Quantcast

L’ultimo appello di Amalia Bruni per l’unità del centrosinistra foto

In attesa della conferenza stampa di Oliverio, a Catanzaro l’incontro con le donne democratiche

Le donne della coalizione (di centrosinistra) hanno incontrato la loro candidata Amalia Bruni in una sorta di apericena all’insegna della soddisfazione di poter finalmente annoverare una di loro quale aspirante presidente della Regione Calabria. Favorita da una piacevole brezza marina, praticamente sulla spiaggia in un lido del mare di Catanzaro parte Giovino, sotto una luna ormai quasi piena e davanti a un pubblico, se non esclusivamente, femminile in parte preponderante, la discussione è stata introdotta dagli interventi di Teresa Esposito, responsabile regionale della conferenza democratiche (“grande opportunità offerta dal meccanismo della condizionalità in favore di donne e giovani in ogni progetto inserito nel Pnrr”), di Lucia Bongarzone responsabile pari opportunità del Pd Emilia Romagna (“Favorite dal meccanismo della doppia preferenza di genere dobbiamo costruire la nuova classe dirigente femminile di questa regione”), e dai saluti di convinto sostegno di Simona Pisani candidata alle regionali per il Movimento 5Stelle e di Rita Leone rappresentante del Partito socialista, assistente sociale che ha voluto spezzare una lancia in favore del mondo misconosciuto dei, e soprattutto delle, caregiver.

Il mio è un servizio gratuito a questa collettività che deve riscoprire la speranza di un sogno sempre possibile

Nella parte iniziale del suo intervento Amalia Bruni ha ripreso il concetto espresso da Bongarzone: “Già l’ampia partecipazione delle donne nelle liste ha prodotto il suo effetto di cambiamento della politica calabrese che sarà confermato dal responso delle urne”. Le donne, ha sostenuto la neurologa, per loro imprinting genetico sviluppano doti necessarie a un approccio più armonico, inclusivo, per molti versi multitasking, ai problemi. È proprio ciò che ci svuole per smuovere le acque stagnanti della politica calabrese finora declinata al maschile. D’altra parte, proprio a questo tende la sua volontà di trasposizione del metodo scientifico al campo del sociale e del politico: “Non so se questo è l’approccio giusto per guadagnare la fiducia degli elettori, ma è l’approccio perfetto per avere risultati, che è un altro paio di maniche. Il convincimento arriverà quando, seguendo questa metodologia arriveranno i risultati”.

Non poteva Bruni esimersi dal commentare l’ultima discesa nel campo affollato della sinistra da parte dell’ex governatore Mario Oliverio: “Purtroppo la sinistra dovrebbe stare unita su un unico obiettivo che è quello di rimettere in piedi la Calabria. In ogni caso Oliverio ha annunciato una conferenza stampa che non è ancora arrivata, quindi attendiamo”.

La conferenza ci sarà, giovedì a Lamezia Terme, difficile che domani si arrivi alla sintesi che la candidata del Pd e dei 5Stelle auspica: “Sono sempre del parere che le sintesi sono possibili su persone che hanno a cuore la Calabria. Il problema è di combattere una destra pervasiva e incapace, guidata in questo momento da Spirlì che non è la persona di cui avevamo necessità, che ha dimostrato tristemente in questo anno e mezzo di dolore terribile per il Covid e per tutto che stiamo vivendo una totale incapacità di programmazione e di prevenzione. Non possiamo consentire che questa terra sia votata a un disastro ancora peggiore e venga cannibalizzata ulteriormente. Quindi l’appello agli amici del centrosinistra è quello di stare tutti uniti verso un unico obiettivo: salvare la Calabria dalla china e dal precipizio in cui sta andando a finire. Questo è l’unico obiettivo, l’unica cosa che mi sento di dire. Penso che gli spazi ci siano, ci debbano essere, bisogna lavorare assolutamente perché questo accada”.

Amalia Bruni a Catanzaro

I sondaggi sono al momento ambivalenti, mentre Occhiuto sfoggia sicumera sul risultato: “Il sondaggio che dà vantaggio al centrodestra era stato commissionato prima che io scendessi in campo, è stato pubblicato solo molto dopo perché in quel periodo c’era anche il 12% di Giorgia Meloni che veniva a mancare a quella coalizione e quindi chiaramente hanno preferito attendere. Ma Amalia Bruni non c’era, quindi è un sondaggio contro il nulla”. Adesso, è un altro paio di maniche: “Il centrosinistra vince – sostiene convintamente – se i calabresi hanno a cuore la loro terra, vince se i calabresi hanno voglia di riscoprire la dignità della loro terra e di loro stessi, se coltivano il sogno di costruire una Calabria assolutamente nuova. Vengo da un incontro con giovani che mi hanno posto come problemi tutti i punti presenti nel mio programma. Questo mi ha reso felice, perché la sintonia con il futuro e con i giovani è quella che mi sta guidando e mi spinge a costruire per questa terra. Io ho già un’età ragguardevole, non avevo motivo di scendere in politica. Non devo guadagnare nulla, se non partecipare alla riscossa di questa terra che amo profondamente. Il mio è un servizio gratuito a questa collettività che deve riscoprire la speranza di un sogno sempre possibile”.

Amalia Bruni a Catanzaro

Un’ultima notazione sugli incendi e sulle accuse di strumentalizzazione rivolte a chi, come il centrosinistra, ha criticato la loro gestione nell’emergenza: “Sono le sciocchezze dette da chi esattamente vuole strumentalizzare. Sono andata in Aspromonte, che tra l’altro conosco benissimo, dicendo ai sindaci che non sono andata per fare campagna elettorale, ma perché come medico sono abituata a prendermi carico dei problemi delle persone. Sono andata cercando di capire cosa stava succedendo e per avere suggerimenti affinché questa tragedia non si ripeta. E infatti gli incontri sono stati straordinari sul piano umano e propositivo, abbiamo tirato fuori una serie di idee che possono essere tranquillamente replicabili e ripercorribili per salvare una volta per tutte le nostre straordinarie montagne da queste emergenze”.