Quantcast

Forza Italia, Santacroce: “Tallini ha perso una buona occasione per stare zitto”

"Suo livore è sintomo di debolezza per non essere capace a dialogare, la coerenza politica non è il suo forte"

Leggo – scrive Frank Mario Santacroce che ieri ha reso noto il suo addio a Forza Italia- un comunicato stampa ricco di odio da parte di chi invece di guardarsi allo specchio cerca di screditare gli altri sputando veleno inconsapevole che tutti conoscono la sua storia politica e il giudizio è ormai unanime sul personaggio. D’altronde non meraviglia che chi si avvicina a lui politicamente in meno di pochi mesi lo abbandona e a catanzaro i casi sono ormai quotidiani.

Piuttosto va evidenziato che il livore di Tallini è sintomo di incapacità di dialogare e segno di debolezza da parte chi non vuole rendersi conto che il suo modo di fare politica è ormai tramontato e la gente è matura e saprà scegliere il meglio. Certamente non può essere d’esempio per coerenza politica e non può dare lezioni di appartenenza il coordinatore Tallini, il quale proveniente dall’ex MSI poi si è costruito il movimento civico per il sud, poi il polo civico calabria libera per poi avvicinarsi a forza italia alle elezioni regionali nel 2000 e per poi di nuovo nell’anno 2005 tra mille piroette, candidarsi alle regionali nell’UDEUR con il centrosinistra e nel 2010 tornare di nuovo nel centrodestra e nel 2014 ancora nuovamente in forza italia.

Forse la coerenza politica non è il suo forte. Anche le scelte di diversi assessori comunali e consiglieri della città Catanzaro che si sono dimessi e l’hanno abbandonato dovrebbero far capire chi è Domenico Tallini, al quale da fastidio che persone come Migliaccio Modestina, libere e oneste, non abbiamo seguito il modo sconclusionato di gestire un gruppo consiliare che in meno di due anni ha visto restare solo un consigliere/assessore. D’altronde aver fatto scappare persone per bene come Antonio Montuoro, Modestina Migliaccio, Luigi Levato, Roberta Gallo, Antonio Trifiletti, Francesca Celi, Giovanni Merante e l’elenco sarebbe lunghissimo se andiamo a ritroso nelle scorse legislature la dice lunga sul modus operandi di Tallini.

Concludo confermando che un soggetto dichiarato impresentabile alle ultime elezioni regionali dalla commissione antimafia continua a decidere le sorti del partito a Catanzaro e Lamezia continuando ancora a scegliere i dirigenti e i candidati deve far riflettere e anche gli elettori devono essere consapevoli di tutto ciò è ricordarsi chi è Tallini, ossia colui che da amministratore del comune di Catanzaro e da consigliere regionale nessuno ricorderà per progetti di legge, iniziative sociali, mozioni, interrogazioni, battaglie culturali e provvedimenti utili per la comunità. Forse era meglio se stava in silenzio”|.