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Elezioni regionali, le voci della campagna elettorale

I commenti di giornata dei candidati del prossimo 3 ottobre

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Alessia Bausone – Capolista M5S Circoscrizione Centro

La fibromialgia è una malattia complessa e debilitante che può compromettere e non di poco la qualità di vita di chi ne è affetto. Le diagnosi sono spesso tardive rispetto all’insorgenza della malattia e richiedono l’intervento di molti specialisti differenti prima di giungere ad una diagnosi certa, con costi di salute ed economici sia a carico del paziente, sia a carico della sanità pubblica. Costituisce il 5-7% delle visite nell’ambulatorio del medico di medicina generale e il 10-20% di quelle in ambulatorio reumatologico. E’ stato stimato che negli ultimi dieci anni, i costi diretti annuali per la Fibromialgia sono aumentati considerevolmente (si parla di un costo che va dai 4.500 ai 7.500 euro per paziente). I costi indiretti, ad esempio le conseguenze legate ad una ridotta produttività da parte dei pazienti e dei caregiver, variano, invece, tra 2.000 e 7.000 euro per paziente all’anno. Per non parlare del necessario supporto psicologico, molto spesso sottovalutato nella sua assoluta necessità. Il suo forte impatto sociale ha portato talune Regioni italiane a riconoscere il diritto all’esenzione per patologia ed un riconoscimento della malattia in sede di invalidità. Anche in Calabria, nonostante il fardello del commissariamento in ambito sanitario, si può e si deve lottare per questo, anche attraverso il pressing rispetto a necessarie iniziative nazionali da prendere, anche nell’ambito della conferenza permanente Stato-Regioni. Occorre a livello regionale promuovere ed introdurre celermente una apposita normativa che preveda campagne informative, divulgative e educative rispetto a tale patologia; un percorso di aggiornamento formativo per i medici di assistenza primaria e per i medici afferenti alle commissioni collegiali per il riconoscimento delle invalidità civili. E’ necessario, altresì, offrire il supporto necessario alle aziende sanitarie nell’individuazione di percorsi idonei alla corretta diagnosi e alla adeguata presa in carico dei pazienti. Concludo sottolineando l’importanza del riconoscere il rilevante apporto delle associazioni e del volontariato che si occupano di fibromialgia sul territorio calabrese, valorizzando le loro attività senza scopo di lucro, oltre che la necessaria istituzione di un registro regionale della fibromialgia per la raccolta e l’analisi dei dati clinici e sociali riferiti alla patologia. Le mozioni che la politica regionale ha approvato nel passato non sono state e non sono sufficienti a riconoscere dignità sociale pubblica alle persone che soffrono di fibromialgia e ai loro familiari. Occorre una legge regionale ed occorre farla subito.

Silvia Parente

Istituzione del secondo pronto Soccorso a Catanzaro (Policlinico Mater Domini), potenziamento dei pronto soccorso degli ospedali di Lamezia Terme, Crotone e Vibo Valentia, assunzione di almeno 50 medici e 100 tra infermieri e OSS da destinare ai reparti di emergenza, acquisto di nuove ambulanze e attrezzature tecnologiche: è quello che chiederò al presidente Roberto Occhiuto quando il Governo gli affiderà i compiti di Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria in Calabria. La “rivoluzione” della sanità in Calabria deve partire proprio dagli avamposti, dai reparti di emergenza-urgenza e dalla rete del 118, che sono quelli più a diretto contatto con il cittadino-paziente e che sono tenuti a dare risposte tempestive ed efficaci. Si tratta di una scelta resa ancora più attuale e stringente dall’emergenza Covid che ha accentuato in questi terribili due anni la pressione su questi reparti. Non è più possibile assistere alla vergogna dei nostri “pronto soccorso” assaltati dalla gente che, giustamente, chiede di essere assistita per situazioni più o meno gravi. Non è più possibile assistere ad attese interminabili, non ascrivibili al personale che lavora in condizioni disumane, facendo fronte ad un numero impressionante di “accessi”. Non è più possibile consentire che medici, infermieri e OSS siano sottoposti a turni massacranti e spesso essere oggetto delle pressioni, e qualche volta delle minacce anche fisiche, di chi pretende la tempestività delle risposte. CI vogliono più medici, ci vogliono più infermieri, ci vogliono più OSS, ci vogliono ambulanze di nuova generazione dotate di ciò che le nuove tecnologiche permettono, anche di effettuare diagnosi precise durante il trasporto dell’ammalato in ospedale. C’è bisogno di una nuova organizzazione dei “pronto soccorso”, con percorsi differenziati che permettano di gestire al meglio anche le emergenze, come la pandemia. Per il Capoluogo appare irrinunciabile l’obiettivo dell’apertura di un secondo “pronto soccorso” al Policlinico universitario, sia per gestire l’ampia utenza della fascia jonica, sia per alleggerire il peso sul “Pugliese”. Una sanità più umana, più efficace, più vicina ai cittadini è possibile. Sono convinta che il presidente Occhiuto accoglierà queste mie proposte, ovviamente estendendole anche ai “pronto soccorso” delle province di Cosenza e Reggio Calabria, nella consapevolezza che i “pronto soccorso” rappresentano la trincea più avanzata di una sanità efficiente.

Roberto Occhiuto

“Una delle cose di cui ho deciso di occuparmi da subito è la depurazione. Anche perché se si riesce a intervenire su questo i risultati si vedono subito e questo garantisce un immediato ritorno politico”.  Così Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria, in un’intervista al “Quotidiano del Sud”.
“Sono andato a visitare un bellissimo centro ad Amendolara, retto peraltro da uno che non ha la mia sensibilità politica visto che è stato assessore con il centrosinistra. Si tratta di Silvio Greco che è un grande studioso del mare. Una delle prime cose che farò è lavorare con questo centro sulla salute del mare.  Creare un sistema per la governance dei depuratori. Anche qui alcuni sono dei Comuni, altri dei consorzi, non c’è un sistema di controllo. Dobbiamo ritarare alcuni depuratori, oggi tarati sulla popolazione invernale, e trovare un sistema per monitorare gli scarichi abusivi. Abbiamo molte case che non sono allacciate alla rete fognaria, arriva l’autospurgo e poi non si sa bene cosa succede.  Ora abbiamo persino le slot collegate con l’Agenzia delle Entrate con macchinette che ne rilevano il funzionamento, è così difficile monitorare con gps gli autospurgo?”.

Management. “C’è sicuramente un problema di qualità del management. È una delle cose che mi preoccupa di più in prospettiva. Più che gli assessori, di cui tutti mi chiedono, io mi preoccupo di chi farà il dirigente generale dei dipartimenti, delle aziende sanitarie, perché so che la qualità dell’azione amministrativa dipende più dal direttore generale che dall’assessore”. Così Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria, in un’intervista al “Quotidiano del Sud”.
“In sanità abbiamo due problemi. Questo della qualità del management, ma anche un problema di organizzazione. Quando ogni azienda è una monade che fa quello che vuole… II cruscotto Agenas è alimentato con dati che qualcuno manda e non so come. Se ci fosse davvero un controllo dei flussi, avremo dati diversi. Sui LEA abbiamo un livello bassissimo ma che si desume da dati non verifiicabili. Puoi avere i migliori alla guida delle aziende sanitarie ma se non hai un cervello centrale che è il dipartimento che ne coordina le attività, anche i migliori non riescono a fare quello che dovrebbero fare.  C’è un problema di qualità del management, sì, ma soprattutto di organizzazione del sistema. Infine c’è un problema di disponibilità a venire in Calabria. Un direttore generale bravo che lavora in un’altra regione non ci viene qui perché rischia di perdere quello che ha costruito in termini di rapporti e relazioni. La mia idea è quella di investire in calabresi che non hanno raggiunto posizioni apicali, si portano in Calabria promuovendoli come direttori generali.  Ho fatto una campagna elettorale senza incontrare un solo direttore delle Asp, per avere le mani libere di scegliere i migliori. Il tema è dove prenderli. Credo sia l’aspetto più difficile. Se noi costruiamo l’organizzazione del dipartimento e poi troviamo management di qualità, poi non dobbiamo inventarci grandi cose, basta replicare le buone prassi che hanno funzionato in altre regioni. Dobbiamo avere però le risorse necessarie per fare la gestione e il controllo di gestione del sistema” .

Luigi Brugnaro

“Noi abbiamo ottimi numeri. È chiaro che saranno i calabresi a decidere domenica con la matita il loro futuro, però noi abbiamo un’ottima percezione. Numeri non ne faccio, li faranno i calabresi domenica con il loro voto. Io, ripeto, resto molto fiducioso. Ci siamo divertiti a stare insieme. Ho trovato molti amici e spero che questa amicizia continui”. Lo ha affermato, rispondendo alle domande dei giornalisti, Luigi Brugnaro, presidente di Coraggio Italia e sindaco di Venezia, oggi in Calabria per partecipare a una iniziativa elettorale a sostegno del candidato presidente della Regione del centrodestra Roberto Occhiuto. “L’idea – ha proseguito Brugnaro – è che i calabresi non restino soltanto in Calabria, ma vengano a Roma e vengano anche nel nord. Dobbiamo muoverci tra persone per bene e ce ne sono tantissime. Questa è una cosa importantissima che gli italiani si sentano amici prima di tutto. Dobbiamo tornare ad essere italiani”.
“È stata una campagna dove ho conosciuto un sacco di amici che non avevo e che adesso ho – ha sostenuto Brugnaro – è stata molto bella. Ho conosciuto un territorio che conoscevo superficialmente ed adesso lo conosco meglio e mi è piaciuto molto e poi dico che il futuro della Calabria è molto più vicino a quello del Nord. I calabresi non voteranno solo per la loro regione, ma voteranno per il futuro del Paese. Ci pensino bene. Coraggio Italia si presenta perché quando con Genova e Venezia abbiamo fatto questo gemellaggio con i porti, noi per collegare Venezia con Genova dobbiamo passare dalla Calabria. Per cui la Calabria diventerà una piattaforma per il turismo nautico. Bisogna fare le darsene qui in Calabria e le devono fare i calabresi. È lavoro è progresso ed è futuro e serve proprio per il nord”.

De Magistris: “Possibile piena occupazione turismo”

“Lo dico sempre con forte convinzione: in Calabria, in pochi anni, possiamo puntare alla piena occupazione. Non è uno slogan o una promessa da campagna elettorale, è la realtà di questa terra dove non servono per forza le grandi industrie a creare lavoro ed economia. Con tutte le potenzialità e le carte in regola che ci sono per creare tanta produttività, ricchezza e benessere, nel totale rispetto dell’ambiente”. Lo afferma, in una nota, Luigi de Magistris, candidato alla presidenza della Regione.

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