Quantcast

Tutela ambientale, Pd Catanzaro: “Comune spende la metà rispetto alla media nazionale”

Per i Dem "è chiaro che qualcosa non ha funzionato soprattutto se si considera che incendi, più o meno gravi, si sono verificati in tutto il comune di Catanzaro"

Il drammatico incendio della Pineta di Siano e gli altri di minore entità che hanno interessato il territorio comunale hanno riportato alla ribalta il tema della tutela e della valorizzazione ambientale. “Quanto successo nelle ultime settimane – si legge nella nota del coordinamento cittadino del Pd – a nostro avviso, ha responsabilità ben precise riconducibili (almeno in parte) al centro destra cittadino. Al di là dell’imprevedibilità di alcuni eventi, è chiaro che qualcosa non ha funzionato soprattutto se si considera che incendi, più o meno gravi, si sono verificati in tutto il comune di Catanzaro. Basta fare un giro in auto per la città per notare macchie di vegetazione bruciata un po’ ovunque. Sappiamo che non esiste una ricetta preconfezionata per risolvere un problema complicato come quello degli incendi, una cosa però è certa, l’unico modo per ridurne il rischio è una corretta prevenzione che può avvenire solo tramite una precisa e programmata pianificazione territoriale e ambientale. Cosa che questa amministrazione di centro destra, in dieci anni, non ha mai fatto. I numeri a riguardo parlano chiaro”.

Secondo il Pd catanzarese “il comune di Catanzaro ha una spesa media pro capite per la tutela ambientale di circa 14,92 Euro a fronte di una media nazionale di più del doppio, pari a 33 Euro. Spesa che se rapportata alle dimensioni del nostro verde pubblico è alquanto irrisoria.
Con questi numeri è chiaro che risulta difficile investire concretamente in azioni per la tutela del patrimonio ambientale, che dovrebbero riguardare un mix tra interventi di ‘silvicultura preventiva’, politiche di ‘sensibilizzazione civica’ e “controllo del territorio” che allo stato attuale rappresentano gli strumenti più efficaci per la lotta agli incendi e per la tutela dell’ambiente in generale”.

Da questo punto di vista “nulla è mai stato fatto. Non risulta alcuna attività di controllo ad esempio delle pinete. Cosa che non sta avvenendo neanche adesso. Basta fare un giro nella pineta di Giovino per vedere auto parcheggiate tra i pini marittimi (come da foto allegate) e gente che accende fuochi per cucinare. A nostro avviso, come già detto in precedenti note stampa, le pinete dovrebbero essere considerate alla stregua di ‘monumenti cittadini’ all’interno delle quali non si può bivaccare o parcheggiare le automobili.

La vera ‘colpa’ di Sergio Abramo e del centro destra per il Pd locale “è sempre la stessa, ovvero un immobilismo politico che è diventato immobilismo amministrativo al punto di non riuscire a programmare nessun tipo di azione utile alla cittadinanza e in questo caso specifico, non aver mai promosso un dibattito per individuare i rischi e le eventuali contromisure per difendere il nostro patrimonio ambientale che ora risulta gravemente danneggiato, come tutta una serie di attività ad esso connesse come il Parco Ippico Valle dei Mulini (altra importante struttura, in passato sede di gare internazionali, ma inspiegabilmente chiusa da Abramo) e il Museo delle Carozze.
Alla fine tutto ciò che è successo non sarà che l’ennesimo lascito negativo che il centro destra lascerà alle future generazioni.