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Riforma Cartabia, emendamenti Wanda Ferro: impedire improcedibilità con motivi appello manifestamente infondati

Le proposte di modifica presentate dal deputato catanzarese di Fratelli d'Italia

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    Impedire la declaratoria di improcedibilità nelle ipotesi di inammissibilità della impugnazione, che dovrà avvenire anche per manifesta infondatezza dei motivi. E’ l’obiettivo di due emendamenti che il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro ha presentato al Ddl per la riforma del processo penale in esame alla Camera. Con la modifica al testo della riforma Cartabia proposta da Wanda Ferro, si punta ad evitare che le sentenze vengano impugnate in maniera pretestuosa, con il solo obiettivo di fare decorrere i tempi necessari a fare scattare l’improcedibilità e impedire che i processi arrivino a sentenza.

    “Quella dei motivi di ricorso – spiega Wanda Ferro – è una delle questioni più critiche della riforma Cartabia, che prevede una tagliola sui tempi dei procedimenti senza intervenire concretamente sulle questioni che incidono sulla durata dei processi. Noi di Fratelli d’Italia avevamo tentato di chiedere al governo, con un’apposita mozione, tra le altre cose, di potenziare gli organici di magistratura e forze dell’ordine sia in termini di personale che di dotazioni tecnologiche e strumentali, di intervenire sulla maggiore digitalizzazione del procedimento penale, di prevedere l’istituzione dei Tribunali distrettuali antimafia, di potenziare l’Autorità nazionale anticorruzione, l’ufficio del Commissario antiracket e antiusura e l’Agenzia nazionale per i beni confiscati, di investire sul potenziamento dell’edilizia carceraria.

    Inoltre sul delicato tema dell’ergastolo ostativo abbiamo proposto di introdurre il principio stringente secondo cui solo una fondata e argomentata prognosi in ordine alla non reiterazione del reato e alla rescissione di ogni collegamento con ambienti criminosi, con onere probatorio a carico del detenuto, possa consentire una positiva valutazione relativa alla non attualità della pericolosità sociale che giustifica l’ammissione ai benefici”. “Purtroppo la maggioranza di governo, senza tenere conto dei preoccupanti allarmi lanciati dai procuratori antimafia e dai procuratori generali di tutta Italia, marcia spedita come non mai verso l’approvazione di una riforma che rischia di essere un vero e proprio colpo di spugna per migliaia di processi, impedendo di giungere a sentenza e negando giustizia alle vittime e alle parti offese dai reati”, conclude Wanda Ferro.

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