Quantcast

Riforma della giustizia, Lega e Radicali in piazza per la raccolta firme

Si punta a proporre sei quesiti referendari

E’ iniziata  anche in Calabria, la raccolta firme per i 6 quesiti promossi dal Partito Radicale e dalla Lega.

Riforma del CSM, per fermare lo strapotere delle correnti, responsabilità diretta ed equa valutazione dei magistrati, separazione carriere, limiti agli abusi della custodia cautelare e abolizione del decreto Severino.

“Dopo la sottoscrizione nella mattinata dei quesiti da parte del primo cittadino di Botricello , Michelangelo Ciurleo , che  si è subito attivato anche Lui a promuovere e sostenere personalmente la raccolta in qualità di autenticatore, venerdì 2 luglio  – si legge in una nota – è iniziata ufficialmente anche in Calabria, da Sant’Onofrio (VV), con la partecipazione e la sottoscrizione dei quesiti da parte del Sindaco Onofrio Maragò, la campagna di raccolta firme per indire i sei referendum sulla Giustizia presentati in Cassazione lo scorso 3 giugno dal Partito Radicale e dalla Lega”.

A dare la notizia sono Giuseppe Candido, già candidato alla Camera nel 2013 con la Lista Amnistia Giustizia Libertà, oggi componente del Consiglio Generale del Partito Radicale e Rocco Ruffa, militante del PRNTT nonché tesoriere dell’associazione Radicale Nonviolenta “Abolire la miseria”, da subito attivi per la raccolta firme.

Da Botricello a Sant’Onofrio passando per Sellia Marina per una Giustizia giusta.

“Sabato 2 luglio – prosegue la nota stampa – è stata poi la volta di Sellia Marina dove sul lungomare, dalle 18.00 alle 20.00, dove molti cittadini hanno potuto sottoscrivere i 6 referendum al tavolo organizzato in collaborazione con Marco Boemia e gli amici della Lega di Sellia Marina e grazie all’avvocato Francesco Calderazzo – del foro di Catanzaro – che come previsto dalla più recente normativa ha svolto il ruolo di autenticatore delle firme. Ricordando che si può firmare in tutti i municipi d’Italia, nei  prossimi fine settimana, conclude la nota stampa, saranno organizzati altri tavolini dove consentire ai cittadini di sottoscrivere i referendum per la riforma della giustizia che si attende da anni e che, come ripeteva sempre Marco Pannella, rappresenta ancora la più grande questione sociale di questo Paese”.