Quantcast

Nell’attesa incantata dell’esito delle regionali, il centrosinistra cittadino guarda alle prossime amministrative

I problemi della città trovano spazio alla festa regionale dell’Unità in corso a Catanzaro

Più informazioni su

2021, settembre inoltrato. Nella vita politica calabrese, tutto è concentrato intorno alle elezioni regionali che, se non riescono a mobilitare masse e smuovere i cuori della cittadinanza attiva e passiva, sono entrate di soppiatto nelle aule consiliari di tutti i comuni che assomigliano ai paesaggi delle fiabe avvolti nell’incantesimo voluto dalla strega cattiva.

Nulla si muove in attesa che arrivi il principe, azzurro o di altro colore, a dare nuova carica.

Prendiamo il Consiglio comunale di Catanzaro. L’ultima assemblea si è tenuta il 30 agosto, non si hanno notizie di convocazioni da qui a breve. Le Commissioni si riuniscono invece regolarmente, anche se i temi trattati sono di assoluta routine. Eppure, non sono mai esistiti tanti conciliaboli appartati, tante prese di posizione sottovoce, tante divisioni accorate e partecipate, poiché ciascun consigliere comunale ha nel cuore e nella mente il suo candidato regionale preferito, in una girandola di posizioni che attraversa i gruppi, li frammenta al loro interno e ne favorisce l’interscambio inedito se non inaudito. I problemi della città possono attendere: a dopo la prima settimana di ottobre, quando, chiuse le urne, si conoscerà il nuovo presidente e il nuovo Consiglio regionale.
Per questo fa una certa notizia che, in una festa regionale dell’Unità che si tiene al Parco Gaslini, pur intessuta di riferimenti diretti alle prossime regionali, una piccola parte del proscenio sia stata occupata proprio dalla città di Catanzaro, dai suoi problemi, su come risolverli. Con la postilla, non indifferibile, che anche qui lo sguardo è inevitabilmente puntato su una consultazione elettorale, ben inteso quella della primavera 2022 in cui si dovrà scegliere il nuovo sindaco e la nuova amministrazione. Ma è stato solo uno sguardo, come per dare un orientamento temporale, e anche spaziale, per non perdersi negli smarrimenti del presente e nelle incertezze del futuro.
Un breve dibattito nell’ultimo sole pomeridiano, quindi, introdotto dal Giovane Democratico Samuele Signoretti, che ha toccato i punti intorno ai quali si è poi sviluppata la discussione: università, infrastrutture, turismo e periferie.

Per Salvatore Passafaro, coordinatore dei circoli cittadini del Pd, il punto da cui partire è di valenza urbanistica, occorrendo ridisegnare la città riqualificando le periferie nel tentativo di rendere più omogeneo un territorio caratterizzato da eccessiva polarizzazione, scarsi interscambi, distanze relative accentuate che si dilatano anche nel tempo necessario a colmarle.
Gregorio Buccolieri, segretario cittadino del Partito socialista italiano, vede nel turismo programmato ed efficiente la chiave di volta per lo sviluppo non solo del quartiere di Lido che pure, per le sue caratteristiche naturali e per le importanti risorse, è la punta avanzata di un progetto che deve necessariamente coinvolgere le realtà urbane vicine.
Non c’è modo di risollevare le sorti di Catanzaro, secondo Domenico Varano del Meetup Cinque Stelle se non si agisce sul risanamento delle periferie sud della città dove alle vecchie emergenze legate alla criminalità, organizzata e non, si sommano le nuove come la ludopatia che sta consumando volontà e risorse dei più giovani.
Sulla necessità di aumentare strumenti e occasioni per una mobilità puntuale, veloce e sostenibile hanno concordato in rapida e significativa successione Gaetano Reina di Volt e Nicola Chiriano di Cambiavento: favorire lo spostamento delle persone all’interno della città, tra i quartieri e alle diverse latitudini, significa porre le basi di una innovazione che, in quanto tale, deve viaggiare a una velocità superiore a quella (non) garantita finora.

Più informazioni su