Quantcast

Come ti consolo l’Udc. A Consolante i Trasporti, a Triffiletti il Traffico

Le trattative tra Giovanni Merante e Sergio Abramo per l’ampliamento delle deleghe. L’insoddisfazione di Amendola e Mirarchi per antiche indicazioni non portate a segno

Più informazioni su

Ci sono dei momenti in cui il vecchio muore senza che si intraveda una chiara linea di successione. Succede nella vita delle persone, succede negli organismi politici, nelle amministrazioni pubbliche. A Catanzaro l’amministrazione Abramo, le amministrazioni Abramo, sono al crepuscolo. Chi ha la fortuna di poter godere di un’affacciata rivolta a ovest, e in questa città è buona sorte molto distribuita, sa bene che i tramonti sono diversi l’uno dall’altro. Astraendo: c’è il tramonto tranquillo, quando l’arancia scende netta sull’altro mare, e il tramonto turbolento, spesse nuvole a coprire il faccione d’oro. Ecco, l’era Abramo, al Comune, è del secondo tipo. I segni sono tanti, bastano le sedute di Consiglio a mostrare quanta ruggine abbia manomesso ingranaggi e sfalsato sincronismi. E non può essere diversamente. Perché il the end di Sergio Abramo coincide con la tornata elettorale regionale, nella quale il sindaco non entrerà direttamente, ma sarà della partita successiva quando si tratterà di comporre il nuovo esecutivo.

Naturalmente, si ragiona guardando il quadro nella composizione attuale non tenendo conto delle ultime fibrillazioni, con un centrodestra unito a scapito della controparte divisa quantomeno in due tronconi. Al Comune di Catanzaro in questa prospettiva si va ad accendere la miccia accanto alle ultime polveri disponibili. Ne vengono fuori non fragorosi fuochi d’artificio, ma piccoli bagliori, scintilline senza botto e girelle che fanno più fumo che luce.

Per dire il vero, c’è chi giura che ieri mattina al Palazzo del Comune più che botti si siano sentite voci concitate e finanche urla, tra i corridoi del primo piano, quello nobile dove si susseguono una dopo l’altra, e una che si apre nell’altra per via delle porte comunicanti, le stanze del sindaco, e poi la sala concerti, la sala giunta, gli ampi spazi dove solitamente si riuniscono le commissioni consiliari e che finiscono per essere il palcoscenico in cui si invera “lo sfogatoio” (copyright Abramo) a cui è ridotta la maggioranza. Un’entità molto fluida, la maggioranza che garantisce la continuità del quarto mandato Abramo. Le pratiche portate in Consiglio vengono sistematicamente approvate, nonostante da ogni gruppo formalmente costituito, anche da quello che porta il nome del sindaco, arrivino bordate maestose. Poi, dopo le votazioni, l’adunanza si scioglie, le tensioni si stemperano per ricomparire nei giorni successivi in forma più ristretta ma non per questo con minor foga, accanto a tentativi di ricomposizione esperiti con le tecniche della persuasione oppure con le lusinghe delle offerte più o meno allettanti. Insomma, si tratta e ci si scontra, secondo le situazioni e le convenienze.

Il sindaco per esempio ha il problema – se mai questo per il sindaco può essere considerato un problema – di parare la crescente insofferenza del gruppo di Forza Italia, plasticamente manifestata nell’ultima seduta d’Aula quando spiccava la sua assenza completa. A portata di mano c’è il consistente apporto che può venire dal gruppo Udc, abbastanza sorprendentemente forte di ben tre esponenti che da tempo reclama, in forza di ciò, una sua rappresentanza in giunta. Da qui l’offerta rivolta da Abramo a Giovanni Merante, che dello scudo crociato è commissario provinciale oltre che consigliere di riferimento, perfezionata negli ultimi giorni. Senza scombussolare più di tanto l’assetto di giunta, si potrebbe pescare nell’ampio bacino di deleghe rimaste nella disponibilità del sindaco, e facendo ricorso all’istituto del consigliere delegato. Abramo avrebbe pertanto suggerito che al capogruppo Antonio Triiffiletti possa andare la delega al Traffico (da notare come Triffiletti al Traffico rappresenti l’onomatopea applicata ai criteri di nomina) e ai rapporti con il corpo della polizia municipale, mentre Enrico Consolante potrebbe occuparsi dei Trasporti con annessi i rapporti con la partecipata Azienda per la mobilità cittadina. Vedremo nei prossimi giorni se la trattativa avrà avuto esito positivo.

Per una questione che si sistema, un’altra però si scombina. Anzi due. La “notizia un po’ originale Non ha bisogno di alcun giornale Come una freccia dall’arco scocca Vola veloce di bocca in bocca” – d’obbligo la citazione di De Andrè dopo il concerto ritrovato andato in onda ieri sera su Rai Tre -. Il nuovo corso con l’Udc fa riemergere dal dimenticatoio antiche ambizioni non soddisfatte risalenti a inizio mandato. E che nell’occasione sono state rinverdite dai titolari. Andrea Amendola, di “Obiettivo Comune”, gruppo satellite di Forza Italia e neo consigliere provinciale, ha ricordato con veemenza il tempo nel quale gli era stato riservata la delega allo Sport, settore al quale tiene tanto. Altrettanto ha fatto Antonio MIrarchi, consigliere di “Catanzaro da Vivere” gruppo del presidente Marco Polimeni, nel rivendicare lo stesso impegno preso con lui sulla delega al Quartiere Lido, suo bacino di residenza e preferenze. Anche qui, si attendono sviluppi. Oltre che conferme e, nel caso, rigorose smentite. Se son rose fioriranno. Se sono diamanti, nasceranno.

Più informazioni su