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Intellettuali e Sinistra in Calabria

Per Ventura la sinistra ha bisogno del ruolo degli intellettuali per riaffermare i grandi valori di giustizia umana, sociale e dei diritti alle persone

di Sabatino Nicola Ventura
Sergio Dragone “approfitta” dell’occasione offerta da una nota di fine agosto del prof. Piero Bevilacqua, avente in argomento le prossime elezioni regionali in Calabria, per offrire una sua riflessione sulla crisi in Calabria nel rapporto fra un gruppo d’intellettuali e la sinistra, in particolare con il Partito Democratico. Quanto scrive Sergio mi stimola a svolgere qualche considerazione, ovviamente breve, per quanto possibile, per stare in uno spazio di lettura che può essere accettato in un quotidiano On line.

Il rapporto tra gli Intellettuali e il Partito Comunista Italiano, ma con la sinistra in genere, che ha caratterizzato l’Italia della prima repubblica è stato importante e bisogna riconoscere in tanti casi essere stato determinante per l’affermazione di scelte politiche legislative di sinistra nel nostro Paese. Si era realizzata una sorta di egemonia culturale del pensiero di sinistra; per tanti aspetti per come teorizzato da Antonio Gramsci. Infatti il mio pensiero, leggendo la considerazione di Dragone, non può non andare a Gramsci che con grande acutezza ed originalità esaminò l’evoluzione ed il ruolo degli intellettuali nella società. Gramsci, mi limiterò, riconoscendomi modesto conoscitore del Suo vasto e corposo pensiero, a qualche cenno interpretativo. Egli pensa che i gruppi sociali sottoposti abbisognano dell’intellettuale organico che conferisca loro una coscienza di classe, realizzi per essi tramite il partito un’egemonia culturale. Dico ancora, per Gramsci l’intellettuale non dovrà essere solo uno studioso, un uomo di pensiero che dall’alto del sapere si offre in modo aristocratico alla gente, ma anche un promotore attivo e un dirigente politico. Ricorda Dragone, dando alcuni esempi, che tanti intellettuali di spicco erano addirittura organici alla sinistra e soprattutto al PCI.

Oggi, scrive Sergio Dragone, questo cordone ombelicale, riferendosi alla Calabria, si è rotto. Numerosi intellettuali calabresi collocati nella sinistra hanno voltato le spalle al PD, sostenendo apertamente la battaglia elettorale anti-sistema di Luigi De Magistris.
Gli intellettuali che hanno deciso di sostenere la candidatura di De Magistris, ritengo abbiano assunto una collocazione supponente, aristocratica, che nulla ha di sinistra. Manca per molti di loro un impegno direttamente in politica in un partito, e per altri registro un disimpegno.
È evidente la crisi dell’essere partito di sinistra, ma ciò dovrebbe vedere particolarmente impegnati nei partiti gli intellettuali per offrire un qualificato contributo d’idee, proposte, programmi, anche nella realizzazione di un nuovo grande partito della sinistra, se quelli in campo non vanno bene.
Aiutino l’affermazione di una nuova sinistra, scelgano il partito più a loro vicino, siano organici offrendo il loro sapere, per una nuova e anche diversa egemonia culturale. Richiamo l’attenzione che l’egemonia culturale, torna il pensiero di Gramsci, in assenza o in debole pensiero di sinistra, ora, per come sta avvenendo, attraverso apposite elaborazioni di intellettuali organici, non ai gruppi sociali sottoposti, ma alla destra e a chi esercita il nuovo potere economico.

Le fughe in avanti, anzi indietro, dico a chi sostiene De Magistris, sono molto rischiose. Il grande pericolo di un prossimo successo elettorale in Italia ed in Europa della peggiore destra dopo il Nazifascismo, dovrebbe fare riflettere tutti i democratici ancorati ai dettami delle Costituzioni nate dalla sconfitta delle forze dell’oscurantismo e della barbarie.
La partita in Italia ed in Calabria contro la destra la gioca il Centro-Sinistra, che bisognerebbe arricchire, aiutare, correggere, ma non farlo diventare il nemico d’abbattere alla pari della Destra.
Dichiaro, per essere subito esplicito, che la scelta di scendere in campo in Calabria di De Magistris è il regalo più importante che riceve la destra. Sbaglia Piero Bevilacqua:” …l’ultima semplice verità da dire è che il partito Democratico, certo della sconfitta, gioca tuttavia una partita elettorale: quella d’impedire che vinca Luigi De Magistris…”. No, è esattamente il contrario.

In Calabria Il PD, 5stelle, Partito socialista, Italia dei Valori, Art. 1, Partito Animalista, Europa Verde, tutte forze politiche di valenza nazionale, ai quali si sono aggiunte le liste, Amalia Bruni Presidente e Tesoro Calabria, una costruita al momento, con candidati di provenienza della società civile e dai partiti, l’altra è di un movimento presente da anni in Calabria, sono la stessa coalizione che da qui ad un anno si scontrerà a livello nazionale con la Destra.
De Magistris è a capo di una coalizione localistica, priva di valenza e spessore nazionale. Dico a Piero, e a chi si è candidato a sostegno di De Magistris, e ritengono di essere più a sinistra della coalizione di Centro-Sinistra, che avrebbero fatto meglio e bene a rafforzare da sinistra la coalizione a sostegno della Bruni.
De Magistris, auto nominatosi candidato a Presidente, non ha mai ritenuto possibile un passo indietro: avrebbe voluto dai partiti di Centro-Sinistra una investitura e una loro subalternità.
Caro compagno ed amico Piero, poteva essere possibile? È, allora, certamente Lui l’assist vincente dato alla Destra

La sinistra in Italia, compreso il PD, attraversano una fase di ricerca di ricollocazione e di grande travaglio, per come anche in ogni altra parte d’Europa: e certamente questo periodo è propizio per le affermazioni personalistiche, per la demagogia, per i populismi. I 5stelle, prima versione, ebbero nel 2018 un grande successo con proposte populiste che incantarono; la storia insegna, e tu sei maestro, che quando la sinistra è in difficoltà, tanti cittadini, compreso elettori di sinistra cadono nell’inganno e si affidano al nulla. Questo ruolo, ovviamente con ogni distinguo, oggi lo svolge in Calabria De Magistris.

La sinistra dunque ha molto bisogno del ruolo degli intellettuali organici, (Gramsci ne faceva un distinguo per il ragionamento che governava il suo pensiero, ma ricordando sempre, semplifico molto, che tutti si è intellettuali) del loro sapere e di pensieri, anche nuovi, per riaffermare i grandi valori di giustizia umana, sociale e dei diritti alle persone; oggi preda di una società governata, da un’etica e da una morale molto lontane dalla ricchezza dei principi di fratellanza, di solidarietà, di uguaglianza che hanno sempre contraddistinto la sinistra.
Il fare della sinistra, richiamo l’attenzione, è prevalentemente, non potrebbe essere diversamente, attraverso i partiti. La Costituzione italiana affida molto a loro l’espressione democratica nel nostro Paese. Non dobbiamo, pertanto, lavorare per fare a meno dei partiti, ma al contrario per sostenerli, rinnovandoli ed attualizzandoli. Diano, allora, gli intellettuali calabresi nuova linfa ai partiti della sinistra, aiutino a recuperarli dalle difficoltà in cui vivono. Non si batte la Destra contro i partiti del Centro-Sinistra, con invenzioni estemporanee e attraverso il “Messia”: De Magistris ha liste in prevalenze con il suo nome.

La questione non riguarda solo o soprattutto il PD, per come la pone Piero, sarebbe facilmente risolvibile. Riguarda essere sinistra oggi, non ieri, attraverso una nuova “egemonia culturale” capace di rimettere in campo il grande pensiero del riscatto dei popoli per battere la destra sovranista, nazionalista e dello sfrenato libero mercato.
Scrive Massimo D’Alema nel suo bel saggio, Grande è la confusione sotto il cielo:” …Né soltanto della riduzione del Welfare e della spesa sociale. Si tratta della crescita delle disuguaglianze e delle aree di emarginazione. Ma la crisi getta una luce impietosa su un altro aspetto non meno preoccupante. Cioè che società fragili, impaurite, prive di corpi intermedi e impoverite nelle loro basi culturali producono classi dirigenti sempre più casuali e improbabili.”