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Corsi: Abramo, uomo solo al comando che scappa dai problemi della città

Ci dica se in questi ultimi mesi vuole portare avanti il Piano regolatore, il Piano del Commercio quanto mai necessario soprattutto nel centro storico, in modo da dare un futuro a questa città

Si vota per la Regione, ma a Catanzaro si vota anche per dare un giudizio sulla più brutta esperienza amministrativa che si ricordi. E’ quanto afferma il consigliere comunale Antonio Corsi. 

I catanzaresi sono troppo intelligenti per non percepire l’abisso in cui è finita la città. Siamo l’unica città d’Italia senza stazione ferroviaria, senza un porto, senza un’isola pedonale, senza un piano regolatore, senza un piano del commercio, senza acqua in molti quartieri, perfino senza il Duomo e l’aula consiliare. Nemmeno un paese dell’entroterra è ridotto così.
Le aziende partecipate, come la Catanzaro Servizi e l’Amc, e le ditte appaltatrici della raccolta rifiuti, dovrebbero essere convocate per migliorare i servizi, e invece nulla.

La città non può permettersi il lusso di essere asservita alle smanie di potere del sindaco ed essere lasciata in balìa del destino per ancora tanti mesi. Abramo aveva detto in Consiglio comunale che: “mai avrebbe lasciato il comune prima della fine della legislatura”. I fatti ci dicono il contrario. C’è un sindaco che scappa dai problemi.
Se Abramo ha ancora un minimo di dignità politica ed amor proprio, prima del voto dica alla cittadinanza cosa vuole fare? Ma in particolare se ha intenzione o meno di abbandonare la nave, senza inchino, diventando un novello Schettino.

Ci dica se in questi ultimi mesi vuole portare avanti il Piano regolatore, il Piano del Commercio quanto mai necessario soprattutto nel centro storico, in modo da dare un futuro a questa città. Confessi che l’abbandono e l’isolamento della città di Catanzaro passa ed è passato dalle sue mani, “l’uomo solo al comando” che è stato capace di bombardare non solo una maggioranza infiltrandola di pettegolezzi e di primogeniture votate alla mediocrità, ma ha comprato in saldo un opposizione inesistente e piegata alla nullità. Questo lo abbiamo affermato al momento del nostro rientro nei banchi del Consiglio comunale, come una differenza sostanziale che oggi ci restituisce la ragione di una scelta e la conferma di un macroscopico errore commesso dagli altri.
I cittadini- conclude il comunicato – sapranno giudicare nelle urne l’operato di quella che unanimemente viene definita “la peggiore amministrazione di tutti i tempi”, l’unica caratteristica dell’ultimo giro di giostra del sindaco Sergio Abramo, sindaco di se stesso e delle sue scelte personali, che restano indipendenti dal contesto politico.