro visita in tandem con una nota precedente però all’indicazione della candidata, forse in ciò accelerata per via della definitiva scelta del candidato della destra, anzi del ticket Occhiuto-Spirlì che secondo le intenzioni del tris Meloni Salvini Tajani congiunge il vecchio con il nuovo, in un blocchetto in cui non si distingue bene da che parte sta il nuovo che dovrebbe essere dalla parte di Roberto che però è più vecchio del nuovo che dovrebbe essere rappresentato da Nino ma che nella fattispecie è il vecchio perché vivacchia da tempo come facente funzione e prima ancora come vice. Ci daranno finalmente la loro versione della scelta, del metodo utilizzato. Siamo tutti pronti ad ascoltare, anche per smentire o solo correggere la ridda di ipotesi che circolano in merito alla designazione, che mettono in ballo comuni ascendenti pugliesi, antiche amicizie ultimamente rinverdite, attrazioni fatali da fashion style, convenienze d’impresa, residuati giudiziari.

Ne ha già scritto Alessandro De Angelis due giorni fa su Huffington Italia, in un illuminante articolo intitolato “Pd e M5S sono diventati ultragarantisti, forse anche troppo”. A cui rimandiamo. Da parte nostra possiamo solo assicurare che seguiremo le performance elettorali di Maria Antonietta Ventura senza pregiudizi, con obiettività, con curiosità. Così come faremo con gli altri candidati che, allo stato, sono Roberto Occhiuto, Luigi De Magistris, Ernesto Magorno e Carlo Tansi. Il rapido elenco fa risaltare come quantomeno il fattore casting fortissimamente voluto da Letta Conte e Boccia ha trovato buona, anzi, ottima soddisfazione.