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De Magistris: “L’antimafia deve essere sociale”

"I beni confiscati ben riutilizzati colpiscono l'economia dei clan e possono essere occasione di rilancio dal valore simbolico"

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    A sostegno alla società civile che fa “resistenza” in alcuni territori e genera economia sociale. Io l’ho dimostrato con i fatti da magistrato e da sindaco di Napoli. Ho investito sulla presenza dei comitati di cittadini che si sono riappropriati dei loro spazi. Credo da sempre che puntare sulle persone sia molto più forte di un colpo di pistola, per questo accolgo l’appello del comitato “Losardo-Martorelli”, che chiede l’attuazione della legge regionale 9/2018 che, tra le altre cose, prevede l’istituzione di un tavolo regionale per la prevenzione e il contrasto della ‘ndrangheta. Un processo che può avvenire anche attraverso l’assegnazione a comitati, associazioni e gruppi di giovani dei beni frutto degli affari sporchi delle mafie, che sono un patrimonio enorme. Beni confiscati che potrebbero essere utilizzati, per esempio, anche per dare alloggio a chi non ne ha. Per ospitare attività simbolo del riscatto di queste terre, essere volano di lavoro, del recupero di antichi mestieri, luoghi dove i giovani possano progettare la “ripartenza” di questo territorio. Invece, in Calabria il 40% di questi beni rimane da destinare, patrimonio immobiliare urbano come spesso strutture o zone ad alto potenziale agricolo del tutto abbandonate.
    Da sindaco di Napoli ho dimostrato che dai beni confiscati possono nascere presidi di sostegno sociale e luoghi di diffusione della cultura. Negli anni, le associazioni che hanno ricevuto le chiavi dei palazzi strappati ai clan di camorra hanno creato orti didattici comunitari, centri e case d’accoglienza per le donne vittime di violenza, centri per disabili, la casa dell’Alzheimer e tantissime altre realtà che sono una rete di protezione per chi vive situazioni di abbandono e difficoltà.
    Ma anche una risorsa che apre ai giovani la strada per progettare nuovi mondi. Il valore simbolico e la forza di queste azioni saranno determinanti anche in Calabria, dove da presidente della regione farò in modo che l’appello lanciato dal comitato Losardo- Martorelli, che rivendica con forza l’attuazione della legge regionale, appunto, non cada nel vuoto. Sarà mio impegno istituire un tavolo per sostenere economicamente il rilancio dei beni confiscati e supportare i lavoratori onesti delle aziende strappate ai clan, senza lasciare mai indietro nessuno. Laddove c’è morte, questo progetto porterà la vita, cancellando l’infame marchio dei clan da quello che diventerà patrimonio dei calabresi”.

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