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L’aplomb quasi inglese del Pd aspettando la “Variante XYZ”

Prime reazioni dopo la rinuncia di Ventura. Il Nazareno la prende con filosofia, IV ci marcia e De Magistris offre rifugio ai disorientati

Per il Pd potrebbe essere una soluzione abbassare le saracinesche ed esporre un cartello: Chiuso per inventario. Dopo il ritiro di Maria Antonietta Ventura, repentino e maturato in non più di quarantott’ ore, sarebbe il caso che Letta e Boccia e Speranza (Conte in questo momento ha altro cui pensare) dessero uno sguardo a quanto rimasto in magazzino dopo averlo ampiamente sfoltito nelle settimane e nei mesi passati.

L’impressione dall’esterno, incollando gli occhi alla vetrina, è che non sia rimasto molto. Forse roba in sconto, o comunque già passata in rassegna e, per un motivo o l’altro, scartata. Ma ieri sera, dopo la diffusione della decisione dell’imprenditrice Ventura, la prima reazione del Pd è stata di una calma sorprendente.

“Il passo indietro di Maria Antonietta Ventura – hanno detto fonti rimaste anonime del Pd centrale – è una scelta di sensibilità che rispettiamo”. E, ancora, il passo laterale di Ventura “è il frutto di una decisione autonoma, non legata alle dinamiche interne del M5s ma alla volontà che vicende estranee alla politica possano essere strumentalizzate in campagna elettorale. La coalizione unita alternativa alla destra è la nostra forza e lavoreremo insieme per vincere le elezioni”.

Nel frattempo che si risolva la questione semantica se il passo della ex candidata sia “indietro” o “laterale”, altre forze politiche hanno avuto invece una reazione più guizzante, più sul pezzo, potremmo dire con espressione giornalistica.

Per dire, il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, e il senatore, candidato a presidente della Regione, Ernesto Magorno, hanno preso la palla al balzo per dire: “Il ritiro della candidatura di Maria Antonietta Ventura dalla corsa alla presidenza della Regione Calabria apre scenari nuovi e urgenti che meritano un’immediata reazione da parte delle forze riformiste e di cambiamento che vi sono nel centrosinistra regionale.

È una scelta che rispettiamo e comprendiamo. Ora è il momento della responsabilità, del confronto e della ricerca di una soluzione che possa essere credibile agli occhi dei calabresi. Da tempo chiediamo al Pd un’attenzione alle vicende calabresi, ci stiamo spendendo sui territori a stretto contatto con le comunità e abbiamo percepito da subito la condizione di sbandamento del centrosinistra.

Ora qualcosa è cambiato. Ecco perché Italia Viva invita tutte le forze riformiste e democratiche che hanno a cuore le sorti della nostra regione a un ragionamento condiviso che punti a dare speranza alla Calabria, a mettere a disposizione le energie che essa esprime, a partire dalla rete dei Sindaci e degli amministratori locali, autentici talenti di una terra che crede in se stessa, che riesce a fornire servizi e a tenere stretto il legame con le comunità.

Crediamo sia arrivato il momento di una discussione franca e autentica tra tutte le forze che si ritrovano nel campo riformista e social democratico, per indicare ai calabresi una proposta politica coraggiosa e competitiva. Soprattutto vincente.

Da tempo invochiamo un cambio di passo, la necessità che sulla Calabria non si giochino partite per curiosi equilibri nazionali, ma si lavori per un nuovo orizzonte per le elezioni regionali e soprattutto ora chiamiamo all’appello la Calabria migliore a ragionare insieme e a trovare una strada di emancipazione e innovazione per la nostra terra”.
Insomma, Italia Viva apre. Ma nello stesso tempo chiude, nel momento in cui mette in prima linea le sue convinzioni sul “sindaco di Calabria”.

A proposito di sindaci, come non citare il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, anch’egli candidato alla presidenza che non solo apre, ma addirittura accoglie, spassionatamente, permettendosi anche un gioco di parole che non denota molta attenzione ai “vinti”, diciamo così: “Dopo il ritiro dell’avventura della sventura della Ventura, faccio un appello alle persone perbene, tante, che militano nel pd e nei 5S: non rimanete schiavi del sistema e venite a sostenere con noi la rivoluzione per la Calabria.

Noi garantiremo con onestà ed autonomia, governabilità, sviluppo, diritti, giustizia sociale, lotta al crimine organizzato. La Calabria merita amore e rispetto, non intrighi di palazzo e compromesso morale. Ora è il tempo di scrivere la storia ed ognuno di noi la può scrivere. Ad ottobre noi libereremo la Calabria dal malaffare. Chi vota per noi sceglierà la libertà, chi vota per il sistema sceglierà la sudditanza”.

L’impressione è che il tormentone della candidatura del centrosinistra occuperà ancora le cronache politiche regionali. Sembra di rivedere in chiave politica la sceneggiata sanitaria che ha portato il commissario Longo a occuparsi della sanità in Calabria. Con quali risultati, chiedere ai sindacati.

Ai militanti del Pd, o per gli elettori di centrosinistra, si potrebbero applicare gli abusati versi ungarettiani. “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Tremule, in balia delle correnti fredde del nord. Purtroppo siamo in estate. L’estate delle varianti. Per il Pd, M5s e Articolo Uno calabresi la variante dominante è la tripla incognita.